Categoria: Internet

  • Machine learning: cos’è e come funziona?

    Machine learning: cos’è e come funziona?

    Ho parlato spesso in questo blog di intelligenza artificiale come potete vedere qui. In questo articolo parleremo invece di un ramo specifico, ovvero del machine learning. Vi ho fatto scoprire come funziona un assistente virtuale, parlato di una soluzione come Quillbot. Ma anche affrontato il tema Neuralink di Elon Musk.

    La tecnologia in questo campo ha fatto passi da gigante, rendendo i dispositivi sempre più intelligenti ma come è stato possibile tutto questo?

    machine learning

    Quali sono le applicazioni del machine learning?

    Il machine learning (o apprendimento automatico) altro non è che uno strumento sviluppato per far analizzare dati analitici da macchine altrimenti incapaci . Esso si divide in tre categorie:

    • Apprendimento supervisionato: Un sistema informatico è istruito utilizzando una base di dati costituita da modelli ed esempi decodificati e già arricchiti di informazioni “di contorno” con il compito di aiutare il sistema a catalogare e classificare gli esempi. Con questo metodo gli algoritmi di ML possono analizzare i dati e risolvere problemi in maniera più veloce e autonomo basandosi sulle esperienze precedenti. Questo metodo di apprendimento è utilizzata nel settore medico, identificazione vocale o identificazione della scrittura manuale.
    • Apprendimento senza supervisione: Nel sistema informatico vengono inseriti una serie di imput ed esempi non classificati nè decodificati. Questo compito spetta al sistema stesso, che li organizza in base ad aspetti e caratteristiche comuni per cercare di effettuare previsioni sugli imput successivi. Le classi di dati non sono conosciute a priori, ma sono costruite in una fase successiva e apprese dagli algoritmi di machine learning. Tecniche usate dai motori di ricerca, che partendo da una o più parola chiave, creano liste di risultati (le SERP) ritenute attinenti alla ricerca effettuata.
    • Apprendimento per rinforzo: Una tecnica che si basa principalmente sulla posizione, aiutata da vari sensori come il GPS e quelli di prossimità. Un esempio di questa tecnica la troviamo nelle auto a guida autonoma, con il controllo della velocità o ancora nel rilevamento di ostacoli nel percorso.
    Machine learning

    Un altra applicazione del machine learning è nel settore pubblicitario. Infatti gli algoritmi in questo caso studiano e imparano i nostri gusti fornendoci le pubblicità in modo mirato, se la cosa vi spaventa potete dotarvi di una VPN.

    Differenze tra machine learning e deep learning

    Come abbiamo appena visto ci sono tre sotto categorie nel machine learning, ma l’argomento intelligenza artificiale è molto complesso e spesso è tutto un sistema di categorie e sotto categorie, questo è proprio il caso del deep learning, che altro non è che un sotto insieme del machine learning.

    Il deep learning infatti si occupa di quel ramo non coperto proprio dal machine learning, come abbiamo visto quest’ultimo ha bisogno di analizzare dati strutturati per funzionare al meglio.

    Il deep learning non ha bisogno di analizzare dati strutturati ma è capaci di analizzare dati astratti come per esempio la classificazione delle immagini e l’elaborazione del linguaggio naturale, in cui è necessario identificare le relazioni complesse tra gli oggetti di dati. Ad esempio una soluzione di deep learning può analizzare le menzioni sui social media per determinare il sentimento degli utenti. Anche qui come non menzionare Elon Musk ed il suo progetto Neuralink che si basa proprio sulle tecniche di deep learning (in questo caso reti neurali).

    Machine learning

    L’uso quotidiano

    Nella quotidianità oltre agli esempi visti in precedenza, possiamo trovare il machine learning in molti settori.

    In particolare possiamo averlo sempre nelle nostre tasche, si esatto, sto proprio parlando del nostro smartphone. Il machine learning infatti è impiegato in molte funzioni dei nostri device come nel caso della batteria adattiva che impara il nostro modo di usare il telefono e quindi regola il livello di carica di conseguenza.

    Anche le fotocamere dei nostri device fanno uso del machine learning per apprendere le nostre preferenze e suggerirci le modalità migliori per uno scatto al top.

    Insomma come abbiamo avuto modo di vedere in questo articolo che voleva essere solo una piccola panoramica sul machine learning, questa piccola branca dell’intelligenza artificiale è ben presente nel nostro presente e sicuramente lo sarà molto di più nel nostro futuro.

  • File hosting: la soluzione per inviare file di grandi dimensioni

    File hosting: la soluzione per inviare file di grandi dimensioni

    Hai la necessità di inviare un file di grandi dimensioni ma non sai come fare? Nessun problema, in questo articolo ti farò conoscere i principali servizi di file hosting che puoi utilizzare. Pronto? allora partiamo!

    Cos’è il file hosting?

    Il file hosting è una pratica che ormai con l’avvento sempre più massiccio della banda larga sta spopolando. Si tratta infatti di archiviare i propri file in appositi servizi cloud per poi essere pronti alla condivisione. Il file in questione viene caricato sul servizio di proprio gradimento che rilascerà un link o altro mezzo per essere poi condiviso con le altre persone. Sono servizi in grado di soddisfare sia le esigenze personali che quelle professionali e possono essere utilizzati sia gratuitamente che a pagamento, in base alle esigenze.

    Il punto forte di questi servizi è sicuramente la loro accessibilità e portabilità senza i limiti imposti dagli trumenti di archiviazione fisici, come hard disk o ssd, rendendo più facile la condivisione ed in ambito lavorativo anche la collaborazione.

    Il funzionamento è abbastanza semplice, in pratica i file che l’utente decide di caricare (upload) sul servizio cloud saranno sempre accessibili e da qualsiasi dispositivo. Per caricare i file basterà seguire le semplici istruzioni a schermo. A fare la differenza sono quindi le scelte di ogni utente in base alle proprie esigenze in termini di spazio di archiviazione, facilità di condivisione e prezzo proposto nel caso si voglia sottoscrivere un abbonamento.

    Dropbox

    Lo potremmo definire il capostipite tra i servizi di file hosting. Il suo funzionamento infatti è stato un modello per gli altri servizi che vedremo tra poco. Dropbox non è altro che uno spazio di archiviazione cloud, dove sarà possibile trasferire i propri file e collaborare con più persone attraverso la condivisione di link. Ovviamente si può accedere al servizio direttamente dal sito web o scaricando i client per pc.

    WeTransfer

    Un ottimo servizio per condividere file sia via mail che attraverso altri canali è WeTransfer, servizio molto semplice e intuitivo che consente di inviare file fino a 2 GB nella sua versione gratuita.

    file hosting

    Mentre per quanto riguarda le soluzioni a pagamento le soluzioni sono due una pro ed una premium. Qui sotto potete vedere le schermate con i relativi prezzi:

    WeTranfer Pro
    file hosting
    WeTranfer Premium

    Per quanto riguarda la versione gratuita come ti ho detto c’è il limite dei 2 GB ma anche quello della scadenza del link che non può essere modificato dai 7 giorni standard.

    Qui sopra la schermata principale pronta ad accogliere i vostri file

    Una volta caricato il file e scelto se inviare direttamente il link per mail o creare il link per condividerlo, ad esempio, con un servizio di messaggistica istantanea il gioco è fatto.

    Il destinatario del file, non deve fare altro che aprire il link e scaricare il file su pc o nel caso di dispositivi mobile scaricare l’apposita app dagli store Apple o Android.

    Google Drive

    Tra i servizi di file hosting non poteva di certo mancare uno proposto da Big G (per gli amici Google) che offre uno spazio cloud dedicato, chiamato Google Drive. Questo servizio si integra perfettamente con gli altri offerti da Google ed in particolare con Gmail.

    Ma non finisce qui perchè oltre a poter caricare i propri file questo servizio offre la possibilità di crearne di nuovi attraverso una suite di applicazioni web riprendendo le classiche applicazioni che siamo soliti usare sul nostro desktop. Partendo da quelle base per la creazione di testi, fogli di calcolo e presentazioni. Per poi passare a quelle per il disegno fino ad installarne di nuove come ad esempio per la creazione di mappe mentali.

    file hosting

    In questo caso l’utente deve registrarsi con il proprio accaunt google ed accedere al servizio per usufruire di tutti i vantaggi offerti, ricordandosi però che il piano base offre 15 GB di spazio che sarà condiviso con Gmail e Google Foto. Ovviamente se si avesse la necessità di più spazio di archiviazione ci si può rivolgere ai piani a pagamento. Piani che prevedono fatturazioni mensili e annuali e abbondanza di spazio di archiviazione visto che si va dai 2 TB fino a 30 TB. i prezzi vanno dai 9,99 Euro per 2 TB fino ai 149,99 per i 30 TB questo per la fatturazione mensile. Per quanto riguarda la fatturazione annuale sono solo due le opzioni al momento disponibili ovvero da 2 TB e 5 TB. Al prezzo rispettivamente di 99,99 euro e di 249,99 Euro l’anno.

    Piani e prezzi di Google One

    OneDrive

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    Nella lista dei migliori servizi di file hosting non poteva di certo mancare Microsoft e quindi ecco il suo servizio, OneDrive. Servizio che come gli altri offre la possibilità di archiviare i propri file per poi accedervi da tutti i dispositivi. I principali punti di forza di OneDrive sono la modifica dei documenti attraverso la celebre suite office in versione web e la compatibilità oltre che con le recenti versioni di Windows anche con Mac, sistemi operativi mobile (android/iOS) e anche con la console da gaming di casa Microsoft (ovvero xbox).

    Il servizio è gratuito ma ci sono anche piani in abbonamento. Nel piano base sono inclusi 5 GB di spazio da utilizzare per archiviare documenti, video e immagini. Per quanto riguarda gli abbonamenti i prezzi sono divisi tra privati e aziende e si dividono in questo modo:

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    Piani per utenti privati
    Piani Aziendali

    Per iscriversi a OneDrive non avrete bisogno di molto. Vi basterà infatti accedere al servizio da qui e digitare la mail e la password che usate per accedere al vostro account su pc. Essendo già integrato in Windows poi questo servizio risulta molto utile per effettuare backup dei file periodici.

    iCloud

    Si potrebbe benissimo dire “non c’è due senza tre” infatti dopo Microsoft e Google non poteva di certo mancare la Apple con il suo servizio cloud ovvero iCloud.

    Ecco diciamo che questo servizio rispetto ad altri offre un integrazione maggiore avvalendosi di un ecosistema solido come quello di Apple ma al contempo è abbastanza chiuso in se stesso. Infatti qui non c’è un singolo e unico servizio per caricare, visualizzare e condividere i nostri file, questa è una vera e propria suite di strumenti.

    In esso possono essere sincronizzati oltre a documenti, foto e video anche contatti, calendario, note, messaggi e molto altro. La lista è davvero molto lunga e potete consultarla qui.

    Il servizio Apple offre nella sua forma gratuita 5 GB di spazio per archiviare file, il suo servizio mail e la funzione dov’è che consente di tracciare la posizione del proprio smartphone in caso di smarrimento o furto. Anche in questo caso non mancano le offerte in abbonamento. L’abbonamento prende il nome di iCloud+ ed offre tre piani con diversi GB. Si hanno così 50 GB a 0,99 Euro/mese, 200 GB a 2,99 Euro/mese ed infine 2 TB a 9,99 Euro/mese. La differenza tra i vari piani è data dalla possibilità di aggiunta delle videocamere di sicurezza con Homekit, potete trovare maggiori info su prezzi e GB a disposizione qui.

    Inoltre offre un servizio chiamato Relay Privato iCloud, ovvero un servizio che offre un indirizzo ip privato, un pò come farebbe una VPN ma molto più limitato.

    Conclusioni

    Con questo articolo vi ho voluto spiegare che cos’è il file hosting e perchè è utile e conveniente usarlo. Vi ho parlato dei principali servizi da sfruttare e dei loro piani gratuiti e a pagamento. Vi ho anche parlato di un servizio molto utile e che uso spesso come WeTransfer, vi consiglio di provarlo. In questa panoramica inoltre non sono andato volutamente in profondità lasciando i dettagli ad altri articoli futuri.

  • VPN: sono legali o no?

    VPN: sono legali o no?

    Torno a parlare su queste pagine di VPN dopo che il fresco vincitore degli Australian open, Jannik Sinner ha rilasciato queste dichiarazioni. Quindi la domanda è: le vpn sono legali o no? Scopriamolo in questo nuovo articolo.

    Differenze tra gratuite e a pagamento

    Prima di scoprire nel dettaglio se siano legali o no, un altro tema da analizzare è se sono meglio soluzioni gratuite o a pagamento. Già perchè non sempre gratis è meglio, infatti i rischi usando una soluzione gratuita ci sono eccome. E come vedremo tra poco non sono nemmeno da prendere sotto gamba se si tiene alla propria privacy.

    vpn

    Come guadagnano le VPN gratuite

    Prima di tutto le vpn gratuite non sono proprio tali, come ogni altra azienda per sostenere la propria attività ha bisogno di guadagni. Molto spesso se non ha i vostri soldi con un abbonamento avrà i vostri soldi tramite i vostri dati e rivendendoli al miglior offerente. Un altro modo che hanno per sopravvivere è bombandardovi con pubblicità, che potrebbe contenere anche un malware ed infettare il computer.

    Altro fastidioso comportamento delle soluzioni gratuite è avere delle funzioni limitate, che svolgono il “compitino” basico per poi spingerti a comprare la versione completa per sbloccare tutte le funzioni. Intendiamoci quest’ultimo non è proprio un male, visto che l’utente ha tutto il diritto di valutare se una soluzione fa al caso suo prima di procedere all’acquisto. Però anche qui ci sono aziende che propongono un abbonamento e 30 giorni di tempo per chiedere il rimborso nel caso non si fosse soddisfatti.

    Come guadagnano le VPN a pagamento

    L’unica fonte di ricavo di una soluzione a pagamento è proprio l’abbonamento. A differenza di una soluzione gratuita infatti qui non si ha la necessità di monetizzare nulla e quindi non hanno nemmeno l’esigenza di vendere nessuno dei tuoi dati.

    Inoltre avendo introiti derivanti da un abbonamento sarà più facile acquisire o creare dei server migliori in termini di qualità e stabilità. Inoltre anche il numero può aumentare notevolmente garantendo un ottima velocità ovunque ci si trovi sia in Italia che all’estero. Per quanto riguarda la sicurezza poi non c’è partita, le soluzioni in abbonamento offrono quanto di meglio ci possa essere sul mercato in termini di crittografia e una vasta gamma di server compresi quelli offuscati.

    Le VPN a pagamento poi sono ricche di funzioni che quelle gratuite bloccano di default. Tanto per citarne una la funzione Threat Protection di NordVPN che permette di navigare in tutta sicurezza, blocca i tracker e i malware e garantisce una miglior sicurezza.

    vpn

    vpn: sono legali o no?

    Dopo aver fatto questa distinzione tra gratis e a pagamento, ritorniamo al tema principale, ovvero le vpn sono legali o no? La risposta è si. Le vpn sono legali nella maggior parte dei paesi, Italia compresa, ma ci sono delle eccezioni. In paesi autoritari infatti questi strumenti non sono visti di buon occhio, parlo di paesi come Cina, Russia, Bielorussia, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Iraq e Corea del Nord. Il motivo è molto semplice e risiede nel funzionamento delle vpn, esse sono progettate per consentire più privacy agli utenti, nascondendo il proprio indirizzo ip e quindi mascherando l’identità del dispositivo nel web. Va da se che un paese di quelli autoritari e che tende a voler avere il controllo sui cittadini ha tutto l’interesse a bloccare o limitare l’uso di queste soluzioni. Un altro uso improprio delle vpn è sicuramente quello fatto da hacker o cracker. Queste due figure infatti potrebbero usare questo sistema per schermare le proprie attività online.

    Come sempre quindi dipende sempre dall’uso che si fa degli strumenti messi a disposizione dell’utente. Usare una vpn anzi è il modo migliore per proteggersi online ed il fatto che si possa mascherare l’identità online tramite il cambio del proprio indirizzo ip e cambiando paese di connessione è un vantaggio proprio per vedere serie tv di servizi streaming che non sono sul suolo italiano ma che comunque necessitano di abbonamento come ad esempio hulu. Anche qui c’è da fare una distinzione, difatti alcuni servizi bloccano le vpn se stai cercando di accedere spacciandoti in un altro paese e solo in quel caso ma non è un problema di illegalità ma semmai di geoblocking imposto dal servizio streaming e dichiarato negli accordi si utilizzo.

  • Threads: Cos’è, come funziona e come installarlo?

    Threads: Cos’è, come funziona e come installarlo?

    I social fanno ormai parte della nostra vita infatti la maggior parte delle notifiche sui nostri smartphone provengono da essi. Tra X, Facebook, Instagram etc. c’è ne è uno nuovo, ovvero Threads. In questo articolo andremo a vedere come funziona e quali sono le sue caratteristiche principali.

    Cos’è Threads?

    Threads

    Threads è un social network di Meta, già proprietaria di Facebook, Messenger, Whatsapp e Instagram. Proprio da quest’ultima nasce questo nuovo social. Infatti l’idea dietro è di condividere pensieri in forma principalmente testuale invece che basato solo su immagini e storie. Come dite? un social che fa questo già esiste? si, avete ragione! Infatti è una piattaforma di microblogging proprio come X (ex Twitter).

    Come funziona?

    L’account su Threads si può avere in due modalità, la prima è quella più completa. Infatti accedendo al social tramite Instagram avrete tutte le funzioni, compresa quella di pubblicare post ed interagire con altri utenti. La seconda opzione è quella che io ho ribattezzato “modalità guardone” con possibilità di guardare senza interagire.

    Una volta fatto login ci si trova di fronte la home, che riprende praticamente in tutto quella del rivale X. Anche qui infatti avremo di fronte ai nostri occhi una serie di post dagli accont che seguiamo, difatti vale la stessa regola di Intagram ed X ovvero noi possiamo seguire una persona ma quella persona non è costretta a seguire noi.

    silhouette of people during golden hour

    Le somiglianze tra i rivali non finiscono qui invero, anche per quanto riguarda il pubblicare un post le due schermate sono praticamente identiche, con qualche opzione in più per quanto riguarda X. Sul neonato social le opzioni si limitano all’aggiunta di file multimediali, sondaggi e tag. Mentre sul social di Elon Musk oltre ad allegare media è possibile arricchire il post con emoji, condividere la posizione, allegare gif animate e programmare un post.

    Unica differenza in questo campo è il limite di caratteri utilizzabile, con X che consente di usarne 280 mentre il nuovo social ne consente 500.

    Per quanto riguarda la possibilità data da Threads di interagire con gli altri utenti (followers) offre 4 possibilità. La prima è il classico “mi piace” a forma di cuoricino, il fumetto che indica i commenti, il tasto con due frecce che si rincorrono per ripubblicare ed infine il tasto per condividere su app esterne. Le stesse possibilità sono date dal social di Musk con l’ aggiunta di salvare un post per lettura postuma.

    Come si installa?

    Ovviamente come ormai consuetudine non potevano mancare le app per dispositivi mobili, ecco che quindi negli store dei nostri device si può scaricare l’apposita app. Qui sotto i link per scaricarle:

    Threads su playstore (Android)

    Threads su Appstore (Apple)

    Non manca nemmeno la versione web infatti usando il vostro browser preferito potete collegarvi a questo indirizzo. In questo caso inoltre c’è un opzione ancora più rapida, ovvero quello di crearvi delle web app.

    Nel caso di Chrome la procedura è molto semplice, infatti una volta giunti sulla home sulla parte destra apparirà un simbolino a forma di pc, cliccandoci sopra vi verra chiesto se volete “installare” o meno la web app e dove (se sul desktop o barra delle applicazioni).

    Anche Edge (il browser di Microsoft) offre questa possibilità, basta individuare nella barra degli indirizzi un simbolo con i quadrati e il più (+) ed il gioco è fatto.

    A partire dall’ultima versione di macOS, la 14, denominata Sonoma. Anche il browser Safari offre la possibilità di creare web app. Raggiunto il sito, ti basterà fare clic sull’icona della condivisione e selezionare aggiungi al dock, scegliere un nome da dare all’applicazione e fare clic su aggiungi ed ecco creata la vostra web app pronta all’uso.

  • Assistente virtuale: Cos’è e come funziona?

    Assistente virtuale: Cos’è e come funziona?

    Nel mondo tecnologico moderno uno strumento molto utile risulta essere l’assistente virtuale. In questo articolo scopriremo cos’ è, quali funzioni offre e cosa c’è dietro a questi strumenti che facilitano molte operazioni infatti sono sempre più apprezzati.

    Assistente virtuale

    Cos’è un assistente virtuale?

    Un assistente virtuale è un applicazione in grado di comprendere i comandi vocali e di completare le operazioni. Essi sono disponibili su smartphone e tablet, ma anche su altri numerosi device. Infatti si possono trovare su smart tv, computer e dispositivi autonomi come Amazon echo ad esempio. Un assistente virtuale è composto da una serie di chip e microfoni e sono in grado di rispondere con una voce selezionabile a scelta.

    Qual’è il loro compito?

    Gli assistenti virtuali sono in grado di effettuare qualsiasi compito gli venga impartito tramite comandi vocali. Possono rispondere a domande, effettuare chiamate, riprodurre brani o podcast, raccontare barzellette e controllare gli oggetti domestici. Infatti questi dispositivi, specialmente quelli autonomi (come Alexa) sono la base di partenza delle case intelligenti, ovvero della domotica. Da qui ad esempio si potrà controllare le luci di casa, i condizionatori e altre funzioni solo con la voce.

    Per farlo sarà necessario che i due dispositivi possano comunicare. Per controllare le luci di casa, ad esempio, non possiamo farlo con tutte le lampadine in commercio. Inoltre, questi dispositivi sono in grado di imparare le nostre abitudini, grazie all’intelligenza artificiale, più precisamente al machine learning.

    Assistente virtuale

    Come si usa un assistente virtuale?

    Una volta collegato alla corrente elettrica ed impostato tramite una semplice procedura guidata. L’assistente virtuale può essere risvegliato semplicemente con il comando vocale seguente (in base all’assistente che usate):

    • Alexa: “Alexa”
    • Apple: “Hey Siri”
    • Google: “Ok Google”
    • Bixby (Samsung): Hi bixby

    Gli assistenti virtuali sono abbastanza intelligenti da comprendere il linguaggio naturale delle persone ma hanno bisogno di comandi molto specifici. Infatti può capitare che un comando non dato in modo specifico o con poca chiarezza, possa essere mal interpretato.

    Assistente virtuale

    Come funziona un assistente virtuale?

    Gli assistenti virtuali sono in pratica degli ascoltatori passivi, cioè sono sempre pronti ad eseguire i nostri comandi, ma come ho detto prima hanno bisogno di essere risvegliati. Questo implica che il dispositivo in realtà è sempre in ascolto facendo sorgere dubbi sulla privacy, ma non temete i microfoni possono essere disattivati dal dispositivo stesso se avete la necessità di non essere ascoltati.

    L’assistente virtuale inoltre ha bisogno di essere collegato alla rete per effettuare ricerche e gestire i dispositivi smart ad esso associati. Quando si comunica con l’assistente è possibile attivare l’assistente e fare domande senza pausa. Se non dovesse trovare la risposta o non capire un comando, ve lo farà sapere e potrete riformulare la domanda o il comando con voce più alta o lentamente.

    Gli assistenti virtuali presenti sui nostri smartphone, ovvero Siri per Apple e Google Assistant per Google, oltre che poter essere controllati con la voce possono essere gestiti e interpellati anche con la digitazione e richiamati con un tasto.

    Quali sono gli assistenti virtuali più famosi?

    Senza dubbio il più famoso tra gli assistenti virtuali è Alexa di Amazon, qui troviamo una line di prodotti immensa e un implementazione su molti elettrodomestici e automobili. Ad Alexa si può chiedere proticamente qualsiasi cosa e le funzioni sono tantissime e come detto sopra tramite skills ampliate. Una funzione molto utile se siete in possesso di più dispositivi è di riprodurre lo stesso contenuto su tutti i device sparsi per casa. Poi ovviamente ci sono a pari merito quelli su dispositivi mobile, quindi Siri e Google Assistant ma che possiamo trovare anche su prodotti come smart speaker, smartwach e tv. Assistenti che ci aiutano a gestire meglio e con più facilità i nostri dispositivi preferiti.

    Se nei computer della mela morsicata c’è Siri come assistente, non poteva poi mancare all’appello la controparte per Windows ed ecco quindi arrivato il turno di Cortana, che in verità non ha avuto poi molto successo, e verrà presto abbandonato in favore di Copilot. Qui c’è da sottolineare che Cortana (e anche Copilot) si avvale come motore di ricerca di Bing. A proposito di assistenti virtuali “sfigati” come non menzionare Bixby di Samsung, disponibile solo sui dispositivi della casa coreana. Questo assistente virtuale ha tutte le caratteristiche dei suoi concorrenti ma il punto debole è proprio questo, troppa simile agli altri e troppa concorrenza considerando che gli smartphone samsung sono equipaggiati con Android e relativo assistente

  • Temu che abbiamo un problema

    Temu che abbiamo un problema

    No, non è un errore di battitura, sto proprio parlando dell’e-commerce del momento, ovvero Temu. E purtroppo abbiamo un problema, non di poco conto quando si parla di privacy e di dati. Già perchè l’app in se non sarebbe neanche male ma quei prezzi così bassi in realtà hanno un costo elevato.

    L’app di Temu è stata in grado di scalzare dalle classifiche delle app più scaricate colossi come Facebook, Instagram e TikTok.

    Ci si interroga se sia affidabile o meno e se gli acquisti siano sicuri o sia una bufala. In questo articolo cercherò di fare chiarezza e vi darò qualche suggerimento per fare acquisti online in modo sicuro.

    temu

    Ecco quindi l’idea di Temu che dopo il successo avuto negli Stati Uniti sbarca in Europa risquotendo un grande successo. Questo anche grazie alla sua linea di marketing aggressivo specialmente sulle più popolari piattaforme social. Ma non solo, avendo fatto la sua apparizione in uno degli eventi più popolari in America ovvero il Super Bowl.

    Per chi non ha ancora buttato un occhio sul marketplace cinese, Temu ha dei prezzi molto bassi. Questo perchè al contrario, ad esempio di Amazon non usa intermediari con magazzini dislocati in più parti del globo. Bensì si affida ad una linea diretta con i produttori cinesi per poi distribuirli direttamente al cliente.

    Infatti Temu ha solamente tre sedi Shangai, la sede principale, a Boston per il mercato USA e una in Irlanda per il mercato Europeo. Inoltre in base alle ricerche effettuate e alle preferenze, l’e-commerce userà queste informazioni per sapere quale fornitore è più adatto all’esigenza dell’acquirente

    Ovviamente tutto questo si traduce in tempi più lunghi per la consegna, c’è da dire però che nel caso di consegna troppo tardiva sanno farsi perdonare con dei piccoli bonus. Oltre a questi bonus, in particolare nelle app mobile ci sono dei mini-giochi che consentono di guadagnare dei punti che si tramutano in una specie di moneta da usare per abbassare ancora di più i prezzi.

    Come sempre accade quando si parla di ecommerce, anche qui ci sono i classici codici sconto e l’ancora più classico “invita un amico” tutte cose che contribuiscono ad abbassare i prezzi ancora di più.

    Come tutti gli ecommerce semi sconosciuti il dubbio viene ed è normale e giusto che sia così. Dalla mia esperienza con gli ecommerce in generale e con questo in particolare posso affermare che è assolutamente affidabile. Certo abituati ad avere consegne rapidissime con questo ecommerce dobbiamo avere molta pazienza ma i prodotti arrivano e sono anche di buona fattura.

    Dietro la produzione infatti ci sono dei rigidi controlli da parte di Temu che ha tutto l’interesse a fidelizzare i propri clienti. Garantendo così una qualità non solo dei prodotti ma anche a livello di esperienza sul proprio e-shop. Quindi abbiamo visto che sul lato dell’affidabilità come ecommerce possiamo stare tranquilli, non si può dire lo stesso per le app mobile però. Infatti l’app tende a prendersi troppi permessi non autorizzati. Ed è proprio su questo che si basano le recenti voci di un possibile virus che ruba i nostri dati.

    Il discorso privacy riguarda il mondo dell’ecommerce in generale, per questo qui sotto vi elenco degli accorgimenti generali da adottare:

    • Digitare l’url direttamente: Nel caso di link mandati per mail o chat è sempre meglio non cliccarci direttamente perchè potrebbero contenere virus o reindirizzare a pagine create ad hoc per rubare i dati.
    • Contatti: Verificare se lo shop ha un recapito telefonico o una mail di riferimento per assistenza.
    • Metodo di pagamento: Usare un metodo di pagamento diverso da quello che usate di solito nel caso di carte di credito, usare una prepagata oppure usando PayPal.
    • Mail dedicata: Usare anche un indirizzo mail dedicato è una buona norma per non essere invasi da spam o incorrere meno nel rischio di link truffaldini.
    • Password solide: Questo non vale solo per lo shopping online ma in questo caso è ancora più utile. Scegliere password difficili da indovinare, se avete bisogno di aiuto per ricordarle tutte potete affidarvi ad un password manager. In questo articolo ve ne consiglio uno.
    • Usare una VPN: Una VPN ha il compito di rendere cifrata la connessione e quindi avrete un maggior grado di protezione. Qui per leggere più in dettaglio come funziona.
    • Fare sempre log out: ricordatevi dopo ogni sezione di shopping (ma vale anche per i social) di fare log out, specialmente se il pc è condiviso o usate un pc pubblico.
    • WiFi pubblici: Evitate di usarli per shopping o accesso ad account privati anche se con una VPN il rischio è molto più limitato. Però si sa prevenire è meglio che curare.
    • Antivirus: Ultimo ma non per importanza usare un buon antivirus. Qui potete approfondire di più.

    Conclusioni

    Come mi piace spesso sottolineare il buonsenso e la nostra testa rimangono le migliori armi di difesa, come avrete capito Temu non è il male assoluto, la sua app è un po’ troppo permissiva senza il nostro consenso ma abbiamo visto che ci sono le contromisure da adottare per stare più sereni e continuare ad usufruire dei vantaggi dello shop online e nessuno ci vieta poi di fare i nostri acquisti direttamente dal browser invece che sfruttare la sua app.

  • internet satellitare: come funziona?

    internet satellitare: come funziona?

    Ormai internet è entrato nell’uso comune, ogni dispositivo ha la possibilità di essere collegato alla rete, ma nel caso questa possibilità non ci fosse? Ecco che viene in nostro soccorso una particolare tipologia di connettività: internet satellitare. Non sai di cosa parlo? Non c’è problema, con questo articolo ne saprai di più e scoprirai anche cos’è il digital divide e forse almeno tu non dirai più “era meglio quando non c’era internet” . Dai allora, partiamo!

    Cos’è il Digital divide?

    Per digital divide (divario digitale) si intende la differenza tra chi ha accesso alla rete e chi invece non ne ha la possibilità o volontà. Tralasciando gli ultimi, sono in molti ancora oggi che non hanno la possibilità di usufruire della rete per svariati motivi. Secondo l’ ONU infatti 3,7 miliardi di persone non ha ancora accesso alla rete, praticamente la metà della popolazione del pianeta. Questo dato è importante non tanto perchè si tratta di una risorsa come internet, ma perchè la mancanza della stessa diverrebbe un ulteriore simbolo della disuguaglianza sociale. Il digital devide si divide in tre macro aree:

    • Globale: Ovvero focalizzato sulle differenze di accesso e utilizzo di internet tra Paesi più o meno sviluppati economicamente;
    • Sociale: Quando ci riferiamo alle disuguaglianze di accesso e utilizzo all’ interno di un singolo Paese, in base alle caratteristiche demografiche della popolazione;
    • Democratico: In riferimento alla partecipazione alla vita politica e sociale grazie all’uso o meno delle nuove tecnologie.
    internet satellitare

    Le cause del digital divide

    Dopo aver capito cosa si intende per digital divide e visto le tre macro aree coinvolte, è ora giunto il momento di capirne le cause. Sostanzialmente le cause principali sono due. Quando mancano ad esempio gli strumenti necessari alla navigazione come computer o linee internet si parla di una carenza di tipo strutturale. Ovvero mancano totalmente le infrastrutture e gli strumenti che consentirebbero la fruizione dei contenuti sul web. Un altra causa del digital divide è la scarsa conoscenza informatica. Cioè quando gli strumenti in realtà ci sono ma a mancare è una corretta istruzione in ambito informatico. Ovvero le conoscenze necessarie che consentono anche solo le più basilari operazioni informatiche che consentono di usare il computer o lo smartphone in modo corretto.

    L’accesso alla rete e, più in generale a tutte le tecnologie della comunicazione e dell’informazione (ITC) non è legato soltanto a fattori di tipo geografico e geopolitico. Ma anche a fattori “umani” come l’età, il sesso, il titolo di studio e il reddito. In questo senso, si può dire che il digital divide riproduce disuguaglianze sociali già presenti offline, talvolta rafforzandole. Alcuni studi hanno infatti dimostrato che le persone con un reddito alto e un grado d’istruzione elevato hanno maggiore facilità di accesso alla rete. Lo stesso si può dire di coloro che abitano in città sviluppate e all’avanguardia rispetto a zone più rurali.

    Anche queste disuguaglianze non rendono possibile quell’inclusività e quel senso di libertà che invece dovrebbe essere alla base di ogni civiltà. Rendendo di fatto chi ha i mezzi sempre più colto e socialmente integrato e lasciando ai margini chi non può permettersi un bene come quello di internet.

    Le conseguenze del digital divide

    Chi è escluso dal mondo digitale subisce due tipi di danno, il primo di tipo socio-economico e il secondo di tipo culturale. Analizzare in modo efficace le conseguenze di tale mancanza è complesso, visto che il digital divide impatta sia sulla sfera relazionale e comunitaria delle persone, sia sul godimento di diritti inalienabili come la libertà di espressione e l’accesso facilitato alle informazioni. Nel tempo poi molte attività sono state digitalizzate e sono inarrivabili per chi non sa o non può usare gli strumenti digitali (pagare le bollette, rapporti con la PA, i fascicoli sanitari e tanti altri). Questa è a tutti gli effetti una nuova forma di disuguaglianza e un grave fattore di discriminazione culturale e di esclusione sociale.

    Sul versante economico, numerosi studi, hanno dimostrato come in paesi con un ridotto divario digitale (Svezia e Svizzera su tutte), i cittadini possono godere di maggiori opportunità lavorative, vantaggi che si riperquotono anche sul PIL e reddito nazionale.

    Internet satellitare: l’ancora di salvezza

    In uno scenario del genere e considerando che le categorie più a rischio sono poi sempre le stesse, ovvero:

    • Le persone anziane
    • Le donne
    • Le persone con disabilità
    • Gli immigrati
    • Le persone con un ceto sociale più svantaggiato

    L’ancora di salvezza è rappresentata dalla connettività offerta da internet satellitare, ovvero un particolare tipo di connettività che sfrutta i satelliti. Infatti a circa 550 km di distanza dal nostro pianeta ruotano dei satelliti che hanno il compito di trasmettere il segnale internet. Tale segnale poi viene captato da una serie di stazioni terrestri dette NOC (Centri per le Operazioni di Rete) che trasmettono le richieste dai satelliti alle dorsali che instradano il messaggio ai server di rete internet e poi fanno l’inverso, cioè mandano le risposte dai server di rete internet ai satelliti.

    Lato utente, per usufruire della connessione internet via satellite, occorre installare un apposito kit composto da una parabola e da un modem, che serve ad interagire con i NOC usando i segnali in transito sui satelliti. Il costo del kit ovviamente varia in base all’operatore scelto come vedremo successivamente, così come sono variabili i costi dell’installazione che solitamente viene effettuata da un tecnico mandato dalla stessa società fornitrice del servizio.

    Internet satellitare: Vantaggi e svantaggi

    Internet satellitare

    I vantaggi non sono ovviamente difficili da intuire, è pur sempre una soluzione per combattere il digital divide, quindi uno di essi è che nelle zone non raggiunte da ADSL o fibra permette una buona velocità di connessione. L’altro vantaggio è che il segnale di questa tecnologia non è terrestre ma bensì proveniente dai satelliti in orbita e quindi teoricamente permette di avere un segnale più pulito e senza interferenze.

    Quale offerta di internet satellitare scegliere?

    In questo paragrafo dopo che abbiamo visto quali sono i vantaggi e gli svantaggi e cos’è il digital divide è arrivato il momento di conoscere anche le offerte dedicate a questa soluzione:

    TIM

    TIM tra le sue offerte a listino ne ha una adatta a questo tipo di connettività per chi non è raggiunto da ADSL o fibra, denominata Premium Sat.

    Premium Sat ha un costo di 49,90 euro/mese e mette sul piatto quanto segue: internet con traffico illimitato fino a 100 Mega, kit satellitare (parabola e modem) ed installazione del kit inclusa.

    BigBlu (OpenSky)

    OpenSky è un azienda nata nel 2001 poi acquisita da BigBlue Broadband operatore europeo esperto di tecnologie alternative alla connettività via cavo terrestre.

    La sua offerta Air30 è così composta: Internet illimitato 30 Mbps in dowload e 3 Mps in upload, costo di attivazione 49,00 Euro e noleggio del kit AIR 5,50 Euro.

    Tooway

    Tooway è un brand di Eurobroadband, una joint venture nata dalla partnership nata tra Eutelsat e Viasat, due aziende che operano nel campo delle telecomunicazioni satellitari.

    Offre diverse offerte per i propri clienti in grado di soddisfare qualsiasi esigenza:

    • Home 10: Standard (10 GB/Mese con velocità fino a 15 Mbps), GigaX2 (20 GB/Mese e velocità fino a 15 Mbps), VelocitàX2 (10 GB/Mese, velocità 30 Mbps), All in (20 GB/ Mese, velocità 30 Mbps)
    • Home 30: Standard (30 GB/ Mese fino a 15 Mbps) Giga X2 (60 GB/ Mese, 15 Mbps) Velocità X2 (30 GB/Mese, velocità 30 Mbps), All in (60 GB/Mese, velocità 30 Mbps).
    • Home 75: Standard (75 GB/Mese, velocità fino 15 Mbps), Giga X2 (150 GB/Mese, velocità fino a 15 Mbps) Velocità X2 (75 GB/Mese, Velocità fino a 30 Mbps), All in (150 GB/Mese, velocità 30 Mbps).

    Noitel

    Azienda che nasce nel 2011 come fornitore di servizi internet per la rete fissa, ma negli anni si estende anche a rete mobile e, sopratutto, nelle connesioni satellitari.

    In particolare tra le offerte con l’antenna troviamo le tariffe denominate Konnect, tariffe che sono le seguenti:

    • Noi Konnect 10: Attivazione 99, 00 euro, 10GB/Mese con velocità fino a 15 Mbps, Noleggio kit satellitare 10,00 Euro/Mese, installazione inclusa. Prezzo 21, 90 Euro/Mese.
    • Noi Konnect 30: Attivazione 99,00 euro, 30 GB/Mese con velocità fino a 15 Mbps, Noleggio kit satellitare 10,00 Euro al mese, installazione inclusa. Prezzo 39,90 euro/Mese.
    • Noi Konnect 75: Attivazione 99,00 euro, 70 GB/Mese con velocità fino a 15 Mbps, noleggio kit satellitare 10,00 euro, installazione inclusa. Prezzo 84,90 Euro.

    SkyDSL

    L’azienda SkyDSL nasce nel 1999 e offre un servizio di internet a banda larga con tecnologia satellitare e parabola e modem SkyDSL+.

    Le offerte al momento disponibili sono le seguernti:

    • SkyDSL2+ a casa S: 15 GB di internet incluso, velocità di 12 Mbps in download e 2 Mbps in upload, attivazione 49,90 Euro, senza durata contrattuale. Prezzo 16,90 Euro/Mese.
    • SkyDSL2+ a casa M: Internet illimitato, 24 Mbps in download e 1 Mbps in upload, costo di attivazione 49,90 €, senza durata contrattuale. Prezzo 26,90 €/Mese.
    • SkyDSL2+ a casa L: Internet illimitato, 40 Mbps in download e 2 Mbps in upload costo di attivazione 29,90 senza durata contrattuale, garanzia “soddisfatti o rimborsati”, opzione per avere velocità in download a 50 Mbps e 6 Mbps a costo zero. Prezzo 29,90 €/Mese.
    internet satellitare

    Infine come non parlare di lui, Elon Musk, che tra i suoi mille progetti ha anche SpaceX e proprio da qui nasce l’idea di Starlink. Starlink offre una vera e propria “costellazione di satelliti” in grado di avere una copertura maggiore e a differenza di altri provider rende questo possibile anche con smartphone.

    Le offerte poi sono destinate sia a privati che al mondo buisness e sono così articocolate:

    • Internet Starlink: 450 € kit hardware con router WiFi, cavi e base inclusi, 30 giorni di prova con rimborso totale in caso di disdetta. Prezzo 50€/Mese.
    • Starlink Buisness: 2.355 € con router WiFi, cavi e baase inclusi, assistenza prioritaria, indirizzo IPv4 instradabile pubblicamente. Prezzo 180 €/Mese.
    • Starlink Roam: 450 € kit hardware, parabola piatta da installare sui veicoli da trasporto. Prezzo 85 €/Mese.

    Conclusioni

    Come avete capito dalla lettura di questo articolo anche l’impossibilità di accedere ad internet rappresenta un ostacolo alla crescita sociale di un paese e anche personale. Tanto più che ormai internet può essere considerato un bene necessario e di importanza rilevante per l’attuale evoluzione tecnologica. Come abbiamo visto poi in caso di mancanza di una linea ADSL o Fibra la soluzione c’è e si chiama internet satellitare, non sempre a buon mercato e con svantaggi che vanno ben analizzati me ne rendo conto ma rimane comunque uno strumento utile per combattere un altro simbolo di disuguaglianza. Sarebbe molto più semplice se tutti noi potessimo usufruire della connessione più performante possibile ma anche sapere le alternative è pur sempre utile.

  • Proxy vs VPN : cosa è meglio?

    Proxy vs VPN : cosa è meglio?

    Abbiamo già visto in altri articoli quali sono i principali strumenti per difendersi in rete e perché sarebbe un idea saggia usare una VPN. Ma esiste un altro strumento, il server proxy. In questo articolo vediamo di cosa si tratta e lo confrontiamo con la VPN.

    qui potete trovare un articolo più approfondito sulle VPN.

    proxy

    COS’É?

    Partiamo come sempre dalle basi. Cos’è un proxy. Sostanzialmente è un computer che fa da intermediario tra l’utente e internet. In pratica esso ha il compito di smistare le nostre richieste al sito che stiamo cercando di visitare sostituendosi di fatto al nostro modem rendendoci anonimi. Generalmente sono usati di più nelle strutture pubbliche perché necessitano di instradare grandi quantità di dati e di bloccare alcuni siti come ad esempio l’accesso ai social network.

    Ora che abbiamo visto brevemente cos’è un proxy, vediamo quali tipologie sono disponibili, in cosa si differenzia da una VPN e perché si dovrebbe scegliere una invece di un altra.

    DIFFERENZE TRA PROXY PUBBLICI E PRIVATI

    La prima distinzione che va fatta è che possono essere di due tipi, ovvero pubblici o privati:

    • Pubblici: i server proxy pubblici possono essere usati da chiunque per instradare il proprio traffico in rete. Possono gestire migliaia di connessioni contemporanee e di solito sono gratuiti. Il problema è che un proxy pubblico spesso può diventare instabile se troppe persone si connettono nello stesso momento, con il conseguente rischio che smetta di funzionare all’improvviso. Un altro problema è che i gestori di questi proxy non sempre sono identificabili e i vostri dati potrebbero cadere in mani indesiderate. In ogni caso i server proxy pubblici sono molto semplici da utilizzare e quasi sempre gratuiti.
    • Privati: Al contrario di quelli pubblici questi non sono accessibili da tutti e non sono gratuiti. Sono dei server che bisogna acquistare e sono l’ideale per salvaguardare i nostri dati. Al contrario di quelli pubblici questi sono gestiti da società affidabili e individuabili. Sono ovviamente più veloci ed affidabili dei proxy pubblici.
    proxy

    ALTRE TIPOLOGIE DI PROXY

    • Proxy trasparenti: É un particolare tipo di proxy che non può essere visto dagli utenti che vi accedono, ma è conosciuto solo dal fornitore del servizio. Essendo esso invisibile non necessità neanche di alcuna configurazione sul browser web. Il funzionamento è molto semplice. Quando fate la richiesta di connessione ad una rete pubblica verrà caricato un sito presente direttamente sul server proxy e non sul server vero e proprio, dove dovrete accettare i termini di servizio e accedere, solo una volta fatto questo passaggio ed esservi autenticati potete accedere al server vero e proprio.
    • Proxy Web: É un servizio offerto, spesso in modo gratuito, che consente di stabilire una connessione con un server HTTP pubblico. Sostanzialmente esso ha il compito di rendere il nostro computer anonimo in rete. Nella maggior parte dei casi non si ha bisogno di installare nulla e sono completamente gratuiti. Il rovescio della medaglia è che sono estremamente lenti e poco sicuri per la privacy dell’utente.
    • Proxy Anonimo: Un proxy anonimo serve appunto a farti rimanere anonimo su internet nascondendo il tuo indirizzo IP navigando così senza che la rete conosca questo importante dato ma solo quello del proxy utilizzato. Anche qui però il problema di fondo è che non è affidabile al 100%.
    • Proxy SOCKS: I proxy SOCKS si possono applicare ai siti web ma possono essere utilizzati per accedere ai siti di condivisione file, streaming di video o giochi online. Tuttavia la connessione attraverso questo particolare protocollo è più lenta e può inficiare le prestazioni dello streaming

    SICUREZZA

    La prima cosa che viene in mente quando ci si affida a questi servizi, che sia un proxy o una VPN, è il grado di sicurezza offerto. Come abbiamo visto in precedenza un proxy nasconde l’indirizzo IP. Anche una VPN nasconde l’indirizzo IP ma ha anche il compito di cifrare i dati e renderli più sicuri nascondendo la navigazione allo stesso ISP (il gestore che abbiamo scelto per la nostra connessione).

    SEMPLICITÀ D’USO

    I proxy operano solo a livello di applicazione e quindi sono in grado di indirizzare il traffico solo all’interno di essa. Quindi se si decidesse di usare, ad esempio, un browser diverso si dovrebbe configurare un altro proxy inoltre non tutte le applicazioni supportano i proxy.

    Una VPN invece opera generalmente a livello di sistema operativo ed una volta installata sul proprio dispositivo, intercettano tutto il traffico sia in entrata che in uscita, tutto questo indipendentemente dall’ applicazione usata (es. browser). Addirittura se configurata direttamente sul proprio router (se lo consente) la VPN sarà in grado di proteggere tutti i dispositivi connessi alla stessa rete e non più solo il singolo dispositivo.

    VELOCITÀ

    Se consideriamo il solo dato della velocità qui l’ago della bilancia pende ovviamente dal lato del proxy, essendo solo un intermediario. Quindi le VPN come facilmente intuibile sono più lente ma in questo caso non lo considererei proprio una cosa negativa visto che è studiata per eseguire più operazioni contemporaneamente, la crittografia dei dati è la più importante di esse. Ma può essere vero anche il contrario, ovvero affidarsi ad un proxy di bassa qualità renderebbe più lenta e macchinosa la navigazione, come affidarsi ad una buona VPN renderebbe migliore l’esperienza in rete. Insomma la parola d’ordine qui è qualità.

    COSTO

    Abbiamo detto che sia le vpn che i proxy possono essere sia a pagamento che gratuite, per quanto riguarda i questi ultimi essendo solo un intermediario non c’è molta differenza tra gratuito e a pagamento per quanto riguarda il livello di sicurezza. Per quanto riguarda invece le VPN scegliere tra gratuita o a pagamento diventa fondamentale per la propria sicurezza e per quella dei nostri dati.

    AFFIDABILITÀ

    Questo aspetto è strettamente legato al punto precedente, infatti nella maggioranza dei casi i servizi gratuiti sono quelli più scadenti e anche l’affidabilità ne risente ovviamente. C’è da dire però che a soffrire maggiormente qui sono i proxy con frequenti disconnessioni se la scelta ricade su una soluzione gratuita. Discorso leggermente diverso per le VPN che in ogni caso offrono maggior sicurezza ma anche qui l’ago della bilancia va in direzione delle soluzioni a pagamento.

    CONCLUSIONI: MEGLIO PROXY O VPN?

    Siamo arrivati al momento di tirare le somme. Meglio un proxy o una VPN? Come avrete intuito l’ago della bilancia vira in favore delle VPN. Sono senza dubbio più complete e la funzione principale, quella cioè di nascondere l’indirizzo IP, lo fanno entrambe in modo identico. A vantaggio di una VPN c’è anche un grado di sicurezza maggiore data dalla crittografia prima di tutto ma anche da altre funzioni integrate in una VPN. Il costo di una soluzione a pagamento poi non è proibitivo e il consiglio è investire qualche euro per la propria sicurezza piuttosto che pagare un prezzo salato in termini di privazione della privacy e vedere i propri dati, anche quelli bancari nel dark web o comunque nelle mani sbagliate.

  • VPN: Come funziona e perché usarla

    VPN: Come funziona e perché usarla

    In un precedente articolo vi ho parlato delle principali precauzioni da utilizzare su internet. Tra i tanti modi di difendersi ci sono le VPN. In questo articolo andremo ancora più nel dettaglio di questo strumento e vedremo quali sono i servizi migliori da utilizzare.

    VPN

    COS’É UNA VPN?

    Una VPN acronimo di Virtual Private Network (rete privata virtuale) altro non è che un instradatore che ha il compito di veicolare il traffico tramite un server remoto, crittografandolo durante il percorso. Di solito infatti tutto ciò che noi cerchiamo e facciamo su internet viene richiesto al nostro ISP (internet service provider).

    Tutto questo però ha un prezzo, non in denaro, la nostra privacy. Ora chi sta scrivendo non è un fanatico della privacy a tutti i costi. Sicuramente però l’idea che qualcuno possa sapere cosa faccio su internet non mi piace poi molto.

    Quindi innanzi tutto una VPN nasconde i tuoi dati. Questo è possibile grazie al camuffamento del proprio indirizzo IP, ovvero di un codice identificativo del computer assegnato in maniera automatica (tramite DHCP) o tramite configurazione manuale se si hanno esigenze particolari.

    COS’É IL TUNNELING?

    Il tunneling non è altro che una membrana protettiva. Nel senso non letterale del termine ovviamente, ma immaginate una VPN come se lo fosse, visto che hacker, ISP etc. non possono in nessun modo spiarci.

    I dati che viaggiano su internet infatti sono generalmente divisi in pacchetti dati che a loro volta sono collocati in altri pacchetti. Questo processo prende il nome di incapsulamento.

    Arrivati a questo punto entra in gioco la crittografia, ovvero quel sistema in grado di nascondere un messaggio (o dati in questo caso) a chi non ha i mezzi necessari per codificarlo.

    VPN: MEGLIO SERVIZI O SERVER LOCALI

    le VPN possono essere sfruttate in due modi, ovvero come servizi o server locali. Per quanto riguarda i servizi si intendono software da installare sul dispositivo, ovvero computer o smartphone, mentre per server locali si intende l’installazione, la configurazione e l’attivazione su un router o nas.

    Qui di seguito elencherò i vantaggi di una o dell’altra soluzione. per quanto riguarda i servizi sono i seguenti:

    • Proteggere la connessione di rete
    • Superare i blocchi imposti localmente o dal proprio ISP
    • Superare i geoblocking imposti da siti che accettano connessioni solo da determinati paesi (es. piattaforme di streaming video)
    • Superare i problemi di Routing che influiscono temporaneamente sulla corretta raggiungibilità di un sito o di una piattaforma streaming

    Per quanto riguarda i server VPN i vantaggi sono:

    • Collegarsi alla rete locale domestica ovunque ci si trovi
    • il server VPN non espone porte di comunicazione sull’indirizzo IP pubblico
    • Proteggere la connessione di rete e i dati scambiati
    • Usare l’indirizzo IP pubblico dell’ operatore di telecomunicazioni per navigare sul web e utilizzare i vari servizi

    Come abbiamo visto i vantaggi sono diversi a seconda della scelta ma anche delle esigenze del singolo utente.

    TIPI DI PROTOCOLLO

    Le VPN non sono tutte uguali o meglio ad essere diversi sono i differenti protocolli usati, in questo paragrafo vediamo quali sono i principali e le loro differenti caratteristiche:

    • PPTP: il più vecchio tra i protocolli, sviluppato da Microsoft e uno dei più diffusi e usati per proteggere le connessioni VPN. Dopo aver rilevato molte vulnerabilità la stessa Microsoft dal 2012 ne sconsiglia l’utilizzo.
    • SSTP: Il successore di PPTP, progettato da Microsoft e ad oggi considerato sicuro. Usato principalmente su VPN basate su Windows.
    • IPsec: Un protocollo che si occupa della cifratura dei dati su internet. Implementato nella maggior parte dei sistemi operativi ed è considerato sicuro. Per quanto riguarda le connessioni VPN, IPsec lavora congiuntamente al protocollo L2TP che ha il compito di creare il tunnel vero e proprio.
    • IKEv2: Nato dalla collaborazione tra Cisco e Microsoft è simile a IPsec ma considerato più sicuro. Implementato in molti client VPN e i suoi principali punti di forza sono velocità e flessibilità.
    • OpenVPN: La soluzione ad oggi più utilizzata nel campo delle VPN: supporta molti algoritmi di cifratura, è open source e si adatta a numerosi scenari di impiego.

    COME SCEGLIERE AL MEGLIO?

    Ora che abbiamo visto come funziona, cos’è il tunneling ed i vari protocolli a disposizione è interessante sapere di quali criteri tenere conto nella scelta:

    • Costo: esistono VPN gratuite o a pagamento. Per quanto riguarda le prime il collo di bottiglia principale è la limitazione del traffico internet mensile. Per le seconde ovviamente il consiglio è di fare attenzione al rapporto qualità/prezzo.
    • Raccolta informazioni: Alcune VPN, in particolare quelle gratuite possono raccogliere dati anonimi sulle operazioni svolte dall’utente a fini pubblicitari e/o di proliferazione. Se usi una VPN direi che non vuoi questo. Giusto?
    • Numero dei server: più sono i server, più la VPN garantisce velocità e buone prestazioni di connessione.
    • Posizione dei server: molte VPN offrono server dislocati in molte parti del mondo per fare in modo che l’indirizzo IP visualizzato dall’esterno possa essere modificato all’occorrenza. Se cerchi un servizio che possa bypassare i blocchi regionali, fai molta attenzione a questo aspetto.
    • Protocollo di cifratura: Come abbiamo visto sopra ne esistono diversi e per ogni esigenza
    close up photography of wet padlock

    MA QUALE SCEGLIERE?

    Ora che abbiamo visto nel dettaglio cos’è una VPN non ci rimane che scoprire quali sono i servizi migliori ai quali affidarsi.

    NordVPN
    Video concesso da NordVPN

    il primo che mi sento di consigliare e che uso personalmente sia su pc che su smartphone è NordVPN uno dei più apprezzati e famosi e con server affidabili e dislocati in tutto il mondo.

    Questo garantisce una navigazione super-sicura, caratterizzata da una crittografia molto avanzata, anche se si naviga da reti Wi-Fi pubbliche (neanche gli stessi gestori di NordVPN possono risalire ai dati di navigazione), di superare tutte le restrizioni regionali e di accedere ai cataloghi esteri dei servizi streaming. Con la possibilità di avere server dedicati per il P2P, alla navigazione con protocollo Onion (Tor) e alla navigazione con IP dedicato.

    Vai su questo link per approfittare dell’offerta in corso ed ottenere uno sconto. Non perdere questa occasione.

    SURFSHARK

    Altro ottimo servizio è Surfshark una soluzione molto avanzata ma anche molto semplice da utilizzare, adatta anche ai console gamer visto che si possono impostare i DNS intelligenti.

    Anche questa si avvale di molti server dislocati in 61 paesi e come la precedente permette di bypassare i blocchi regionali e di accedere ai cataloghi streaming di altri paesi.

    Anche con questo servizio la privacy è al sicuro e si può contare su alcune funzioni interessanti con ottimi prezzi.

    Per saperne di più potete consultare il sito del servizio qui.

    CONCLUSIONI

    Siamo arrivati alla fine dell’articolo. Dopo aver dato uno sguardo più ad ampio raggio su quali strumenti usare per la sicurezza online era doveroso soffermarmi su un servizio molto utile come le VPN. Un servizio che come sempre può essere usato in vari modi e che non sempre è ben accetto da alcuni siti, specialmente da quelli che fanno pesante uso di pubblicità o per profilazione ma anche per problemi di copyright e di streaming.

    Come abbiamo visto però questi sono tutti problemi che si hanno con VPN gratuite e che nella maggioranza dei casi sono semi sconosciute. Come ho detto poco sopra mi sono affidato personalmente a NordVPN visto che già la conoscevo da un po’ e ho avuto la possibilità di sfruttare una super promozione, quindi il consiglio che vi do è quello di tenere d’occhio i siti perché spesso si trovano ottimi sconti sul piano biennale.

    Anche Surfshark è un ottimo servizio che merita di essere provato, specialmente se si è gamer con ottime offerte e funzioni interessanti.

    In questo scenario poi non vanno scordate altre VPN molto interessanti e con server e prezzi molto buoni come Atlas VPN, Express VPN e Privado VPN.

    tutte le VPN poi consentono di provarle per 30 giorni e se non si dovesse essere soddisfatti chiedere il rimborso

  • Quillbot: cos’è?

    Quillbot: cos’è?

    Quillbot: cos'è?
    Pagina di registrazione
    Quillbot: Cos'è?
    Pagina di personalizzazione del bot
    Strumento di parafrasi all’opera
    • Standard: Questa è la modalità predefinita. Trova un equilibrio tra il testo originale e le modifiche per non alterare il significato e renderlo il più naturale possibile.
    • Fluidità: Questa modalità garantisce che non ci siano errori grammaticali e che il testo sembri autentico. In questa modalità viene apportato il minor numero di modifiche ma il significato rimane lo stesso ed i sinonimi vengono impostati sul livello più basso.
    • Formale: Questa modalità modifica il testo in modo che abbia un aspetto e un suono più professionale. Un ottima opzione per scritture accademiche o aziendali.
    • Semplice: Modalità che rende il testo più facile da leggere e di conseguenza più accessibile.
    • Creativo: Questa modalità apporta il maggior numero di modifiche in modo che appaia e suoni completamente diverso. In questa modalità è possibile che il significato quindi venga completamente stravolto.
    • Accorciare: Questa modalità non fa altro che accorciare il testo il più possibile mantenendo il significato originale. Utile per ridurre il conteggio complessivo delle parole.
    • Espandere: Esattamente il contrario di quanto visto sopra. Questa modalità infatti allunga il testo il più possibile. Utile se si ha l’esigenza di allungare il testo il più possibile.
    Quillbot:cos'è?
    Risultato dello strumento di controllo grammaticale
    Esempio dello strumento plagio
    Quillbot: cos'è?