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    Migliori servizi di streaming 2025: film, musica e videogiochi

    Negli ultimi anni, lo streaming ha rivoluzionato il modo in cui consumiamo contenuti. Film, serie TV, musica e persino videogiochi sono oggi a portata di click grazie a una varietà di piattaforme digitali. Ma con così tante opzioni disponibili, come scegliere il servizio di streaming più adatto alle proprie esigenze? In questo articolo mettiamo a confronto i principali servizi di streaming per film, musica e videogiochi, analizzando punti di forza, costi, cataloghi e funzionalità.

    Servizi streaming di Film e Serie TV

    Netflix

    Netflix è stata fondata nel 1997 in California da Reed Hastings e Marc Randolph come servizio di noleggio DVD per posta, pensato per offrire un’alternativa comoda ai videonoleggi tradizionali. Nel 1999 ha introdotto un innovativo modello di abbonamento mensile senza limiti di noleggi, segnando un primo passo verso la fruizione libera dei contenuti. La vera rivoluzione arriva nel 2007 con il lancio del servizio di streaming online, che consente agli utenti di guardare film e serie TV direttamente via Internet. A partire dal 2010, Netflix avvia una rapida espansione internazionale, approdando in Italia nel 2015 e raggiungendo quasi tutto il mondo entro il 2016. Nel 2013 debutta nel mondo delle produzioni originali con “House of Cards”, aprendo la strada a successi globali come Stranger Things, The Crown e La Casa di Carta. Negli ultimi anni ha continuato a investire in contenuti originali e ad ampliare la propria offerta, includendo anche videogiochi e contenuti interattivi, in un panorama reso sempre più competitivo dalla presenza di altri colossi dello streaming come Disney+, Amazon Prime Video e Apple TV+. Interessante notare che nel 2000 Blockbuster rifiutò di acquistare Netflix per 50 milioni di dollari, per poi dichiarare bancarotta dieci anni dopo.

    Pro:

    • Ampio catalogo di contenuti originali (Stranger Things, The Witcher, The Crown).
    • Interfaccia user-friendly.
    • Disponibile su quasi tutti i dispositivi.

    Contro:

    • Prezzi in aumento.
    • Rimozione frequente di contenuti terzi.

    Prezzo: Da 7,99€/mese (con pubblicità) a 17,99€/mese (premium senza pubblicità).

    Servizi streaming

    Amazon Prime Video

    Amazon Prime Video è la piattaforma di streaming di Amazon, lanciata inizialmente negli Stati Uniti nel 2006 con il nome di Amazon Unbox, come servizio per il download di film e serie TV. Nel 2011 viene integrata nell’abbonamento Amazon Prime e rinominata Amazon Instant Video, passando gradualmente al modello di streaming on demand. A partire dal 2016, il servizio assume il nome attuale, Amazon Prime Video, ed è reso disponibile a livello globale, inclusa l’Italia. Negli anni successivi Amazon inizia a produrre contenuti originali sotto l’etichetta Amazon Originals, ottenendo grande successo con serie come The Marvelous Mrs. Maisel, The Boys, Fleabag e Jack Ryan. Una delle caratteristiche distintive della piattaforma è l’inclusione nel pacchetto Amazon Prime, che offre anche vantaggi come spedizioni rapide, musica ed e-book. Recentemente, Amazon ha rafforzato la sua posizione nel mercato dell’intrattenimento investendo in produzioni cinematografiche e diritti sportivi, come la Champions League in Italia e il Thursday Night Football negli Stati Uniti. Nel 2021 ha inoltre acquisito lo storico studio hollywoodiano MGM Studios, ampliando il proprio catalogo con numerosi film e franchise celebri.

    Qui il link per provare il servizio.

    Pro:

    • Incluso nell’abbonamento Amazon Prime.
    • Buon mix di contenuti originali e terzi.
    • Possibilità di noleggiare o acquistare film recenti.

    Contro:

    • Interfaccia meno intuitiva.
    • Qualità variabile dei contenuti.

    Prezzo: 4,99€/mese incluso in Amazon Prime.

    Servizi streaming

    Disney+

    Disney+ è la piattaforma di streaming lanciata da The Walt Disney Company per entrare direttamente nel mercato dell’intrattenimento digitale. Annunciata ufficialmente nel 2018, è stata resa disponibile per la prima volta negli Stati Uniti, in Canada e nei Paesi Bassi il 12 novembre 2019, espandendosi rapidamente in altri territori, tra cui l’Italia nel marzo 2020. Il servizio raccoglie in un’unica piattaforma i contenuti dei principali marchi Disney: Pixar, Marvel, Star Wars, National Geographic e Star (aggiunta successivamente per includere un’offerta più ampia e adulta). Uno dei principali punti di forza di Disney+ è il ricchissimo catalogo di classici Disney e produzioni originali, tra cui spiccano le serie dell’universo Marvel (WandaVision, Loki, The Falcon and the Winter Soldier) e quelle legate a Star Wars (The Mandalorian, Andor, Ahsoka). Il lancio di Disney+ ha rappresentato una svolta nella strategia dell’azienda, puntando con decisione sullo streaming e riorganizzando la distribuzione dei propri contenuti, riducendo la dipendenza dal cinema e dalla TV tradizionale. In pochi anni, la piattaforma ha raggiunto centinaia di milioni di abbonati nel mondo, affermandosi come uno dei principali concorrenti di Netflix e Amazon Prime Video.

    Pro:

    • Catalogo perfetto per famiglie: Disney, Marvel, Star Wars, Pixar.
    • Uscite cinematografiche disponibili a breve distanza dalla premiere.

    Contro:

    • Catalogo meno vario.
    • Meno contenuti per un pubblico adulto.

    Prezzo: 5,99€/mese (con pubblicità), 8,99€/mese (standard), 11,99€/mese (premium).

    Servizi streaming

    Apple TV+

    Apple TV+ è il servizio di streaming video on demand di Apple, annunciato ufficialmente il 25 marzo 2019 e lanciato il 1º novembre dello stesso anno in oltre 100 Paesi, compresa l’Italia. A differenza di altre piattaforme, Apple TV+ è incentrato esclusivamente su contenuti originali, senza offrire un catalogo preesistente di film e serie di terze parti. Apple ha investito sin da subito in produzioni di alta qualità, coinvolgendo attori, registi e produttori di fama internazionale. Tra i titoli di lancio figurano serie come The Morning Show, See, Dickinson e For All Mankind. Il servizio ha ottenuto rapidamente riconoscimenti e premi importanti, tra cui un Premio Oscar come Miglior film nel 2022 per CODA, prima piattaforma di streaming a ricevere tale onorificenza. Apple TV+ è accessibile tramite l’app Apple TV, disponibile su dispositivi Apple ma anche su smart TV, console e altri dispositivi. Il servizio fa parte dell’ecosistema Apple ed è spesso offerto in prova gratuita con l’acquisto di dispositivi o incluso nei pacchetti Apple One. In pochi anni, Apple TV+ si è costruito una reputazione per la qualità dei suoi contenuti, distinguendosi per un’offerta curata e selezionata rispetto alla quantità proposta da altri concorrenti come Netflix o Prime Video.

    Pro:

    • Alta qualità visiva e narrativa dei contenuti originali.
    • Prezzo competitivo.

    Contro:

    • Catalogo limitato.
    • Manca una sezione di contenuti terzi.

    Prezzo: 9,99€/mese.

    NOW (Sky)

    NOW, precedentemente noto come NOW TV, è il servizio di streaming on demand lanciato da Sky nel Regno Unito nel 2012 come alternativa flessibile al tradizionale abbonamento satellitare. In Italia arriva nel 2016 con il nome di NOW TV, offrendo accesso ai contenuti di Sky – tra cui film, serie TV, show, documentari e sport – tramite una piattaforma completamente online, senza parabola né vincoli contrattuali. Il servizio nasce con l’obiettivo di raggiungere un pubblico più giovane e dinamico, interessato a contenuti premium ma in una formula più snella e personalizzabile. Nel 2021, la piattaforma viene rinominata semplicemente NOW, accompagnata da un rebranding grafico e da un’interfaccia rinnovata. Tra i suoi punti di forza ci sono le serie Sky Original, le grandi produzioni internazionali in esclusiva (grazie agli accordi con HBO e Showtime), e l’offerta sportiva in diretta, che include eventi come la Serie A, la Formula 1 e la Champions League. NOW si è affermato come un’alternativa moderna e flessibile per accedere ai contenuti di Sky, in linea con l’evoluzione delle abitudini di consumo dell’intrattenimento.

    Pro:

    • Ampia offerta di film, serie e sport.
    • Buona qualità audio/video.

    Contro:

    • Prezzo elevato.
    • Interfaccia migliorabile.

    Prezzo: Da 8,99€/mese a 14,99€/mese a seconda dei pacchetti.

    Servizi streaming Musicale

    Spotify

    Spotify è una delle piattaforme di streaming musicale più popolari al mondo, nata con l’obiettivo di contrastare la pirateria e rendere la musica accessibile legalmente online. Fondata nel 2006 a Stoccolma, in Svezia, da Daniel Ek e Martin Lorentzon, Spotify è stata lanciata ufficialmente il 7 ottobre 2008 in alcuni Paesi europei, offrendo un modello freemium: accesso gratuito con pubblicità e opzione a pagamento per rimuoverle e ottenere funzionalità extra. Il servizio si è progressivamente espanso a livello globale, arrivando negli Stati Uniti nel 2011 e in Italia nel 2013, fino a raggiungere oltre 180 Paesi. Spotify ha rivoluzionato il modo in cui si ascolta la musica, introducendo algoritmi avanzati per la personalizzazione delle playlist, come Discover Weekly e Wrapped, e supportando anche podcast e contenuti originali. Nel 2018, l’azienda è diventata pubblica, quotandosi alla Borsa di New York. Con centinaia di milioni di utenti attivi mensili e una presenza dominante nel mercato, Spotify ha cambiato radicalmente l’industria musicale, ponendosi come punto di riferimento per artisti, etichette discografiche e ascoltatori.

    Pro:

    • Ampio catalogo musicale.
    • Playlist personalizzate e algoritmi efficaci.
    • Versione gratuita con pubblicità.

    Contro:

    • Qualità audio limitata nella versione gratuita.
    • Pubblicità frequenti.

    Prezzo: Gratis con pubblicità, 10,99€/mese (Premium Individual).

    Apple Music

    Apple Music è il servizio di streaming musicale lanciato da Apple il 30 giugno 2015, con l’obiettivo di competere direttamente con Spotify e altre piattaforme simili. Il suo debutto rappresenta l’evoluzione naturale di iTunes, lo storico software di gestione musicale che aveva già rivoluzionato il settore con l’acquisto di brani digitali. Apple Music nasce anche grazie all’acquisizione di Beats Music e Beats Electronics nel 2014, operazione che ha portato in Apple importanti figure dell’industria musicale, come Dr. Dre e Jimmy Iovine. A differenza di iTunes, Apple Music si basa su un modello in abbonamento, con una prova gratuita iniziale e un’offerta illimitata di musica in streaming, playlist curate da esperti, radio in diretta come Apple Music 1 e contenuti esclusivi. Nel corso degli anni, il servizio ha aggiunto funzionalità come l’audio Lossless, il Dolby Atmos con audio spaziale e l’integrazione completa con l’ecosistema Apple, compresi Siri e Apple Watch. Con decine di milioni di abbonati in tutto il mondo, Apple Music è oggi una delle piattaforme musicali più importanti a livello globale, apprezzata per la qualità audio e l’esperienza utente integrata.

    Pro:

    • Integrazione con l’ecosistema Apple.
    • Audio Lossless e Dolby Atmos.

    Contro:

    • Meno intuitiva per utenti non Apple.
    • Nessuna versione gratuita.

    Prezzo: 10,99€/mese.

    Servizio streaming

    Amazon Music

    Amazon Music è il servizio di streaming musicale lanciato da Amazon nel 2007 con il nome di Amazon MP3, inizialmente pensato per la vendita di brani musicali senza DRM (Digital Rights Management), distinguendosi dai concorrenti che imponevano restrizioni sui file acquistati. Nel tempo, Amazon ha ampliato l’offerta trasformando il servizio in una vera e propria piattaforma di streaming: nel 2014 nasce Amazon Prime Music, incluso nell’abbonamento Prime e con un catalogo limitato, mentre nel 2016 viene lanciato Amazon Music Unlimited, una versione premium con milioni di brani on demand. Con l’integrazione sempre più profonda con Alexa e i dispositivi Echo, Amazon Music ha puntato molto sull’ascolto vocale e sulla personalizzazione dell’esperienza utente. Oggi è uno dei principali player nel settore dello streaming musicale globale, in continua evoluzione per competere con giganti come Spotify e Apple Music.

    Pro:

    • Incluso con Amazon Prime (versione base).
    • Ampio catalogo con Amazon Music Unlimited.

    Contro:

    • App meno fluida.
    • Versione Prime limitata a 2 milioni di brani.

    Prezzo: Incluso con Prime, 9,99€/mese per Unlimited.

    Qui il link per provare il servizio.

    YouTube Music

    YouTube Music è stato lanciato da Google nel 2015 come evoluzione dell’esperienza musicale su YouTube, già da anni uno dei principali canali di ascolto musicale, soprattutto tra i più giovani. Il servizio nasce per offrire un’alternativa più organizzata e professionale allo streaming musicale tradizionale, integrando i video musicali ufficiali, le performance live, i remix e i contenuti generati dagli utenti. Nel 2018, Google ha rilanciato la piattaforma con un’interfaccia rinnovata e un’integrazione più stretta con Google Assistant, sostituendo progressivamente Google Play Music, che è stato ufficialmente chiuso nel 2020. Con YouTube Music, Google punta a un servizio completo che sfrutta il vastissimo catalogo di YouTube e offre sia una versione gratuita con pubblicità sia un piano premium senza interruzioni, con download offline e riproduzione in background. Il servizio continua a crescere, soprattutto grazie alla sinergia con l’app YouTube principale e alla forte personalizzazione basata sulle abitudini di ascolto degli utenti.

    Pro:

    • Integrazione con YouTube.
    • Buon motore di raccomandazione.

    Contro:

    • Qualità audio inferiore.
    • Pubblicità nella versione gratuita.

    Prezzo: Gratis con pubblicità, 10,99€/mese (Premium).

    Tidal

    Tidal è un servizio di streaming musicale nato nel 2014 e rilanciato nel 2015 dal rapper e imprenditore Jay-Z, che lo acquistò con l’obiettivo dichiarato di offrire una piattaforma orientata alla qualità del suono e alla giusta remunerazione degli artisti. A differenza dei concorrenti, Tidal si è distinto fin dall’inizio per l’offerta di audio ad alta fedeltà (HiFi e successivamente Hi-Res), rivolgendosi a un pubblico più esigente dal punto di vista tecnico. Inoltre, ha puntato molto sull’esclusività dei contenuti, con anteprime e uscite esclusive da parte di grandi artisti, specialmente nell’ambito hip hop e R&B. Nonostante un avvio difficile e una concorrenza molto agguerrita, Tidal ha mantenuto una nicchia solida di utenti appassionati di musica ad alta qualità. Nel 2021, la piattaforma è stata acquisita dal fondatore di Twitter, Jack Dorsey, attraverso la sua azienda fintech Block, Inc., con l’intento di esplorare nuovi modelli di pagamento e supporto agli artisti. Oggi Tidal continua a innovare, sperimentando soluzioni come i pagamenti diretti agli artisti ascoltati dagli utenti.

    Pro:

    • Audio Hi-Fi e Master.
    • Compenso più equo per gli artisti.

    Contro:

    • Catalogo meno popolare.
    • Prezzo più alto per l’audio Hi-Fi.

    Prezzo: Da 10,99€/mese a 19,99€/mese.

    Servizi streaming di Videogiochi

    Servizi streaming

    Xbox Game Pass Ultimate

    Xbox Game Pass Ultimate è stato lanciato da Microsoft nel 2019 come evoluzione e unificazione dei suoi principali servizi per il gaming: Xbox Live Gold, Xbox Game Pass per console e Game Pass per PC. Questo abbonamento all-in-one nasce con l’obiettivo di offrire un accesso illimitato a centinaia di giochi di alta qualità, aggiornati regolarmente, includendo titoli Xbox, PC e, successivamente, anche il cloud gaming (inizialmente noto come xCloud). Il servizio ha segnato un cambiamento nel modello di consumo videoludico, avvicinandosi a quello dello streaming on demand. Microsoft ha ulteriormente rafforzato il valore dell’abbonamento includendo al day-one tutti i giochi prodotti dai suoi Xbox Game Studios, oltre a titoli di grandi publisher, grazie ad accordi strategici (come l’acquisizione di Bethesda e, più tardi, Activision Blizzard). Xbox Game Pass Ultimate ha ridefinito le aspettative degli utenti verso i servizi in abbonamento per videogiochi, ponendosi come punto di riferimento nel settore e spingendo anche i concorrenti a ripensare le proprie offerte.

    Pro:

    • Accesso a oltre 100 giochi su console, PC e cloud.
    • Inclusi titoli di lancio Microsoft.

    Contro:

    • Catalogo in rotazione.
    • Richiede buona connessione per il cloud gaming.

    Prezzo: 14,99€/mese.

    Servizi streaming

    PlayStation Plus Extra/Premium

    PlayStation Plus è stato introdotto da Sony nel 2010 come servizio in abbonamento per gli utenti PlayStation 3, offrendo inizialmente vantaggi come giochi gratuiti mensili, sconti esclusivi e salvataggi su cloud. Con l’arrivo di PlayStation 4 nel 2013, l’abbonamento è diventato obbligatorio per accedere al multiplayer online, segnando una svolta nella strategia di Sony. Nel corso degli anni, il servizio si è arricchito con contenuti sempre più vari, fino a una profonda ristrutturazione avvenuta nel 2022, quando è stato unificato con PlayStation Now e suddiviso in tre livelli: Essential, Extra e Premium. Questa nuova formula ha introdotto un vasto catalogo di giochi scaricabili e in streaming, titoli classici delle console precedenti e demo a tempo limitato, trasformando PlayStation Plus in una piattaforma più simile a Xbox Game Pass. Il servizio continua ad evolversi come parte centrale dell’ecosistema PlayStation, puntando su varietà e accessibilità per soddisfare un pubblico ampio e diversificato.

    Pro:

    • Ampio catalogo di giochi PS4 e PS5.
    • Premium include anche il cloud streaming.

    Contro:

    • Meno titoli al lancio rispetto a Xbox.
    • Prezzo variabile in base ai tier.

    Prezzo: Da 8,99€/mese (Essential) a 16,99€/mese (Premium).

    Servizi streaming

    NVIDIA GeForce NOW

    NVIDIA GeForce NOW è il servizio di cloud gaming sviluppato da NVIDIA e lanciato in versione beta nel 2015, per poi uscire ufficialmente nel 2020. Il servizio nasce con l’obiettivo di rendere accessibili i giochi per PC ad alte prestazioni anche su dispositivi meno potenti, sfruttando la potenza dei server NVIDIA. A differenza di altre piattaforme di cloud gaming, GeForce NOW non vende giochi, ma consente agli utenti di eseguire in streaming i titoli che già possiedono su store come Steam, Epic Games Store o Ubisoft Connect. Questo approccio ha attratto numerosi gamer interessati a una soluzione flessibile e compatibile con la propria libreria. Nonostante alcune tensioni iniziali con editori che ritirarono temporaneamente i propri giochi, il servizio ha continuato a crescere, ampliando il catalogo e migliorando la qualità dello streaming, con supporto fino al 4K a 120 fps per gli abbonati al piano premium. Oggi GeForce NOW è considerato uno dei riferimenti nel panorama del cloud gaming, apprezzato per la sua reattività, l’ampia compatibilità e l’integrazione con le librerie digitali esistenti.

    Pro:

    • Utilizza giochi già acquistati (Steam, Epic, ecc.).
    • Prestazioni eccellenti.

    Contro:

    • Non tutti i giochi sono supportati.
    • Versione gratuita con limiti.

    Prezzo: Gratis con code, 9,99€/mese (Priority), 19,99€/mese (Ultimate).

    Amazon Luna

    Amazon Luna è il servizio di cloud gaming lanciato da Amazon nel 2020, inizialmente in accesso anticipato solo negli Stati Uniti. Presentato come risposta diretta a servizi come Google Stadia e NVIDIA GeForce NOW, Luna si basa sull’infrastruttura cloud di Amazon Web Services (AWS) e punta a offrire un’esperienza di gioco fluida in streaming, senza bisogno di hardware potente. Una delle sue caratteristiche distintive è l’organizzazione per “canali” tematici, come il canale Luna+ con una selezione di giochi vari, e quello Ubisoft+, che offre l’accesso all’intero catalogo Ubisoft. Il servizio è integrato con Twitch, la popolare piattaforma di streaming video di proprietà di Amazon, e supporta vari dispositivi, inclusi PC, Mac, Fire TV, smartphone e tablet. Nel corso del tempo, Luna ha ampliato il numero di giochi disponibili e ha reso l’abbonamento più flessibile, includendo anche giochi gratuiti per gli abbonati Amazon Prime. Pur non avendo ancora raggiunto la popolarità di concorrenti più affermati, Luna rappresenta un tassello importante nella strategia di Amazon nel settore del gaming digitale e del cloud.

    Pro:

    • Accesso a giochi via cloud.
    • Integrazione con Twitch.

    Contro:

    • Ancora in fase di espansione.
    • Catalogo limitato.

    Prezzo: Da 4,99€/mese per i canali individuali.

    Netflix Games

    Netflix Games è l’iniziativa con cui Netflix è entrata nel mondo dei videogiochi a partire dal 2021, con l’obiettivo di espandere la propria offerta di intrattenimento oltre film e serie TV. Il servizio è stato lanciato inizialmente su dispositivi mobili Android e iOS, offrendo una selezione di giochi scaricabili senza costi aggiuntivi per gli abbonati alla piattaforma. L’approccio di Netflix punta sulla qualità narrativa e sull’integrazione con i propri contenuti originali, proponendo titoli ispirati a serie di successo come Stranger Things. Per rafforzare la propria presenza nel settore, Netflix ha acquisito diversi studi di sviluppo, tra cui Night School Studio e Next Games, con l’intento di creare esperienze videoludiche uniche e originali. Nel tempo, la libreria si è ampliata con giochi di vari generi, mantenendo un modello privo di pubblicità e microtransazioni. Sebbene ancora in fase di crescita, Netflix Games rappresenta una mossa strategica per fidelizzare gli utenti e diversificare l’offerta in un mercato dello streaming sempre più competitivo.

    Pro:

    • Incluso nell’abbonamento Netflix.
    • Giochi mobile ben curati.

    Contro:

    • Solo per dispositivi mobili.
    • Offerta ancora limitata.

    Prezzo: Incluso in qualsiasi piano Netflix.

    Conclusioni

    Scegliere il servizio di streaming giusto dipende da vari fattori: preferenze personali, dispositivi disponibili, budget e interessi. Gli amanti del cinema possono trovare in Netflix o Disney+ delle soluzioni solide; chi non può vivere senza musica potrebbe preferire Spotify o Tidal; mentre i gamer apprezzeranno la varietà offerta da Xbox Game Pass e GeForce NOW.

    La buona notizia? Molti di questi servizi offrono prove gratuite o piani base con pubblicità, quindi è possibile testarli prima di sottoscrivere un abbonamento a lungo termine.

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  • Ransomware: Cos’è, Come Funziona e Come Difendersi

    Ransomware: Cos’è, Come Funziona e Come Difendersi

    Il ransomware è una delle minacce informatiche più temute degli ultimi anni, capace di colpire chiunque: utenti privati, aziende e persino istituzioni governative. Questo tipo di malware può bloccare l’accesso ai file o addirittura all’intero sistema, chiedendo un riscatto per ripristinarli. In questo articolo analizzeremo nel dettaglio cosa sono i ransomware, come funzionano, in che modo possono infettare un PC e, soprattutto, come difendersi e rimuoverli in caso di attacco.

    Cos’è un ransomware?

    Un ransomware è un tipo di malware progettato per bloccare l’accesso ai file o ai sistemi della vittima, chiedendo un pagamento in criptovaluta per il ripristino. Il termine deriva da “ransom” (riscatto in inglese) e “software”.

    Esistono due principali categorie di ransomware:

    • Locker ransomware: blocca l’intero sistema operativo, impedendo l’uso del computer. Solitamente mostra un messaggio di avviso con la richiesta di riscatto.
    • Crypto ransomware: cifra i file dell’utente con un algoritmo avanzato (AES, RSA, ecc.), rendendoli inutilizzabili finché non viene fornita una chiave di decrittazione.

    Alcuni ransomware cercano di spacciarsi per software legittimi o per comunicazioni ufficiali da parte delle forze dell’ordine, accusando falsamente la vittima di attività illegali per spingerla a pagare.

    Ransomware

    Perché i ransomware sono così pericolosi?

    I ransomware sono una delle minacce più gravi per diverse ragioni:

    • Danno economico: Le vittime possono perdere file importanti, con gravi ripercussioni su aziende e privati. Alcuni attacchi hanno causato danni per miliardi di dollari.
    • Perdita di dati: Se non esistono backup recenti, il ripristino può essere impossibile. Anche pagando il riscatto, non c’è alcuna garanzia di recuperare i file.
    • Diffusione rapida: Alcuni di essi si propagano automaticamente attraverso la rete aziendale, infettando più dispositivi in poco tempo.
    • Evoluzione costante: I cybercriminali li migliorano continuamente, rendendoli più difficili da rilevare e rimuovere.

    Un caso emblematico è stato l’attacco WannaCry del 2017, che ha infettato oltre 200.000 computer in tutto il mondo sfruttando una vulnerabilità di Windows.

    Come un ransomware infetta un PC?

    I ransomware possono entrare nel sistema in diversi modi:

    Phishing e allegati email

    Molti attacchi iniziano con email fraudolente che sembrano provenire da fonti affidabili (banche, corrieri, aziende). Il messaggio invita a scaricare un allegato o cliccare su un link, che avvia l’installazione del malware.

    Download da siti pericolosi

    Scaricare software pirata, crack o file da siti poco affidabili è una delle cause principali di infezione. Alcuni di essi si nascondono in file apparentemente innocui, come documenti Word o PDF.

    Aggiornamenti software falsi

    Alcuni ransomware si mascherano da aggiornamenti per programmi legittimi (Java, Flash Player, Windows Update), inducendo l’utente a installarli manualmente.

    Exploits e vulnerabilità di sistema

    I ransomware possono sfruttare falle di sicurezza nei sistemi operativi o nei software. Se il PC non è aggiornato, diventa un bersaglio facile.

    Dispositivi USB infetti

    Un ransomware può diffondersi anche attraverso chiavette USB o hard disk esterni infetti, infettando il computer non appena il dispositivo viene collegato.

    Come difendersi da un ransomware?

    Adotta buone pratiche di sicurezza

    • Non aprire email sospette: Se un’email proviene da un mittente sconosciuto o contiene richieste insolite, evitala.
    • Verifica gli allegati: Anche se un’email sembra legittima, controlla bene gli allegati prima di scaricarli.
    • Non cliccare su link sospetti: Passa il mouse sopra i link per vedere l’URL effettivo prima di cliccare.

    Mantieni aggiornato il sistema

    • Installa sempre gli aggiornamenti di Windows e dei software principali.
    • Usa un antivirus affidabile con protezione ransomware integrata.

    Esegui backup regolari

    • Fai backup periodici su un disco esterno o su un servizio cloud affidabile.
    • Conserva il backup scollegato dal PC per evitare che venga cifrato in caso di infezione.

    Utilizza un software di sicurezza avanzato

    • Attiva le funzionalità anti-ransomware del tuo antivirus.
    • Usa un firewall per bloccare connessioni sospette.
    Ransomware

    Cosa fare se il PC è stato infettato da un ransomware?

    Se il tuo computer è stato colpito, segui questi passaggi per limitare i danni e provare a recuperare i file.

    Scollega il PC da Internet

    Non appena ti accorgi dell’infezione, disconnettiti da Internet e dalla rete locale per impedire la propagazione ad altri dispositivi.

    Identifica il tipo di ransomware

    Alcuni tipi di questo tipo di virus sono già stati studiati dagli esperti di sicurezza e potrebbero avere strumenti di decrittazione disponibili. Puoi caricare un file cifrato su No More Ransom (https://www.nomoreransom.org/) per verificare se esiste una soluzione gratuita.

    Ransomware

    Prova la rimozione con l’antivirus

    Avvia il PC in modalità provvisoria e usa il tuo antivirus per tentare la rimozione. Alcuni software specifici, come Malwarebytes Anti-Ransomware, possono aiutare.

    Ripristina i file dai backup

    Se hai un backup recente, formatta il PC e ripristina i dati.

    Evita di pagare il riscatto

    Pagare non garantisce il recupero dei file e incentiva i cybercriminali a continuare.

    Conclusione

    I ransomware rappresentano una minaccia seria, ma con le giuste precauzioni è possibile proteggersi. La prevenzione è l’arma più efficace: mantieni aggiornato il sistema, fai backup regolari e sii prudente con email e download. In caso di infezione, agisci tempestivamente per limitare i danni e cercare una soluzione senza cedere al ricatto.

    Hai mai avuto esperienze con i ransomware? Raccontale nei commenti!

  • Alexa Plus: L’AI Avanzata di Amazon

    Alexa Plus: L’AI Avanzata di Amazon

    Amazon ha recentemente annunciato Alexa Plus, una versione avanzata del suo assistente vocale, progettata per offrire un’esperienza più naturale, personalizzata e interattiva grazie all’intelligenza artificiale generativa. Ma cosa cambia rispetto alla versione attuale di Alexa? E come è possibile accedere a questa novità, magari con l’aiuto di una VPN? Scopriamolo insieme!

    Alexa Plus

    Cos’è Alexa Plus e quali sono i vantaggi rispetto alla versione standard?

    Alexa Plus è un upgrade significativo dell’assistente vocale di Amazon, che integra nuove tecnologie di AI generativa per rendere le interazioni più fluide e intelligenti. Rispetto alla versione attuale di Alexa, ecco i principali vantaggi:

    • Risposte più naturali e contestuali: Il nuovo Alexa comprende meglio il contesto delle conversazioni e può fornire risposte più dettagliate senza bisogno di ripetere la domanda.
    • Personalizzazione avanzata: Il sistema impara dalle preferenze dell’utente, offrendo suggerimenti più pertinenti su musica, notizie, promemoria e routine quotidiane.
    • Gestione proattiva delle attività: Può prenotare ristoranti, ordinare taxi, gestire appuntamenti e persino aiutarti a pianificare viaggi grazie all’integrazione con servizi come Uber, OpenTable e Ticketmaster.
    • Notiziario intelligente (“Smart Briefing”): il nuovo servizio sarà in grado di selezionare e riassume le notizie più rilevanti in base ai tuoi interessi.

    Insomma, Amazon sta trasformando Alexa in un vero e proprio assistente personale AI, in grado di adattarsi alle esigenze di ogni utente.

    Quali dispositivi sono compatibili?

    Alexa Plus

    Il nuovo servizio sarà disponibile su tutti i dispositivi della gamma Amazon Echo, tra cui:

    • Echo Dot (con e senza display)
    • Echo Show (a partire dalla 8)
    • Echo Studio
    • Altri dispositivi smart compatibili con Alexa

    Inoltre, sarà possibile accedere alle funzionalità di Alexa Plus tramite la nuova app per smartphone, rendendo il servizio accessibile anche senza un dispositivo Echo.

    Come accedere ad Alexa Plus con una VPN

    Al momento, Alexa Plus è disponibile solo negli Stati Uniti, ma se vuoi provarlo prima del rilascio ufficiale in Italia, puoi utilizzare una VPN come NordVPN per aggirare le restrizioni geografiche. Ecco i passaggi da seguire:

    1. Scarica e installa NordVPN sul tuo smartphone o PC.
    2. Connettiti a un server negli Stati Uniti per ottenere un IP americano.
    3. Accedi all’app Alexa e modifica la regione del tuo account Amazon su “Stati Uniti” (potresti dover creare un nuovo account USA).
    4. Aggiorna l’app Alexa e verifica se l’opzione per Alexa Plus è disponibile.
    5. Iscriviti al servizio: il costo è di $19,99 al mese, ma è gratuito per gli abbonati ad Amazon Prime USA.
    Alexa Plus

    Ti interessa Alexa Plus? Diccelo nei commenti!

    Questo nuovo servizio sembra essere un passo avanti significativo nell’evoluzione degli assistenti vocali. Come hai avuto modo di vedere dai video inseriti nell’ articolo infatti, il tutto risulta molto più conversazionale e fluido, oltre che estremamente efficiente. Sei curioso di provarlo? Pensi che valga il prezzo richiesto? Lascia un commento qui sotto e facci sapere la tua opinione! 🚀

  • Indirizzo IP: perchè nasconderlo e quali tecniche usare?

    Indirizzo IP: perchè nasconderlo e quali tecniche usare?

    Come spesso ho scritto in queste pagine la priorità di tutti dovrebbe essere la nostra privacy. Uno dei modi per ottenerla è senza dubbio nascondere l’indirizzo IP.

    L’indirizzo IP infatti è la nostra carta di identità nella rete, il nostro device è riconosciuto tramite un numero di questo tipo: 192.168.1.1. Ovviamente ogni device ha un suo numero identificativo, altrimenti andrebbero in conflitto tra loro, del resto al giorno d’oggi sono molti gli aggeggi che si connettono alla rete.

    Ma perchè è fondamentale nascondere l’indirizzo ip? quali tecniche esistono? Qual’è la migliore e la più sicura? Leggendo questo articolo potrete saperne molto di più.

    Perchè è importante nascondere l’indirizzo IP?

    indirizzo ip

    Come detto all’inizio nascondere il proprio indirizzo ip è una misura fondamentale per proteggere la propria privacy online. Infatti questo può essere usato per tracciare le nostre abitudini di navigazione. Del resto a nessuno, me compreso, piace l’idea che qualcuno possa farsi gli affari miei mentre navigo in rete. Ma non è il solo motivo questo, gli insersionisti, siti web e alcuni governi possono monitorare la nostra attività, i siti che visititamo, le nostre ricerche e altri dettagli personali. Questo tipo di monitoraggio può risultare invasivo e compromettere la nostra libertà di navigazione.

    Un altro motivo, già affrontato in altri articoli su questo blog, è la geolocalizzazione dei contenuti in streaming, cioè la possibilità di vedere contenuti non presenti nel proprio paese, come ad esempio questo documentario per ora presente solo in paesi anglosassoni. Infatti i più noti servizi di streaming, come Netflix, Prime video etc. offrono cataloghi diversi in base al paese da dove ci si connette. Quindi cambiando il proprio indirizzo ip con quello di un altra nazione sarà possibile vedere contenuti ancora non disponibili nel proprio paese in modo del tutto legale.

    Ultimo ma non certo per importanza, nascondendo l’indirizzo ip, si possono prevenire gli attacchi informatici come ad esempio quelli DDoS (Distributed Denial of Service), che mirano al sovraccarico della rete per renderla inutilizzabile. Questo tipo di attacco è spesso rivolto ai gamer online, ma può colpire anche aziende e professionisti che lavorano da remoto

    indirizzo ip

    Come si può offuscare l’indirizzo IP?

    Renderlo offuscato in pratica vuol dire renderlo invisibile o mascherarlo, ma in che modo è possibile farlo? Ci sono diverse tecniche per riuscire nell’impresa, alcune più complesse mentre altre molto meno ma tutte con l’unico obiettivo di migliorare la nostra privacy online.

    Il modo più semplice per offuscare un indirizzo ip è sicuramente quello di usare una VPN. Come già spiegato in modo più approfondito su questo articolo questo software crea un tunnel criptato dove i dati che vi transitano, sia in entrata che in uscita, sono invisibili all’esterno. Tutto questo è possibile grazie a dei server remoti con degli indirizzi ip propri che andrà a sostituire quello generato dal nostro device.

    Un altra opzione da prendere in considerazione sono i server proxy, che fungono da veri e propri intermediari tra il nostro dispositivo e il sito web al quale stiamo tentando di accedere. La differenza sostanziale tra le due soluzioni è che il server proxy non cripta la connessione come invece fa una VPN.

    Infine la terza tecnica da conoscere è la rete Tor (The Onion Router), essa si distingue dalle altre perchè è una rete di nodi volontari in grado di “rimbalzare” la connessione attraverso più server, rendendo di fatto difficoltosa l’individuazione dell’indirizzo ip originale dell’utente. Quest’ultima tecnica garantisce un alto livello di anonimato, ma può risultare molto più lento per attività come download e streaming.

    IP dedicato: una soluzione in più

    Parlando di indirizzi IP non posso non prendere in considerazione una funzione come quella degli IP dedicati. Come accennato in precedenza infatti le VPN come NordVPN hanno la possibilità di utilizzare più server dislocati per il globo, questo è sicuramente un vantaggio per la nostra privacy.

    C’è un problema però, non sempre questo comporta che in rete vada tutto liscio, ad esempio, i famosi captcha potrebbero ancora richiedere la nostra identità e questo avverrebbè ogni volta che tentiamo l’accesso a quel sito web.

    Un altro punto a sfavore degli indirizzi condivisi è che può finire in una blocklist e quindi che ci venga negata la possibilità di accedere a quel sito o servizio web cosa ovviamente che non può accadere con un IP dedicato.

    In ambito aziendale, specialmente, si possono configurare in modo più semplice liste di indirizzi in modo da evitare ancora di più restrizioni IP non “aggirabili” con un normale IP condiviso.

    Conclusioni

    Sembra chiaro che oggi la nostra privacy sia ancora più importante rispetto al passato. Offuscare il nostro indirizzo IP, come avete capito è molto importante ma se seguite queste pagine non è l’unica accortezza da utilizzare.

    Non c’è ombra di dubbio poi che una VPN, sia la base di partenza per una navigazione sicura e che certe funzioni non possono essere garantite da servizi gratuiti. Inoltre abbiamo visto che altre soluzioni in realtà ci sono ma che hanno un po’ la coperta corta, nel senso che possono si garantire livelli di privacy eccellenti ma con il prezzo da pagare di un esperienza di navigazione quasi mai ottimale.

    Per esigenze particolari, sia in ambito casalingo che in quello aziendale, poi esiste la possibilità di avere un ip dedicato che garantisce oltre che un livello di privacy maggiore anche una maggiore garanzia di essere riconosciuti online anche se protetti.

  • ThreatProtection Pro: cos’è e perchè lo ritengo fondamentale?

    ThreatProtection Pro: cos’è e perchè lo ritengo fondamentale?

    Internet si sa è un posto magnifico ma allo stesso tempo anche pieno di insidie è proprio in questo contesto che si colloca uno strumento come ThreatProtection Pro. Uno strumento integrato in NordVPN in grado di proteggere il nostro computer.

    Cos’è ThreatProtection Pro?

    Come detto poco sopra è uno strumento integrato in NordVPN, ovvero la VPN creata da Nord Security. Questo strumento non necessita di particolari configurazioni, risultando molto facile ed intuitivo anche per chi non è molto pratico con la tecnologia.

    Threat Protection pro

    Con Threat Protection Pro si avrà una protezione completa contro malware, annunci e tracker. Questi ultimi in particolare sono molto utili da bloccare se la vostra preoccupazione principale è la privacy. Ma non è finita qui perchè oltre a proteggere la vostra privacy, questo strumento controllerà i download che effettuerete dal browser per rilevarne di pericolosi e monitora anche le app installate sul pc per individuare in esse vulnerabilità. Come avete capito insomma un ottimo strumento per quanto riguarda la protezione online.

    Perchè scegliere ThreatProtection Pro?

    Vi starete chiedendo perchè scegliere proprio questo strumento e non un altro, cosa rende questo strumento migliore? Il primo punto a favore, a mio avviso, è che fa parte di una soluzione più ampia che comprende anche una vpn quindi il vostro diritto alla privacy è ben al sicuro, già questo dovrebbe essere un ottimo motivo.

    La seconda ottima motivazione è l’affidabilità di questa soluzione come dimostrato da test condotti da av-comparatives e che potete consultare voi stessi qui dimostrandosi molto affidabile nei rilevamenti anche di falsi positivi

    “I finti siti di shopping sono un problema crescente per gli acquirenti di tutto il mondo. Hanno
    l’aspetto di vere piattaforme di e-commerce e spesso utilizzano design professionali, false
    recensioni di clienti e sconti allettanti per ingannare gli utenti. Questi siti incassano i pagamenti
    effettuati da clienti ignari e scompaiono nel nulla senza consegnare la merce acquistata. Ci
    impegniamo al massimo per proteggere i nostri clienti dalle gravi conseguenze causate da
    questo genere di truffa online”

    afferma Domininkas Virbickas, responsabile dello sviluppo di
    Threat Protection.

    In uno scenario dove le truffe online ed i siti fraudolenti, compresi quelli di ecommerce, aumentano ogni giorno, un alleato del genere non può che essere un ottima notizia.

    Come identificare un sito di shopping fasullo?

    Ben vengano strumenti in grado di proteggerci e di darci un po’ di sicurezza in più, ma una maggior consapevolezza di certo non guasta. Di seguito infatti vi elenco alcuni trucchi per riconoscere un sito di ecommerce valido da uno fasullo:

    • Sconti troppo belli per essere veri: Avete appena notato la vostra scheda grafica preferita ad un super prezzo? Bene, ma siete proprio sicuri che sia un buon affare? il consiglio che vi posso dare in questo caso è di essere sempre scettici.
    • Qualità del sito web: Anche il sito deve essere ben curato non sono nell’aspetto ma anche nei contenuti specialmente per quanto riguarda la grammatica, se ci sono errori grossolani meglio diffidare.
    • Fai attenzione ai nomi dei domini: Presta particolare attenzione al nome di dominio scritti male o che sembrano sospetti. Inoltre verifica che il sito ha una connessione sicura, individuabile con “https://” e dal simbolo del lucchetto e che il certificato sia stato emesso da un autorità di certificazione affidabile, per facilitarti il compito puoi usare Link Checker.
    • Cerca le informazioni di contatto: I siti web leggittimi forniscono informazioni dettagliate sui propri contatti, tra cui un indirizzo fisico, un numero di telefono e un indirizzo email. Questi dati si trovano nell’ header o nell’ footer o nella pagina “contatti” del sito ufficiale.
    • Esamina l’informativa sulla privacy: Assicurati che il sito web abbia una chiara informativa sulla privacy e termini e condizioni accessibili per resi, rimborsi e spedizioni.
    • Evita metodi di pagamento insoliti: evita siti che insistono su bonifici, criptovalute e carte regalo come metodi principali di pagamento. Questo genere di pagamento sono i preferiti dai truffatori perchè più difficili da rintracciare.
    • Fai una ricerca sul venditore: Fai una rapida ricerca sul venditore, inserendo anche parole chiave come “recensioni” o “truffa” in questo modo puoi farti un idea sulla reputazione ed ovviamente se il numero di recensioni negative è altro meglio starne alla larga.
  • Pc: come capisco se è infetto?

    Pc: come capisco se è infetto?

    Nell’uso quotidiano che facciamo dei nostri computer può capitare di essere infettati. In un altro articolo abbiamo visto quali precauzioni adottare ma come si fa a capire se il pc è infetto?

    UNA TARTARUGA É PIÙ VELOCE

    Un pc può avere un rallentamento improvviso per molte ragioni, la presenza di un virus può essere una di queste, nonché la più frequente. Se un virus o un malware fosse in esecuzione occuperebbe risorse del pc rallentandolo appunto.

    Il rallentamento del pc di solito avviene all’avvio dello stesso ma può anche verificarsi dopo pochi minuti, condizionando la velocità di apertura dei programmi.

    ODDIO! SI É BLOCCATO TUTTO

    Altro segnale evidente è il blocco totale del pc, in questo caso diventa inutilizzabile e frequente spunta la schermata BSOD (la temutissima schermata blu). In questo caso non sarà più possibile usare il computer fino a quando non puliremo lo stesso dall’infezione rimuovendola. Discorso diverso invece per i ransomware capaci di bloccare il pc senza mandarlo in crash.

    In questo caso verrà mostrata una semplice schermata a tutto schermo (non disattivabile) con minacce relative alla perdita di dati personali su disco. Cosa fare in questo caso? Agire il prima possibile prima che il malware riesca a cifrare i dati nell’hard disk e li renda perduti per sempre.

    IL DISCO É IMPAZZITO

    Anche in questo caso, non è detto che la causa sia per forza un malware. Sicuramente però se il disco non è occupato da qualche programma e lo vedete al 100% qualche dubbio vi dovrebbe venire.

    In questo caso ci viene in aiuto per la diagnosi il task manager (gestione attività) di Windows. Richiamabile con il tasto destro sulla barra degli strumenti o con la scorciatoia da tastiera crtl+maiusc+esc.

    Aperto il task manager e andando nel tab “disco” si vedranno in alto i processi che lo stanno impegnando di più. Ora se il processo è uno di Windows, ad esempio, quello degli aggiornamenti (Windows Update), non c’è nessun pericolo.

    Se invece il processo in questione non è noto o non è mai comparso prima conviene indagare e verificare che non sia un malware.

    pc

    EPPURE IO L’AVEVO ATTIVATO

    Questo è uno dei sintomi più gravi. Sto parlando della disattivazione improvvisa dell’antivirus. Questo avviene specialmente quando il programma scelto non è in grado di offrire una protezione adeguata e principalmente si verifica con software gratuiti.

    La disattivazione non richiesta è da sempre il sintomo più evidente di infezione. Infatti questa operazione generalmente è eseguita da un trojan (cavallo di troia) specializzati proprio per la disattivazione dell’antivirus in modo tale da aprire le porte ad un eventuale hacker.

    In questo caso la cosa che conviene fare è una pulizia con un programma specifico per questo tipo di infezioni partendo però dalla modalità provvisoria (di solito spingendo ripetutamente F8 all’avvio del pc).

    Per evitare questo fastidioso inconveniente vi potete affidare ad un antivirus a pagamento che però aggiorna spesso il proprio software. Infatti il problema principale in questo caso e dove il trojan fa leva sono gli aggiornamenti tardivi.

    FINO A IERI IL MIO PC FUNZIONAVA BENE

    Se un programma improvvisamente smette di funzionare o rimanda continui messaggi di errore molto probabilmente è un virus la causa. i primi programmi bersaglio sono i browser web (Edge, Chrome, Firefox etc.). I browser sono per molti malware infatti la principale porta d’ingresso.

    Questi malfunzionamenti in correlazione ad altri sintomi già visti in precedenza non lasciano spazio a dubbi e quindi sarebbe meglio intervenire il prima possibile.

    CONNESSIONE DA LUMACA SUL PC

    Avete provveduto a chiamare il vostro ISP e messo la fibra a casa ma nonostante questo la connessione è lenta. I virus più recenti scambiano continuamente dati con il suo “creatore” in particolare quelli creati per spiare e rubare dati agli utenti (spyware e keylogger) ciò significa che una parte di traffico in download (scaricamento) e upload (caricamento) sarà impegnata dal virus.

    In questo caso si tratta di un sintomo troppo generico infatti le cause di connessione lenta possono essere molteplici ma in ogni caso non è da escludere a priori la possibilità di essere stati infettati.

    MA GIÀ É SCARICO IL MIO PC?

    I notebook (pc portatili) non sono certo progettati per far durare la batteria mesi ma neanche qualche minuto. Insomma se il vostro portatile ha una batteria che dura pochissimo potrebbe trattarsi di un malware.

    Questo segnale diventa ancora più evidente quando ad esserne colpiti è un notebook molto performante, ad esempio, uno di quelli per il gaming. Questo perché un virus consuma risorse, e quindi energia, in termini di CPU e RAM.

    Questo almeno nei notebook è un segnale molto rilevante ma in ogni caso prima di allarmarsi è il caso di verificare se ci siano altri sintomi tra quelli già descritti prima di sospettare che si tratti di un malware nascosto.

    pc

    PUBBLICITÀ TROPPO INVADENTE

    Accendi il computer e dopo che sei pronto a lavorare o passare delle ore felici a navigare il mare di internet ti ritrovi finestre aperte su tutto il desktop. Anche questo è una possibile infezione.

    Questi pop-up pubblicitari compaiono di solito quando si è stati infettati da un adware o da un rouge software, pensati appositamente per ingannare gli utenti e spingerli a comprare qualcosa di cui poi non hanno davvero bisogno oltre a veicolare immagini pubblicitarie invasive.

    Rientrano in questa categoria i falsi antivirus, programmi che si installano forzatamente sul computer, spesso da programmi gratis ma di dubbia provenienza, e sono in grado di trovare sempre una minaccia.

    Peccato che la minaccia in questione è solo una finta minaccia e che in realtà rimanda a schermo una pubblicità per un software di pulizia a pagamento che non vi serve a nulla.

    La buona notizia è che questo tipo di minaccia sta quasi scomparendo e anche se foste stati infettati da questo genere di virus è piuttosto semplice per l’antivirus trovarlo e debellarlo.

    CONCLUSIONI

    Come abbiamo visto il pc può essere infettato in molti modi e riconoscere i “sintomi” diventa fondamentale per trovare la cura. Il primo passo è dare un occhio ad uno strumento molto semplice ma molto importante come il task manager, già da quello potremmo avere un valido aiuto. Un altro consiglio è affidarsi ad un buon antivirus e che si aggiorni regolarmente per non rimanere scoperti a lungo soprattutto con le cosiddette infezioni “zero day”. Altra alternativa valida è affidarsi ad una soluzione composta da antivirus e VPN, ad esempio quella di Nord Security (NordVPN) usa uno strumento chiamato Threat Protection che si occupa di scansionare ogni programma o file alla ricerca di malware noti rendendo il tuo pc molto più sicuro. Come mi piace sempre ricordare la prima arma di difesa per i nostri dispositivi e quindi dei nostri dati siamo noi utenti, informandoci e usando la testa e quindi facendo prevenzione. Altra cosa importante ma che spesso viene trascurata sono gli aggiornamenti, sia quelli di sistema che dei programmi all’interno del computer.