Come spesso ho scritto in queste pagine la priorità di tutti dovrebbe essere la nostra privacy. Uno dei modi per ottenerla è senza dubbio nascondere l’indirizzo IP.
L’indirizzo IP infatti è la nostra carta di identità nella rete, il nostro device è riconosciuto tramite un numero di questo tipo: 192.168.1.1. Ovviamente ogni device ha un suo numero identificativo, altrimenti andrebbero in conflitto tra loro, del resto al giorno d’oggi sono molti gli aggeggi che si connettono alla rete.
Ma perchè è fondamentale nascondere l’indirizzo ip? quali tecniche esistono? Qual’è la migliore e la più sicura? Leggendo questo articolo potrete saperne molto di più.
Perchè è importante nascondere l’indirizzo IP?
Come detto all’inizio nascondere il proprio indirizzo ip è una misura fondamentale per proteggere la propria privacy online. Infatti questo può essere usato per tracciare le nostre abitudini di navigazione. Del resto a nessuno, me compreso, piace l’idea che qualcuno possa farsi gli affari miei mentre navigo in rete. Ma non è il solo motivo questo, gli insersionisti, siti web e alcuni governi possono monitorare la nostra attività, i siti che visititamo, le nostre ricerche e altri dettagli personali. Questo tipo di monitoraggio può risultare invasivo e compromettere la nostra libertà di navigazione.
Un altro motivo, già affrontato in altri articoli su questo blog, è la geolocalizzazione dei contenuti in streaming, cioè la possibilità di vedere contenuti non presenti nel proprio paese, come ad esempio questo documentario per ora presente solo in paesi anglosassoni. Infatti i più noti servizi di streaming, come Netflix, Prime video etc. offrono cataloghi diversi in base al paese da dove ci si connette. Quindi cambiando il proprio indirizzo ip con quello di un altra nazione sarà possibile vedere contenuti ancora non disponibili nel proprio paese in modo del tutto legale.
Ultimo ma non certo per importanza, nascondendo l’indirizzo ip, si possono prevenire gli attacchi informatici come ad esempio quelli DDoS (Distributed Denial of Service), che mirano al sovraccarico della rete per renderla inutilizzabile. Questo tipo di attacco è spesso rivolto ai gamer online, ma può colpire anche aziende e professionisti che lavorano da remoto
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Come si può offuscare l’indirizzo IP?
Renderlo offuscato in pratica vuol dire renderlo invisibile o mascherarlo, ma in che modo è possibile farlo? Ci sono diverse tecniche per riuscire nell’impresa, alcune più complesse mentre altre molto meno ma tutte con l’unico obiettivo di migliorare la nostra privacy online.
Il modo più semplice per offuscare un indirizzo ip è sicuramente quello di usare una VPN. Come già spiegato in modo più approfondito su questo articolo questo software crea un tunnel criptato dove i dati che vi transitano, sia in entrata che in uscita, sono invisibili all’esterno. Tutto questo è possibile grazie a dei server remoti con degli indirizzi ip propri che andrà a sostituire quello generato dal nostro device.
Un altra opzione da prendere in considerazione sono i server proxy, che fungono da veri e propri intermediari tra il nostro dispositivo e il sito web al quale stiamo tentando di accedere. La differenza sostanziale tra le due soluzioni è che il server proxy non cripta la connessione come invece fa una VPN.
Infine la terza tecnica da conoscere è la rete Tor (The Onion Router), essa si distingue dalle altre perchè è una rete di nodi volontari in grado di “rimbalzare” la connessione attraverso più server, rendendo di fatto difficoltosa l’individuazione dell’indirizzo ip originale dell’utente. Quest’ultima tecnica garantisce un alto livello di anonimato, ma può risultare molto più lento per attività come download e streaming.
IP dedicato: una soluzione in più
Parlando di indirizzi IP non posso non prendere in considerazione una funzione come quella degli IP dedicati. Come accennato in precedenza infatti le VPN come NordVPN hanno la possibilità di utilizzare più server dislocati per il globo, questo è sicuramente un vantaggio per la nostra privacy.
C’è un problema però, non sempre questo comporta che in rete vada tutto liscio, ad esempio, i famosi captcha potrebbero ancora richiedere la nostra identità e questo avverrebbè ogni volta che tentiamo l’accesso a quel sito web.
Un altro punto a sfavore degli indirizzi condivisi è che può finire in una blocklist e quindi che ci venga negata la possibilità di accedere a quel sito o servizio web cosa ovviamente che non può accadere con un IP dedicato.
In ambito aziendale, specialmente, si possono configurare in modo più semplice liste di indirizzi in modo da evitare ancora di più restrizioni IP non “aggirabili” con un normale IP condiviso.
Conclusioni
Sembra chiaro che oggi la nostra privacy sia ancora più importante rispetto al passato. Offuscare il nostro indirizzo IP, come avete capito è molto importante ma se seguite queste pagine non è l’unica accortezza da utilizzare.
Non c’è ombra di dubbio poi che una VPN, sia la base di partenza per una navigazione sicura e che certe funzioni non possono essere garantite da servizi gratuiti. Inoltre abbiamo visto che altre soluzioni in realtà ci sono ma che hanno un po’ la coperta corta, nel senso che possono si garantire livelli di privacy eccellenti ma con il prezzo da pagare di un esperienza di navigazione quasi mai ottimale.
Per esigenze particolari, sia in ambito casalingo che in quello aziendale, poi esiste la possibilità di avere un ip dedicato che garantisce oltre che un livello di privacy maggiore anche una maggiore garanzia di essere riconosciuti online anche se protetti.
In questo blog spesso vi parlo di sicurezza, oggi esploreremo insieme la prima arma di difesa, il backup. Perchè l’ho definita la prima arma di difesa? Sostanzialmente per un motivo molto semplice, ci evita grossi grattacapi.
Il backup infatti non è solo utile per ripristinare i dati in caso nel computer si annidasse un virus, ma anche semplicemente come salvagente nel caso di errore umano. In questo articolo quindi analizzerò e vi spiegherò quali sono i metodi di backup esistenti e come effettuarli sulle varie piattaforme e app tipo whatsapp.
Cos’è il backup?
Formalmente backup significa fare una copia e archiviare i file in uno spazio secondario, sia esso fisico o virtuale, al fine poi di poterli ripristinare in caso di necessità. Ad esempio, se abbiamo dei file importanti su pc possiamo decidere di fare una copia su un hard disk esterno o su un servizio cloud. In questo modo non sarà più necessario preoccuparci se un file va perso per un qualsiasi problema. I backup inoltre possono essere di tre tipologie differenti:
Completo: Il più facile e il più ovvio, con questo tipo di backup infatti si copiano tutti i file.
Incrementale: In questa modalità sono copiati solo i file modificati dall’ultimo backup.
Differenziale: In questo caso sono copiati solo i file modificati dall’ultimo backup completo.
Sapendo quali tipi di backup ci sono è inoltre possibile stabilire la strategia giusta da adottare per le proprie esigenze, anche in base all’uso che si fa del device in questione sia esso un pc o uno smartphone. Un esempio potrebbe essere un backup completo una volta al mese e uno incrementale giornalmente, ma ripeto tutto dipende dall’uso che fate dei vostri device.
A cosa serve fare un backup?
Come già detto nell’introduzione di questo articolo, fare i backup è fondamentale. Prima di tutto per la nostra sicurezza online, infatti questa operazione si rivela molto utile in caso di infezione da virus, in che modo? molto semplice, mettiamo il caso che un giorno accendendo il pc vi ritrovate con un comportamento anomalo, magari sentite la ventola che gira più del dovuto e analizzando il lavoro della cpu come vi ho spiegato in questo articolo vi rendete conto che sta fissa al 100%, che è lento in tutte le operazioni anche le più semplici.
Ecco in uno scenario del genere, può capitare che una parte di dati sia danneggiata, l’unico modo per risolvere il problema è aver fatto una copia di riserva. Questo non è l’unico scenario possibile, infatti può capitare che per errore o distrazione possiamo cancellare un file, anche in questo caso se avessimo fatto una copia di riserva potremmo essere molto più tranquilli.
Come avete intuito quindi fare una copia di riserva dei dati è un operazione fondamentale se si vuole stare più tranquilli. Ora rimane da capire come va fatto e su quali supporti va eseguito.
Come fare un backup?
Ora che sapete perchè è importante fare una copia di riserva dei propri dati non ci resta che vedere come farla. Però prima è anche importante sapere le varie fasi che compongono il processo:
Identificazione dei dati critici: Il primo passo da eseguire, sempre che non si sia scelto di fare una copia completa e quindi di tutti i file, è scegliere quali file includere.
Scelta della tecnologia: Qui dipende molto dai vostri gusti personali, potreste ad esempio optare per un hard disk esterno, un servizio cloud o un nas. Ovviamente la soluzione migliore qui non esiste, sta solo alle vostre esigenze e preferenze.
Pianificazione dei backup: Una volta scelto dove effettuare il backup, come detto in precedenza bisogna scegliere quando effettuarlo, ecco che quindi diventa necessario pianificare quando e con quale frequenza esso viene effettuato.
Esecuzione del backup: In questa fase, quindi si avvia l’esecuzione della copia dei file, ovviamente più sono in termini numerici ma anche di dimensioni e più il processo sarà lungo.
Controllo e verifica: Questo punto viene spesso trascurato ma in realtà è molto importante, infatti è sempre bene verificare che tutto sia andato nel verso giusto in termini di integrità dei dati altrimenti al successivo ripristino potremmo trovarci con brutte sorprese.
Ripristino dei dati: Eccoci all’ultima fase, quella del ripristino dei dati, come abbiamo visto per svariate ragioni può esserci una perdita dei dati o magari necessitiamo di spostare dati da un vecchio device ad uno nuovo.
Tecniche e tecnologie da usare
Ora che abbiamo visto le varie fasi per fare una copia di riserva dei dati è anche importante capire dove è meglio farle queste copie, quindi quali tecniche e tegnologie usare:
Tipi di supporti
Supporti removibili: Il grande classico, infatti questi supporti siano essi cd, dvd, chiavette usb sono ancora oggi molto usati per la loro facilità e portabilità. Presentano però degli svantaggi come ad esempio la poca capacità a disposizione in termini di spazio di archiviazione e la deperibilità di tali soluzioni.
Ridondanza: Ecco un punto fondamentale, infatti è sempre una buona idea fare delle copie di riserva su più dispositivi o servizi. In questo modo è ulteriormente minimizzato il rischio di perdita di dati. Si può usare in diversi modi:
Hard disk multipli
Tecnologia RAID
Servizi di cloud backup
Cosa significa RAID?
Il RAID combina più hard disk in un unica unità storage, distribuendo i dati in vari modi a seconda del livello RAID utilizzato. Aumenta la protezione dei dati, e in alcuni casi, aumenta le prestazioni
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Hard disk esterni: Gli hard disk esterni sono un opzione popolare per il backup di dati per la loro praticità e facilità d’uso. Essi si collegano al computer tramite cavo USB e offrono un ampio spazio di storage. Sono portatili e consentono di archiviare e spostare i dati per una maggiore sicurezza. Inoltre, offrono un processo di backup relativamente veloce rispetto ad altri metodi. I due svantaggi principali sono il danneggiamento del disco rigido nel caso di caduta accidentale e il furto in quanto oggetti “esterni”.
Dispositivi hardware: Si tratta di dispositivi dedicati specificatamente alle copie di sicurezza dei dati. Spesso dispongono di software di backup integrato e supportano vari tipi di storage come hard disk, unità a nastro e cloud storage. Offrono una soluzione completa e all-in-one per le aziende e offrono funzioni extra quali deduplicazione dei dati, crittografia e scheduling automatico. Sono quindi molto sicuri ma in genere molto costosi.
Software di backup: Questa soluzione è la migliore per quanto riguarda automatizzare e semplificare il processo. Esistono diverse opzioni, da quelle gratuite e semplici a quelle più avanzate e ricche di funzionalità. Aiuta a garantire che i dati vengano salvati in modo efficiente e sicuro, consentendo un facile e rapido recupero in caso di disastri. Per quanto riguarda le aziende potrebbe essere la soluzione migliore a patto che il software offra: automazione (scheduling), backup incrementali e differenziali e crittografia.
Backup cloud: Una tecnologia che merita sicuramente attenzione è quella cloud, si divide in due sottocategorie: privati e pubblici. La differenza sta nel fatto che in quella privata i dati vengono backuppati su diversi server all’interno dello stesso data center locale mentre in quella pubblica l’utente (o aazienda) si affida ad un servizio cloud (dropbox, Google drive etc.) con la possibilità di pagare un abbonamento per spazio di archiviazione aggiuntivo.
Conclusioni
Eccoci arrivati alla fine di questo viaggio alla scoperta del backup e della sua importanza nella strategia di sicurezza che spero state già utilizzando e integrerete da oggi in poi con uno dei sistemi di backup appena visti. Io personalmente mi affido alle soluzioni interne dei vari sistemi operativi sia sul mio pc che sul mio smartphone e copio poi i miei file su più servizi cloud in questo modo mi garantisco la ridondanza dei dati e riduco al minimo il rischio di perdere i dati.
qui sotto vi lascio un video di confronto tra il nas e il cloud storage:
In questo nuovo articolo voglio farvi conoscere le migliori alternative a Telegram. Quelle più quotate almeno, visto che gli store digitali di iOS e Android pullulano di app di messaggistica.
Gli ultimi eventi infatti hanno aperto il dibattito su quanto sia sicura telegram come app. Le vicende che hanno visto l‘arresto di Pavel Durov (fondatore inseme al fratello dell’app Telegram). Al netto di capire se la colpa è di chi ha fondato l’app o di chi la usa in modo errato, nei prossimi paragrafi scopriremo le alternative migliori a telegram.
Cos’è Telegram
Come sono solito fare su queste pagine partiamo come sempre dalle basi. Telegram non è altro che una delle app più utilizzate per scambiare messaggi di testo, foto, video, seguire canali e molto altro (approfondite dal link).
Per esattezza è la quarta più usata a livello mondiale, quindi come potete ben intuire con un bacino di utenza enorme. D’altronde le app social, quindi anche le app di messaggistica istantanea,sono quelle dove passiamo la maggior parte del tempo in rete.
Quali sono le alternative a Telegram migliori?
Molto spesso la scelta dell’app di messaggistica istantanea da utilizzare viene fatta in base a due criteri: in quanti usano la stessa app dei propri contatti in rubrica e, in misura minore, il livello di sicurezza e privacy offerto dalle stesse.
Proprio riguardo questo ultimo punto, ci tengo a fare una piccola precisazione, quanto accaduto intorno a Telegram è il risultato di un elevato grado di sicurezza e privacy dove i malintenzionati hanno trovato terreno fertile in quanto non controllabili.
Vantaggi e svantaggi
Ma passiamo ora al tema centrale di questo paragrafo e dell’intero articolo, ovvero quali sono le alternative a Telegram:
Whatsapp: Penso che sia inutile dire che la principale app concorrente è proprio lei, visto la sua ampia diffusione, tanto da renderla la più usata a livello globale. Dotata di crittografia end-to-end e tante utili funzioni oltre i messaggi testuali come videochiamate, stati, community, condivisione di posizione, foto e video ma anche di file. Usa lo stesso standard crittografico di Signal (che vedremo più avanti), quello che fa storcere il naso a molti è la sua appartenenza al gruppo Meta, lo stesso di Facebook.
Facebook Messanger: A proposito di Facebook eccoci alla seconda app più utilizzata a livello globale, del resto gli iscritti a facebook sono molti e non c’è quindi da meravigliarsi. Usa anch’essa la crittografia end-to-end anche se è stata poco pubblicizzata da parte del colosso dei social network. Anche in questo caso a far sollevare dei dubbi agli utenti è che sia gestita da Meta e gli scandali avvenuti nel 2018. Anche qui i punti di forza non mancano però, infatti oltre alle funzioni classiche una nota di merito è che può essere usata anche disattivando l’account facebook.
Viber: Originariamente pensato per le sole chiamate via internet, le cosidette Voip, ben presto si è ampliata a vera e propria app di messaggistica istantanea. Purtroppo in questo caso a sollevare dei dubbi e l’azienda nota per “spiare” l’attività sui social e raccogliere nomi e numeri delle rubriche dove essa è installata. Non mancano in ogni caso la crittografia dei messaggi e i messaggi che si autodistruggono.
Silence: Questa app disponibile solo su android, rappresenta il massimo grado di sicurezza per quanto riguarda SMS/MMS ma al tempo stesso chi desidera qualche funzione in più deve necessariamente valutare altre opzioni. Può essere usata anche senza connessione ad internet e consente di inviare messaggi anche ai non utenti, anche in questo caso la cifratura end-to-end è presente ma solo tra utenti dell’app. Altri punti di forza sono la modalità tastiera in incognito che non registra la cronologia delle parole usate e la funzionalità di blocco degli screenshot.
Threema: Questa app, come le altre, è un servizio di messaggistica però totalmente a pagamento che pone un forte accento sull’anonimato dei clienti. Fornisce diverse funzionalità, tra cui messaggi di testo e vocali privati. Chiamate audio e video, sondaggi in gruppi e la possibilità di condividere file. Per registrarsi a questa app non serve dare il proprio numero (come nella maggioranza dei casi) bensì sarà assegnato un ID univoco generato in modo casuale. Inoltre la verifica dei contatti può avvenire tramite un codice QR. Altro punto di forza dell’app è che i messaggi non vengono conservati sui server, tranne i metadati necessari al corretto funzionamento, ma vengono rimossi subito dopo la consegna. I contro sono che l’app non ha una versione gratuita e il bacino d’utenza scarso e quindi è una soluzione poco appetibile.
Signal: Emerge come app di messaggistica più sicura, ha tutte le funzioni delle altre app quindi chat di gruppo, testo, videochiamate etc. ma oltre ad avere la crittografia end-to-end ha anche a differenza delle altre una maggior tutela della privacy per quanto riguarda i metadati. Come ulteriore misura di sicurezza, e come suggerito da una agenzia di sicurezza israeliana, può essere una buona idea affiancare l’uso di una VPN.
La criptazione serve davvero?
La risposta è si, usare un app di messaggistica con crittografia è fondamentale, poichè essa ha il compito di salvaguardare le nostre conversazioni via chat da accessi non autorizzati. I messaggi non protetti infatti possono essere facilmente letti da estranei e potenziali malintenzionati.
La crittografia end-to-end, garantisce che i messaggi siano letti solo ed esclusivamente dal destinatario essendo l’unico ad avere accesso alla chiave di decrittazione. Visto il proliferare di minacce informatiche il consiglio che posso darvi è quello di usare un app di messaggistica sicura tra quelle che ho menzionato poco sopra, tenendo conto anche di quelle che usano i vostri contatti.
Come rendere sicura un app di messaggistica?
La crittografia, come detto, è uno strumento fondamentale. Ma è sempre meglio restare vigili ed è per questo che qui di seguito vi darò alcuni suggerimenti:
Evita le wifi pubbliche: Come abbiamo visto in questo articolo queste reti non sono quasi mai il massimo della sicurezza, quindi sarebbe meglio evitare di usare queste app (e anche i social) quando si è connessi a queste reti. Il discorso cambia se siete protetti da una vpn.
Evita di trasmettere dati personali: Non condividere password, dati bancari o qualsiasi dato sensibile. Ovviamente e a maggior ragione se non si conosce il proprio interlocutore virtuale.
Ignora link sospetti: Se noti link sospetti fatti un favore, non cliccarci sopra. Spesso questi link richiedono password o altri dati cammuffandosi da link che sembrano autentici ma appunto “sembrano”.
Fai uso di una vpn di qualità: Come detto l’uso di una VPN è una scelta sensata in molti ambiti non solo per quanto riguarda la messaggistica. Però fai attenzione alla qualità, non cercare quelle gratuite, cha hanno l’abitutine di vendere i tuoi dati. Assicurati inoltre che abbia delle funzioni speciali come, ad esempio Threat Protection Pro di NordVPN che blocca annunci pubblicitari, tracker e malware anche in fase di dowload.
In numerose zone del nostro territorio è possibile connettersi al wifi pubblico. Una rete creata appositamente per consentire agli utenti di usufruire della connessione wifi anche quando non si è nella propria casa.
Infatti non è raro al giorno d’oggi trovare parchi, hotel, b&b e altre attività che offrono questo servizio. Ma come spesso si dice non è tutto oro ciò che luccica.
In effetti è molto comodo avere una connessione wifi disponibile, specialmente se gratuita. Non sempre gratis però è sinonimo di sicuro putroppo ed ora vedremo perchè.
Cos’è un wifi pubblico e come connettersi?
Prima di addentrarci nel tema sicurezza vale la pena capire come connettersi a questi wifi pubblici. Come già anticifato questo tipo di servizio consente a tutti di connettersi al wifi di proprio interesse, sia esso di un b&b o di un centro commerciale ad esempio. Tutto quello che dovete fare è selezionare il nome del wifi (SSID) ed attendere di essere reindirizzati ad una pagina web.
Da questa pagina web potrete mettere i vostri dati, come email o numero di cellulare, così da ricevere il codice OTP (One Time Password). Una volta inserito il codice nell’apposito campo sarete in grado di navigare senza alcun problema.
Questa procedura non è standard, infatti ci sono diverse modalità per connettersi a queste reti, ad esempio potrebbe essere richiesto il codice fiscale o ancora inquadrare un codice QR o richiedere al gestore l’SSID e la password.
A prescindere da quale modalità sia richiesta per la connessione però c’è un problema di fondo, queste reti invero non sono proprio il massimo per la sicurezza. Come detto in precedenza infatti già per accedere vengono richiesti dei dati come codice fiscale o l’indirizzo mail, quest’ultima potrebbe essere sfruttata per il phishing.
Quali rischi si corrono con l’uso del WiFi pubblico?
Come detto poco sopra una delle minacce è il phishing. Una tecnica che usa reti fittizie con lo stesso nome di quella originale con lo scopo di carpire informazioni personali, password e persino dati bancari.
Quindi è sempre sconsigliabile fare login (accesso) a siti come la vostra banca o i social network da reti pubbliche. In altri casi l’obiettivo dell’ hacker è solo quello di infettare il vostro pc con malware, spyware o ramsonware. Tutto ciò rende le reti WiFi pubbliche estremamente pericolose, sopratutto se vengono utilizzate per condividere informazioni che dovrebbero rimanere private.
Nei casi più estremi si assiste infatti a veri e propri furti d’identità, dando vita ad esempio, alla proliferazione di account social fake ma anche indirizzo ip e quello della propria mail.
Come Connettersi in modo sicuro?
Ora che abbiamo visto quali rischi si corrono nell’uso del wifi pubblico, immagino che vi starete chiedendo come proteggersi da tutto ciò. Chi ha esigenze lavorative in effetti potrebbe essere in difficoltà e preroccupato per quanto scritto sopra. Le soluzioni però non mancano.
La prima regola da seguire è quella dell’attenzione, per prima cosa quindi controllare se il sito al quale volete connettervi presenti la connessioni sicura (https), ma non sempre questo basta, gli hacker infatti sono in grado di bypassare questo sistema.
Il modo migliore per proteggersi quindi è affidarsi ad una Virtual Private Network (VPN) che consente di tenere sicure e private le informazioni quando si usa una rete pubblica. Ricordo infatti che una VPN ha lo scopo di aumentare la nostra privacy e sicurezza tramite la creazione di una rete virtuale.
Un altra precauzione è quella di non usare la rete wifi pubblica ma bensì la connessione dati del telefono utilizzando lo smartphone come hotspot. Infatti nella maggior parte dei casi le connessioni da reti mobile sono crittografate e quindi più sicure rispetto alle reti pubbliche. Se poi il vostro smartphone supporta le eSim potreste sfruttare l’occasione per usare un abbonamento come quello di Saily la nuova eSim del gruppo Nord Security la stessa di NordVPN e NordPass.
Altri consigli utili
Oltre i consigli che ti ho dato qui sopra ce ne sono anche altri, rimane sempre valido il detto che il miglior antivirus in circolazione è la nostra attenzione, quindi tenete gli occhi aperti e verificate sempre il nome della rete WiFI e della relativa pagina di reindirizzamento, se state cercando di accedere alla rete dell’aereoporto e venite reindirizzati su un sito che non sembra quello di un aereoporto il dubbio dovrebbe venirvi.
Assicurati di aver installato un buon antivirus sia sul pc che sullo smartphone, questo dovrebbe essere il primo passo per creare un ambiente più sicuro da cui navigare. Il compito dell’antivirus è proprio quello di rilevare eventuali malware.
Altro consiglio molto utile ma poco sfruttato è fate sempre gli aggiornamenti di sistema. Gli aggiornamenti dei vari sistemi operativi infatti servono proprio per chiudere eventuali falle di sicurezza. Tutti i device in nostro possesso siano essi pc, smartphone ma anche console di gioco etc. vengono aggiornati periodicamente, da un lato per sistemare le funzioni o aggiungerne di nuove ma dall’altro per aumentare il grado di sicurezza.
Ultimo ma non per importanza, anche se già accennato in precedenza ma repetita iuvant, evitate di entrare nel sito della vostra banca e quindi di dare in pasto le credenziali a reti wifi pubbliche, a prescindere dal grado di sicurezza della tua banca infatti un hacker sarà perfettamente in grado di rubare quello che gli serve, denaro compreso, quindi state molto attenti.
In questo articolo vi voglio parlare di un software ( o programma) che vi potrebbe tornare molto utile, teamviewer. Infatti, sia che siate dei neofiti del pc o grandi esperti questo programma a mio avviso non può assolutamente mancare tra quelli installati.
Questo programma consente di accedere al pc da remoto, ma tranquilli non è nulla di allarmante o pericoloso. Può sempre capitare però di aver bisogno o di dover dare una mano nella risoluzione di un problema. Spesso non si ha voglia o non si riesce a trovare una soluzione.
Ed è proprio qui che entra in gioco teamviewer (più avanti analizzerò anche le alternative), programma che consente l’accesso al proprio pc da remoto, ed ora capiremo come funziona.
Come funziona teamviewer su pc?
Il primo passo da fare è ovviamente quello di scaricarlo da qui ed avviare l’nstallazione. Prima di avviare il programma ti sarà chiesto se vuoi installare il programma o accedere al pc da controllare in modo immediato. Quest’ultima opzione risulta molto utile in caso di assistenza immediata. Se invece lo scopo è quello di tenerlo sul pc per usarlo in maniera più assidua è meglio la vecchia e classica installazione.
Tutte le piattaforme supportate
Alla fine dell’installazione poi ti sarà data l’opportunità di scegliere tra tre opzioni installa con le impostazioni predefinite, installa e configura l’accesso non presidiato a questo dispositivo o avviare soltanto.
Le possibilità che offre il software
Nel caso si scegliesse l’accesso non presidiato il software consente di configurare una password statica in modo da non avere sempre bisogno di attendere l’autorizzazione da parte dell’altro computer. La creazione della password statica si può fare anche in un secondo momento dalle impostazioni del programma. Una volta terminata l’installazione sarete pronti per iniziare con la possibilità di passare al piano pro a pagamento.
Se dalla schermata principale cliccate sul tasto “upgrade” infatti verrete reinderizzati ad una pagina web dove è possibile passare ad uno dei due piani a pagamento, questi piani consentono di gestire da remoto più pc, utile se si ha necessità di gestire, ad esempio, una rete di pc aziendali o se si lavora in piccoli team.
Schermata principale di teaamviewer
Dopo aver finito l’installazione vi apparirà la schermata principale del programma, da qui oltre che passare ai piani a pagamento, potete completare alcune attività, come evidenziato dalla parte sinistra della schermata.
Sulla parte destra è infatti possibile connetterci con il computer da aiutare, ovviamente anche lui dovrà avere installato il software. Tutto quello che dovrai fare è immettere l’ID partner del computer che vuoi controllare, da ora in avanti il desktop sarà sotto il tuo controllo.
Le alternative non mancano
Teamviewer non è l’unico software di questo tipo, ci sono altri nomi noti che hanno anche la stessa funzione, ma non sono così specializzati. Per esempio Team di Microsoft o Meet di Google consentono anche loro l’accesso remoto ma sono anche degli eccellenti software per videoconferenze. Così come il noto Zoom, che in tempo di pandemia ha fatto la sua fortuna con la didattica a distanza. Tra le alternative si possono citare splashtop e chrome remote desktop, che poi non è altro che un estensione per il noto browser di Google, ma anche qui la qualità offerta a mio avviso non è al livello di teamviewer.
Le alternative quindi, è vero, non mancano ma la qualità è molto bassa per poter compertere. Se la vostra necessità è affidarsi ad un programma solido e con una storia alle spalle vi consiglio di puntare su teamviewer che oltre ad avere anni di esperienza alle spalle, ha un ottima app per disposotivi mobile.
Quest’ultima rappresenta una comoda soluzione se si ha l’esigenza di controllare il proprio pc a distanza, magari perchè si vuole vedere ad esempio quanto manca alla fine di un aggiornamento software oppure si sta scaricando un file molto grosso e lo si vuole monitorare mentre si sta facendo altro.
Come avete capito sono rimasto molto soddisfatto di questo software e ve lo consiglio caldamente per tutti gli usi e scenari che vi ho illustrato qui sopra.
Internet si sa è un posto magnifico ma allo stesso tempo anche pieno di insidie è proprio in questo contesto che si colloca uno strumento come ThreatProtection Pro. Uno strumento integrato in NordVPN in grado di proteggere il nostro computer.
Cos’è ThreatProtection Pro?
Come detto poco sopra è uno strumento integrato in NordVPN, ovvero la VPN creata da Nord Security. Questo strumento non necessita di particolari configurazioni, risultando molto facile ed intuitivo anche per chi non è molto pratico con la tecnologia.
Con Threat Protection Pro si avrà una protezione completa contro malware, annunci e tracker. Questi ultimi in particolare sono molto utili da bloccare se la vostra preoccupazione principale è la privacy. Ma non è finita qui perchè oltre a proteggere la vostra privacy, questo strumento controllerà i download che effettuerete dal browser per rilevarne di pericolosi e monitora anche le app installate sul pc per individuare in esse vulnerabilità. Come avete capito insomma un ottimo strumento per quanto riguarda la protezione online.
Perchè scegliere ThreatProtection Pro?
Vi starete chiedendo perchè scegliere proprio questo strumento e non un altro, cosa rende questo strumento migliore? Il primo punto a favore, a mio avviso, è che fa parte di una soluzione più ampia che comprende anche una vpn quindi il vostro diritto alla privacy è ben al sicuro, già questo dovrebbe essere un ottimo motivo.
La seconda ottima motivazione è l’affidabilità di questa soluzione come dimostrato da test condotti da av-comparatives e che potete consultare voi stessi qui dimostrandosi molto affidabile nei rilevamenti anche di falsi positivi
“I finti siti di shopping sono un problema crescente per gli acquirenti di tutto il mondo. Hanno l’aspetto di vere piattaforme di e-commerce e spesso utilizzano design professionali, false recensioni di clienti e sconti allettanti per ingannare gli utenti. Questi siti incassano i pagamenti effettuati da clienti ignari e scompaiono nel nulla senza consegnare la merce acquistata. Ci impegniamo al massimo per proteggere i nostri clienti dalle gravi conseguenze causate da questo genere di truffa online”
afferma Domininkas Virbickas, responsabile dello sviluppo di Threat Protection.
In uno scenario dove le truffe online ed i siti fraudolenti, compresi quelli di ecommerce, aumentano ogni giorno, un alleato del genere non può che essere un ottima notizia.
Come identificare un sito di shopping fasullo?
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Ben vengano strumenti in grado di proteggerci e di darci un po’ di sicurezza in più, ma una maggior consapevolezza di certo non guasta. Di seguito infatti vi elenco alcuni trucchi per riconoscere un sito di ecommerce valido da uno fasullo:
Sconti troppo belli per essere veri: Avete appena notato la vostra scheda grafica preferita ad un super prezzo? Bene, ma siete proprio sicuri che sia un buon affare? il consiglio che vi posso dare in questo caso è di essere sempre scettici.
Qualità del sito web: Anche il sito deve essere ben curato non sono nell’aspetto ma anche nei contenuti specialmente per quanto riguarda la grammatica, se ci sono errori grossolani meglio diffidare.
Fai attenzione ai nomi dei domini: Presta particolare attenzione al nome di dominio scritti male o che sembrano sospetti. Inoltre verifica che il sito ha una connessione sicura, individuabile con “https://” e dal simbolo del lucchetto e che il certificato sia stato emesso da un autorità di certificazione affidabile, per facilitarti il compito puoi usare Link Checker.
Cerca le informazioni di contatto: I siti web leggittimi forniscono informazioni dettagliate sui propri contatti, tra cui un indirizzo fisico, un numero di telefono e un indirizzo email. Questi dati si trovano nell’ header o nell’ footer o nella pagina “contatti” del sito ufficiale.
Esamina l’informativa sulla privacy: Assicurati che il sito web abbia una chiara informativa sulla privacy e termini e condizioni accessibili per resi, rimborsi e spedizioni.
Evita metodi di pagamento insoliti: evita siti che insistono su bonifici, criptovalute e carte regalo come metodi principali di pagamento. Questo genere di pagamento sono i preferiti dai truffatori perchè più difficili da rintracciare.
Fai una ricerca sul venditore: Fai una rapida ricerca sul venditore, inserendo anche parole chiave come “recensioni” o “truffa” in questo modo puoi farti un idea sulla reputazione ed ovviamente se il numero di recensioni negative è altro meglio starne alla larga.
In queste pagine ho già parlato più volte di intelligenza artificiale e di ChatGPT, oggi voglio parlarvi di uno dei suoi concorrenti Meta AI. Visto l’appetibilità dell’ intelligenza artificiale Mark Zuckerberg non poteva di certo rimanerne fuori, ma c’è un problema, il servizio non è attualmente disponibile in Italia. Come provare quindi qualcosa che nel nostro paese non si può ancora fruire?
Cos’è Meta AI?
Poche righe più su ho citato Mark Zuckerberg, ma cosa c’entra con questa intelligenza artificiale? Presto detto, Meta è infatti la società che sta dietro a Facebook, instagram e Whatsapp.
Questo Chatbot infatti verrà integrato nelle tre principali applicazioni e sarà in grado di rispondere in modo più accurato e completo alle richieste dell’utente e di eseguire molte più azioni con il vantaggio di non dover più usare altre applicazioni esterne per avere gli stessi risultati e quindi di avere un risparmio notevole in termini di tempo.
Ma quindi cosa possiamo fare con questo chatbot? Nulla di più e nulla di meno di quello che può essere fatto anche con ChatGPT e Gemini ( quella di Google), ovvero fare ricerche, porre domande sugli argomenti disparati, chiedere di generare immagini o un testo interessante.
L’utente non dovrà fare altro che fornire un prompt testuale nella barra di ricerca delle tre principali app Meta ed attendere qulche secondo che il sistema elabori i suggerimenti e le risposte adatte. Queste ultime per quanto riguarda l’intrattenimento, lo sport e altri eventi vengono reperite dai principali motori di ricerca. Ovviamente il tutto oltre che dalle applicazioni per Android ed iOS potrà essere fruito da web recandosi a questa pagina.
Perchè dall’Italia non posso accedere?
Come spesso accade alcuni contenuti o, come in questo caso, siti web non sono sempre resi disponibili in tutti i paesi per svariate ragioni che siano esse di ordine legale o meno.
Infatti è molto comune che un servizio o un device possa essere disponibile solo in alcuni mercati. Nel caso di Meta AI la distribuzione è solo in lingua inglese e per alcuni paesi, tra questi manca l’Italia come tutto il resto d’Europa.
I paesi dove è possibile accedere a Meta AI infatti al momento sono: Sud Africa, Canada, Australia, Zambia, Zimbawe, Pakistan, Nigeria, Singapore, Ghana, Giamaica, Stati Uniti e poche altre.
Quindi per il momento nel nostro paese non si potrà provare questo nuovo chatbot, sempre se non siete dotati nel vostro pc di una vpn, programma che più volte vi ho caldamente consigliato di utilizzare (qui per approfondire).
Come accedere a Meta AI dall’Italia?
Con una VPN per l’appunto potete accedere senza problema al sito web di Meta AI qui. L’unica accortezza che dovrete usare è cambiare il server dal quale siete connessi scegliendo ovviamente uno di quelli dove il servizio è già disponibile.
In questo modo potrete provare in prima persona le funzionalità del chatbot, l’operazione infatti è assolutamente legale e il chatbot perfettamente funzionante. Vediamo ora più nel dettaglio come fare per cambiare il server con NordVPN:
Cosa succede con server italiano?
Schermata principale NordVPN con server Italiano
Come potete vedere dall’immagine qui sopra dopo essermi loggato (ovvero fatto l’accesso) al mio account e fatto partire la vpn la schermata che vi appare davanti è questa con il vostro server collocato in Italia.
Più in basso invece c’è una voce che indica le connessioni recenti che avete utilizzato e che potete cambiare semplicemente cliccandoci sopra.
Come potete vedere dall’immagine qui sopra, aprendo il sito di Meta AI si ha come risultato una pagina web con la scritta che indica che il servizio non è ancora disponibile nel nostro paese.
Cosa succede con server americano?
Proprio qui entra in gioco il nostro servizio VPN preferito, infatti come detto prima basta cambiare il nostro server per far funzionare il sito web, la schermata quindi sarà questa:
Schermata principale di NordVPN con server americano
Come potete vedere ho cambiato il mio server da italiano a Stati Uniti cliccando sull’apposita voce. Il risultato tornando al sito web ovviamente è che ora non si avrà più la scritta vista sopra. Ora al posto della scritta apparirà il sito pronto per essere utilizzato:
Ora tutto quello che vi rimane da fare è effettuare il login ed iniziare a chiedere al chatbot qualsiasi cosa desideriate. In conclusione ricordo che questo “trucchetto” può essere usato per fruire anche di contenuti streaming come serie tv o film non ancora disponibili nel nostro paese.
Internet e sicurezza ormai è un binomio imprescindibile, infatti proprio come noi esseri umani anche i nostri amati device possono prendere un virus in grado di “ammalarlo” cioè di farlo funzionare male. Così come noi ci prendiamo cura di noi stessi e del nostro benessere anche il nostro computer o smartphone necessita di cure adeguate. Vediamo quindi i principali sistemi di sicurezza su internet.
Inoltre proteggersi è necessario per tutelare la nostra privacy e non dare modo che i nostri dati vengano liberamente consultati senza il nostro consenso.
In sostanza una minaccia informatica è un codice eseguibile, che una volta entrato in un sistema informatico, ha la capacità di compiere operazioni dannose per la macchina, per il sistema informatico o per i dati in esso gestiti/contenuti. Quindi quali precauzioni usare su internet?
QUALI TIPI DI MINACCE CI SONO?
Qui di seguito una tabella con descrizione dei tipi di minacce presenti e in che modo possono recare danno al nostro computer:
Criptolocker
Il programma in questione, in sostanza, cripta i dati di un sistema informatico e li rende illeggibili\inaccessibili per i loro legittimi proprietari; solitamente per sbloccare i dati viene chiesto una sorta di “riscatto”.
Exploit
Il programma sfrutta una vulnerabilità del sistema informatico per attaccarlo e arrecare danni.
Hijacker
Modificando i pacchetti dei protocolli TCP/IP un hijacker “prende il controllo” di un browser e lo dirotta verso un sito specifico, facendone aumentare le visite e i click in maniera fraudolenta.
Keylogger
Uno dei malware più insidiosi. Un keylogger legge tutte le informazioni digitate su una tastiera, le registra e le invia a un server remoto.
Pharming
Siti o server fasulli apparentemente innocui che carpiscono informazioni
Phishing
Viene inviata una mail apparentemente familiare, sia per il mittente sia per come è scritta, che invita a compiere un azione, la quale ha sempre un esito negativo per il sistema informatico
Spyware
Software che raccoglie informazioni su una persona o un’azienda e poi le invia a una persona, evidentemente, malintenzionata
Trojan
Nome completo “trojan horse” (il riferimento è al cavallo di Ulisse), un trojan è un malware (“programma malevolo”) che entra in un computer nascondendosi all’interno di un altro programma apparentemente innocuo
Virus
La prima minaccia informatica a dover essere menzionata è la più classica: il virus è un programma che entra in un sistema informatico e comincia a riprodursi infettando altri file.
Worm
Simile al virus, un worm si auto replica ma senza per questo “attaccarsi” a un file o a un eseguibile presente nel computer colpito
Tabella che riporta i tipi di virus esistenti e il loro funzionamento
Ora che dalla tabella sopra riportata abbiamo scoperto quali sono le principali minacce e qual’è il loro campo d’azione, vediamo quali figure si celano dietro a queste minacce.
CHI C’É DIETRO?
Diciamolo subito, dietro a queste minacce molto spesso si nascondono due figure hacker e cracker, molto spesso confuse tra loro per le loro doti informatiche. Del resto viene spontaneo farlo visto che entrambi hanno una profonda conoscenza di sistemi informatici e di sistemi operativi.
In generale un hacker è una persona interessata a lavorare in profondità su un sistema operativo, a volte è una figura che si dimostra utile ad una softwere house proprio perchè grazie alle sue capacità riesce a trovare falle nel sistema e a correggerle, cerca in altre parole di studiare sul campo e di accrescere la sua esperienza e conoscenza tecnologica, ma senza recare volutamente un danno.
I cracker invece sono persone che violano l’integrità del sistema di macchine remote con intenti dannosi. Ottiene accesso non autorizzato alle risorse e ai dati di sistema. I cracker sono anche in grado di distruggere i dati delle aziende o di negare l’utilizzo a utenti leggittimi con conseguenti problemi software, hardware o di rete.
Sono poi in grado di rubare informazioni personali, come ad esempio dati bancari o password ed influenzare il corretto funzionamento dei sistemi. Inoltre un cracker può lavorare a scopo di lucro o per qualche scopo o causa altruistica.
Quindi ricapitolando un hacker è semplicemente una figura che sfrutta le sue conoscenze tecniche con un unico scopo quello di risolvere un problema. Un cracker è invece una persona che sfrutta anche esso le sue conoscenze tecniche ma solo ed esclusivamente per scopi di lucro e carpire informazioni personali o dati sensibili.
QUALI STRUMENTI SONO UTILI?
Il primo strumento di difesa a mio avviso siamo proprio noi utenti. Evitando di scaricare file e programmi da siti di dubbio valore, di cliccare su ogni link arrivato per mail e di immettere le proprie credenziali su link dubbi.
Ma anche e soprattutto aggiornare i sistemi operativi, che siano essi del pc o dello smartphone. Infatti chi vuole carpire le nostre informazioni sfrutta la poca conoscenza in ambito informatico e la disattenzione che ci mettiamo nel fare le cose. Già questo è un ottimo strumento contro le minacce informatiche ma non è l’unico.
COS’É UN ANTIVIRUS?
L’antivirus è il programma principale per quanto riguarda la sicurezza su internet, senza di esso infatti il computer rimarrebbe scoperto dalle minacce informatiche viste in precedenza. Esso infatti lavora in tempo reale durante l’uso del pc, rimanendo vigile su quello che si fa con un computer, avvertendo l’utente e bloccando ogni operazione nel caso fosse rilevata una probabile minaccia.
Questo come detto in precedenza è il programma indispensabile da avere in ogni pc. Sia esso commerciale o gratuito va bene lo stesso l’importante è che si aggiorni automaticamente e puntualmente. I possessori di un pc con windows 10 e successivi ne hanno già uno integrato che svolge in modo egregio il suo lavoro di protezione. Poi ovviamente ci sono soluzioni di terze parti, con quelle a pagamento che offrono qualcosa in più.
MEGLIO GRATUITO O A PAGAMENTO?
Difficile dare una risposta univoca, in questo caso varia in base alle esigenze del singolo. Come già detto sopra le suite di protezione a pagamento offrono molto di più come ad esempio un firewall o una vpn che assicurano più protezione e privacy. Il rovescio della medaglia è che non sempre queste soluzioni sono a buon mercato e gli abbonamenti in genere durano per uno o al massimo due anni.
Se si optasse però per un antivirus gratuito è vero che si avrebbe un notevole risparmio ma non è detto che si possa trovare la stessa protezione internet offerta dalle soluzioni a pagamento, come sempre l’abilità sta nel trovare il giusto compromesso, e seguire le linee guida che sto per elencarvi.
Per quanto riguarda la scelta di una suite a pagamento:
qualità del motore antivirus
numero di dispositivi coperti
piattaforme supportate
rapporto prezzo/dispositivi/annualità
caratteristiche e funzioni fondamentali offerte: protezione dai ransomware, capacità di arresto delle minacce, firewall, filtro antispam, protezione dal phishing e blocco degli URL
eventuali extra inclusi: VPN, controllo genitori, password manager, vault sicuro, backup in cloud
queste sono tutte scelte che dovete valutare nella scelta di un antivirus a pagamento, molte di queste suite inoltre permettono di valutare le loro caratteristiche gratuitamente prima di impegnarsi in eventuali esborsi economici.
Un firewall è il principale strumento di difesa per quanto riguarda le connessioni di rete. Esso infatti non è altro che un dispositivo per la sicurezza della rete che permette di monitorare il traffico internet sia in entrata che in uscita attraverso una serie di regole preimpostate o impartite dall’utente finale che consentono di bloccare o meno gli eventi.
In pratica la sua funzione principale è fare da filtro che controlla il traffico dati e blocca tutte quelle trasmissioni indesiderate e pericolose. La maggior parte dei firewall utilizza uno di questi due criteri generali di applicazione delle regole:
Default-deny: per impostazione predefinita viene permesso solo ciò che viene autorizzato esplicitamente mentre tutto il resto viene bloccato
Default-allow: per impostazione predefinita viene bloccato solo ciò che viene vietato esplicitamente mentre tutto il resto viene permesso
Tra i due il criterio più utilizzato è senza dubbio il primo visto che risulta essere il più sicuro ma anche il più preciso nella definizione delle regole.
Per questo motivo su un computer dove come sistema operativo si ha Windows al primo avvio di un applicazione che sfrutta la rete appare una finestra dove viene chiesto di bloccare o consentire la connessione.
Tuttavia però il secondo criterio risulta più veloce e rapido nella configurazione delle regole, su Windows può essere impostato manualmente, pratica però sconsigliabile.
TIPI DI FIREWALL
TIPI
DESCRIZIONE
Firewall con filtro di pacchetti
Tipologia di firewall affidabile ma limitata, che si basa sulla trasmissione di dati a pacchetto tramite protocollo TCP/IP Ogni insieme di dati viene quindi suddiviso in pacchetti, etichettati, analizzati e confrontati con le regole in modo da consentirgli l’accesso o meno.
Firewall con analisi dello stato della connessione
questi firewall non si limitano ad analizzare solo i pacchetti ed etichettarli ma controlla anche lo stato della connessione, le porte utilizzate sui computer e i protocolli di trasmissione. Oggigiorno questo tipo di firewall sono lo standard e i principali software implementano le funzionalità.
Firewall a livello di applicazione
Esistono firewall dedicati ad una sola applicazione, facendo in pratica da intermediario nella comunicazione di dati tra questi e la rete esterna o altre applicazioni. Questi firewall svolgono un analisi molto più approfondita e bloccare le connessioni in tempo reale, questo tipo di firewall è generalmente usato dalle aziende visto l’alto livello di sicurezza e visto che necessitano di macchine molto potenti
Firewall di nuova generazione
questo tipo di software firewall dispone di funzionalità di prevenzione di intrusione e monitoraggio di applicazioni. Anche in questo caso la destinazione d’uso riguarda le aziende o utenti con necessità particolari, che richiedono la supervisione di personale esperto
Sistemi di gestione unificata delle minacce
Si tratta di veri e propri sistemi a 360 gradi per la cybersicurezza. La differenza con un firewall di nuova generazione è che esistono anche versioni per utenti finali con profilo medio. In queste soluzioni è tutto integrato: antivirus, vpn, firewall e funzionalità di controllo e gestione delle applicazioni
Tabella riassuntiva dei tipi di firewall
tra i migliori firewall, se si vuole qualcosa di più della protezione base di Windows, troviamo: Norton; kaspersky, McAfee, Bitdefender, Eset, Comodo e ZoneAlarm
COS’É UNA VPN?
Una VPN (Virtual Private Network) è un software che permette di creare una rete privata virtuale. Garantisce privacy, anonimato e sicurezza dei dati attraverso un canale di comunicazione privato tra dispositivi che non necessariamente devono essere collegati alla stessa rete LAN. Una VPN in sostanza ha il compito di criptare il proprio traffico in internet e di conseguenza proteggere la propria identità online.
Le VPN sono utilizzate sopratutto in ambito aziendale e dalle amministrazioni pubbliche, soprattutto per la possibilità di abbattere i costi nella realizzazione di una propria rete protetta e creata, per l’appunto, sfruttando l’infrastruttura della rete pubblica.
Sono comunque anche molti gli utenti privati che preferiscono navigare in rete tramite una VPN per poter esplorare e scambiare dati su internet in maniera sicura e senza restrizioni o geoblocking (blocco geografico).
TIPI DI VPN
VPN hub-and-spokes: vengono usate per collegare i vari nodi della rete a una “sede centrale” (il server VPN). La “sede centrale” si occupa di proteggere il traffico e smistarlo tra i nodi collegati. Solitamente questo tipo di VPN è usato per le attività di camuffamento IP e protezione dei dati su connessioni non protette.
VPN site-to-site: trova tipicamente impiego nel collegamento di due o più reti private differenti (sia per struttura che per posizione) attraverso una connessione sicura, usando un canale non sicuro (internet). Questo approccio viene usato spesso in ambito aziendale, per permettere lo scambio sicuro di dati e informazioni tra due o più sedi dislocate della stessa società.
CARATTERISTICHE E SICUREZZA DELLE VPN
Anche per quanto riguarda la sicurezza, le VPN possono essere strutturate con caratteristiche differenti. Per esempio, in quelle che si definiscono Trusted VPN, è il gestore di servizi a decidere e ottimizzare il percorso dei dati (dando dunque un occhio di riguardo alla qualità della comunicazione), occupandosi con i mezzi disponibili di impedire l’accesso a utenti non autorizzati. Ciò garantisce che i dati arrivino rapidamente a destinazione, ma non offre sicurezza assoluta sulla protezione di essi.
A causa di questa carenza di sicurezza, con l’avanzare della diffusione di internet, si è reso necessario applicare delle misure aggiuntive. Sono dunque nate le Secure VPN, che garantiscono la protezione dei dati attraverso la creazione di un tunnel fra i due nodi della rete.
Questo meccanismo, però, non può garantire che il percorso dei dati sia ottimale, per questa ragione la soluzione ad oggi più utilizzata è un mix delle due soluzioni viste in precedenza, le Hybrid VPN. Delle VPN che uniscono la rapidità di comunicazione delle Trusted VPN alla sicurezza della tecnologia di tunneling usata nelle Secure VPN.
COS’É IL TUNNELING
Come già detto in precedenza le informazioni che transitano tra un dispositivo ed internet vengono incapsulate in pacchetti di dati contenenti anche altre informazioni come l’indirizzo ip del mittente, quello del destinatario, il percorso di rete etc. (header). Nonostante alcuni dati viaggiano in modo cifrato (ad es. HTTPS), l’header del pacchetto è visibile a chiunque abbia accesso al canale di comunicazione, che in questo caso è internet ed è comune.
Alla luce di questo motivo e per garantire una connessione VPN sicura in modo che le informazioni siano disponibili soltanto ai due nodi convolti nella comunicazione, si è resa necessaria la necessità di creare un canale privato che li metta in comunicazione. Operazione che prende il nome di tunneling, cioè creando un tunnel “invisibile” pur sfruttando un mezzo di comunicazione pubblico come internet.
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E LA SICUREZZA PER IL NOSTRO SMARTPHONE?
Oltre alle difese già citate in precedenza (antivirus e VPN) si possono sfruttare le opzioni nelle impostazioni accedendo al sotto menu privacy e sicurezza.
Inoltre sia Apple che Android hanno da tempo dato la possibilità di concedere o meno le autorizzazioni di accesso alle varie funzioni da parte delle app. Sempre valido il consiglio di tenerli sempre aggiornati all’ultima versione software.
Da qualche tempo poi molti smartphone usano la protezione con i dati biometrici (impronte digitali o il riconoscimento del volto) che sarebbe buona cosa abilitare. Se il vostro smartphone ne fosse sprovvisto è meglio preferire l’uso del PIN o una password difficile da indovinare.
Per farlo basta andare nella sezione sicurezza > metodi di sblocco per quanto riguarda Android e impostazioni > Face ID/Touch ID e codice > Aggiungi codice/Cambia codice per iOS di Apple.
Altra misura utile poi è nascondere le notifiche dalla lock screen (schermata di blocco) visto che potrebbe rivelare informazioni sensibili. Generalmente le impostazioni per fare questa operazione si trovano in impostazioni > sicurezza > blocco schermo > PIN impostare il pin e selezionare l’opzione per nascondere i contenuti sensibili. Per Apple il percorso invece è impostazioni > notifiche e selezioni l’app di tuo interesse. Anche non accedere a reti WIFI pubbliche rimane un suggerimento sempre valido.
Installare app solo dagli store ufficiali e non fare operazioni di root (Android) o Jailbreak (iOS) che potrebbero favorire l’installazione di app spia prendendo di fatto il controllo del nostro smartphone. Infine l’ultimo tassello è quello di bloccare alcune app, come quelle della banca ad esempio, con l’aiuto dei dati biomentrici in modo da renderle inaccessibili ai malintenzionati oppure di nasconderle. Inoltre alcune app (come Whatsapp e Telegram ad esempio) hanno al loro interno una utile voce per abilitare lo sblocco con impronta digitale
CONCLUSIONI
Come abbiamo avuto modo di vedere le minacce sono tante ma anche le contromisure abbondano. Il mio consiglio in ambito pc è quello di optare per le soluzioni di Windows, se non si hanno troppe pretese e non si usa il pc in ambito lavorativo. Se non sopportate l’idea dei geoblocking potete aggiungere una VPN (i costi non sono proibitivi).
Il discorso cambia ovviamente se fate un uso intenso di internet e non siete tipi attenti e avvezzi alla tecnologia. Qui diventa necessario usare programmi più performanti e che offrano un grado di protezione maggiore.
Optando per soluzioni gratuite c’è poi il rischio di installare più software che andrebbero ad occupare magari preziosi GB (gigabyte) su hard disk e non sempre compatibili tra loro oppure optare per una suite di protezione internet che implementi già tutto ma che richiedono un esborso economico per un abbonamento.
Queste del resto sono valutazioni che solo l’utente finale può fare. Per quanto riguarda gli smartphone (ma anche tablet) già adottare le precauzioni basilari è un ottimo punto di partenza. Anche qui per una sicurezza maggiore ci si può affidare a una VPN e antivirus (a meno che il vostro smartphone non ne integri già uno) ed usare almeno l’impronta digitale (o PIN/password).
In un mondo tecnologico, che si evolve in modo esponenziale, si fanno strada una nuova categoria di pc, chiamati AI pc. Vediamo insieme cosa sono, la principale caratteristica e che futuro potranno avere nell’evoluzione tecnologica in atto.
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Cosa sono?
La crescita dell’IA ha reso necessario un tipo di computer pensato ad hoc per sfruttare tale tecnologia. I computer attuali non sono in grado di eseguire applicazioni di intelligenza artificiale, almeno in locale.
Infatti ad oggi l’IA e le sue applicazione come ad esempio ChatGPT e simili sono possibili da fruire tramite web e relativi server. Questi ultimi hanno dei costi di gestione elevati da qui la necessità di produrre pc in grado di eseguire task di IA in locale.
Del resto l’informatica si sa corre veloce. Avere la possibilità di sbloccare nuove opportunità, aumentare la produttività e rendere facili cose complesse è sempre stato l’obiettivo principale. Tutto questo in un futuro non troppo lontano sarà possibile grazie a delle unità specializzate. Cose che prima erano possibili solo ed esclusivamente con dei software specifici ora sarà possibile grazie al vostro pc indipendentemente dal software usato ma grazie ad un unità dedicata all’interno del microprocessore.
NPU: Cos’è e la sua importanza nei nuovi pc
Prima di spiegarvi cos’è una NPU (Neural Processing Unit) è il caso di fare un passo indietro e spiegarvi (o rinfrescarvi la memoria) su cosa sono CPU e GPU.
La CPU (central processing unit) è il cervello del computer, quello cioè che si occupa di trasformare i nostri input in comandi che il nostro computer può interpretare tramite il sistema binario. Le GPU (Graphics Processing Unit) invece sono progettate per sgravare la cpu da elaborazioni grafiche complesse, possono essere sia integrate nella cpu sia essere un componente a se, chiamate appunto schede grafiche.
Dopo questa piccola spiegazione torniamo al protagonista di questo paragrafo, ovvero l’NPU, questo microprocessore infatti sarà molto importante per i personal computer del futuro, se infatti la cpu è il cervello del personal computer e la gpu è la delegata alla parte grafica, l’npu si occuperà esclusivamente dell’accelerazione AI. Ovviamente tutti questi componenti dovranno lavorare in simbiosi per far funzionare al meglio le cose e non avere problemi e avere un efficace gestione energetica.
Stiamo parlando di un processore che avrà una potenza di calcolo impressionante, si parla infatti di almeno 40 TOPS (Trillion Operations for second). Un valore molto elevato che ad oggi nessun processore riesce ad eguagliare.
Futuro più roseo che mai
Da quando il personal computer è entrato nelle nostre case ci ha reso la vita un po’ più semplice diciamoci la verità. Operazioni che in formato analogico richiedevano molto tempo con l’avvento del digitale sono diventate molto più snelle e veloci. Ed ora? Cosa dobbiamo aspettarci da questa nuova tecnologia? Dal mio punto di vista nulla che non si è già visto con le altre tecnologie, come ad esempio gli smartphone o gli assistenti virtuali. Come sempre all’inizio ci faranno paura e ci renderanno dubbiosi ma sarà poi un altro strumento che ci renderà la vita più facile. Quello che è certo è che siamo solo all’inizio di una nuova tecnologia e che sicuramente ci saprà sorprendere.
Ormai l’intelligenza artificiale è entrata prepotentemente nelle nostre vite e applicazioni e servizi che ne fanno uso ormai sono ovunque. Pensate ad esempio ad applicazioni di machine learning (ML) sul nostro smartphone sia solo per comprendere i nostri modelli d’uso per gestire al meglio la batteria. Una gran comodità, poi ci sarà da vedere come i sistemi operativi si evolveranno per affrontare il cambiamento, insomma siamo solo all’inizio di una innovazione che ha il sapore di una rivoluzione che non si vedeva da decenni nel campo dei personal computer. I commenti sono aperti, quindi non dovete fare altro che farvi coraggio e scrivere.
Si sente sempre più spesso parlare di eSim. Ora ti starai chiedendo “ma cosa sono?” “sarà vantaggioso o meno?”, “quali operatori danno questa possibilità?”. Tranquillo, sei proprio nella pagina giusta, nelle prossime righe infatti scoprirai questo e molto altro. Seguimi in questo viaggio e avrai tutto molto più chiaro. Allaccia la cintura. Si parte!
Cos’è un eSim?
Partiamo come sempre dalle basi. La domanda principale che ti sarai fatto infatti è “Ma cosa sono?”. Siamo tutti abituati ormai ad avere una scheda che si inserisce nel dispositivo mobile, sia esso smartphone o tablet, con il tempo le dimensioni di queste schede poi sono andate sempre più a ridursi diventando sempre più piccole.
Il passo successivo dell’evoluzione tecnologica non poteva che essere l’implementazione della stessa all’interno del dispositivo. Difatto l’eSim (Embandded SIM) non è altro che il circuito implementato all’interno del dispositivo invece che sul classico pezzo di plastica. In pratica è lo stesso concetto che si ha con la linea fissa di casa, infatti in questo caso sia l’apparecchio (telefono) sia la linea telefonica è già presente, quello che cambia da parte dell’utente è la scelta dell’operatore.
Come funzionano?
“Ok, tutto bellissimo. Ora so cosa sono, ma come funzionano?” Eccoci alla seconda domanda chiave. Come già accennato poco sopra, lo smartphone avendo già la tecnologia necessaria e il circuito è quasi pronto ad accogliere la nuova sim incorporata. Infatti manca all’appello un ultimo tassello ovvero il codice QR dell’operatore scelto.
Con questo codice infatti si può dare effettivamente il via alla connessione tra il device e l’operatore, ovvero l’attivazione. Attraverso di esso viene collegato lo smartphone (o tablet) alle antenne ma non è l’unica funzione. Scaricando tramite codice QR il profilo infatti non solo si avrà accesso alla rete ma si avranno memorizzati sul telefono anche i codici univoci di identificazione, utili nel caso si volesse apportare modifiche con il proprio operatore, ad esempio cambiare offerta. Ma dei pro e dei contro di questa soluzione ne torniamo a parlare tra un attimo.
Pro e contro delle eSim: conviene davvero?
Eccoci giunti al paragrafo più importante, ovvero quello dei pro e dei contro. Iniziamo ad analizzare i pro:
Pro
Cambio operatore: uno dei vantaggi principali infatti è proprio la facilità con la quale si può cambiare operatore telefonico. Non ci sarà più bisogno di attendere la spedizione e attivazione della SIM fisica ma, come detto, basta scansionare il codice QR.
Gestione semplificata: Con questo tipo di SIM essendo virtuale e non fisica viene a cadere la necessità di avere con se un pin (o graffetta se preferite) che ci aiuti a estrarre il carrellino e rimuoverla, ma sopratutto non ci sarà più il rischio che si rompa o smagnetizzi.
Comodità quando si viaggia: Anche questa poteva essere nel punto precedente, con una questa soluzione si possono infatti associare più profili sullo stesso telefono utile in caso si voglia risparmiare qualcosa con un operatore nazionale. Passando cosi da uno all’altro senza nessun problema e non avendo la necessità di un device dual SIM.
Più spazio fisico del device: Altro vantaggio sia per i produttori ma anche per gli utenti è il maggior spazio interno dato dall’eliminazione del carrellino e dalle dimensioni più piccole del componente integrato. Spazio che può essere sfruttato ad esempio per sensori fotografici più grandi o l’aggiunta di altri componenti.
Sono più ecologiche: Questa nuova tecnologia infatti abbatte l’uso della plastica non essendo più necessaria ma anche eliminare completamente la spedizione e passare al digitale. Limitando quindi il consumo di carta e l’impatto ambientale delle consegne.
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Contro
Cambio smartphone: Uno degli svantaggi principali infatti è proprio questo, con questo sistema il profilo è associato al device, quindi al cambio dello smartphone (o tablet) sarà necessario cancellare il profilo dal dispositivo e inserirlo nel nuovo, ulteriore problema è quando la sostituzione dello smartphone è perchè quello che avete si è rotto e non si accende, con una SIM fisica bastava difatti toglierla dal device rotto e metterla in quello nuovo.
Costo maggiore: Un altro svantaggio che però dipende solo dall’operatore è il costo maggiore. Infatti l’operatore potrebbe richiedere di pagare nuovamente il costo di attivazione della (e)SIM per spostarla da uno smartphone all’altro.
Quindi come abbiamo visto in questo paragrafo, ci sono molti più vantaggi nell’ uso di queste nuove sim che contro. Ora non ci rimane che un ultimo tassello, scoprire quali sono gli operatori che offrono una eSim.
Quali sono gli operatori che usano questa tecnologia?
Ora che sai tutto sulle eSim ti starai chiedendo quale operatore scegliere e quali sono quelli che usano questa tecnologia. Bene, ti faccio un piccolo spoiler allora, tutti i principali operatori offrono la possibilità di scegliere una eSim ovviamente se il tuo smartphone è compatibile. Il mercato attuale offre però delle valide alternative ai più blasonati operatori anche fra loro c’è chi offre questa possibilità, vediamoli più nel dettaglio:
eSim: I Big
TIM: Non poteva mancare ovviamente il noto operatore che offre questa possibilità al costo di attivazione di 10 € (come una sim tradizionale). Invece i già clienti che vogliono passare ad una eSim dovranno pagare 15 €, stesso prezzo anche per furto o smarrimento del codice QR. Il codice QR può essere utilizzato quante volte si vuole senza nessuna limitazione.
VODAFONE: Nel caso di Vodafone l’offerta è più modulata e vincolata anche al tipo di offerta, ad esempio la eSim ha il costo di 1 € ma a questo va aggiunto l’eventuale costo di attivazione e il costo dell’offerta scelta dal cliente. Il passaggio da Sim a eSim è al costo di 10 € salvo eventuali promozioni sulla linea telefonica del cliente. La sostituzione ha un costo di 10 euro in caso di furto o smarrimento, che però viene annullato in caso di problema tecnico.
WINDTRE: Per l’operatore arancione c’è una data sparti acque, ovvero quella del 18 settembre 2023. A partire da questa data infatti i codici QR sono riutilizzabili fino ad un massimo di 100 volte (soglia anti frode). Il costo standard per i nuovi clienti è pari a 10 € mentre per i vecchi clienti che vogliono passare da una Sim classica ad una eSim il costo è di 15 €, stesso costo anche per il dowgrade, ovvero per passare da eSim a Sim classica.
ILIAD: Iliad offre la possibilità di passare o attivare una nuova eSim al costo di 9,99. Le uniche “differenze” qui sono se si è un novo cliente o un già cliente, in quest’ultimo caso c’è un vantaggio in più, se si passa ad un offerta a 9,99 o se si possiede già, il costo della eSim è pari a 0.
eSim: Operatori Virtuali
VERYMOBILE: Con questo operatore costola di WindTre, per avere una eSim si procede solo in maniera digitale. Il costo di una nuova eSim. Per quanto riguarda il caso di smarrimento o furto questo operatore consente di effettuare 3 sostituzioni in modo gratuito, le ulteriori sostituzioni avranno un costo di 10 €. Il codice QR potrà essere riutilizzato ma fino ad un massimo di 6 volte.
COOPVOCE: Si può procedere all’attivazione tramite sito e contestualmente all’attivazione di un offerta con questo operatore. Il costo di attivazione è pari a 9,90 € e il codice QR verrà inviato tramite mail e potra essere riutilizzato.
FASTWEB: Questo operatore permette di attivare l’eSim sia al negozio, online o telefonicamente al costo di 10 o 5 € in base all’offerta scelta. Questo operatore permette di riutilizzare il QR code fino a 100 volte, superata questa soglia la richiesta di una nuova eSim ha un costo di 4,99 €, lo stesso prezzo è necessario anche per passare da una sim fisica ad una eSim.
HO.MOBILE: Secondo brand di Vodafone, anche questo operatore offre la possibilità di passare ad una eSim. Attivabile sia in negozio che online al prezzo di 4,99 € per i nuovi clienti e al costo di 9,99 € per i clienti che vogliono effettuare il passaggio da Sim fisica a eSim. Il QR code può essere utilizzato quante volte si vuole senza alcuna limitazione ovviamente su un dispositivo alla volta.
SAILY: Creata da NordSecurity gli stessi di NordVPN questa eSim offre piani molto convenienti per chi viaggia spesso. Le offerte sono modulate in base alla quantità di GB e alla durata scelta al momento dell’attivazione.