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  • Calcio in streaming: guardare le partite ovunque con le VPN

    Calcio in streaming: guardare le partite ovunque con le VPN

    Il calcio è molto più di uno sport: è una passione universale che unisce milioni di persone in tutto il mondo. Tuttavia, per i fan che vogliono seguire ogni partita della propria squadra del cuore, il calcio in streaming può diventare una sfida. Tra restrizioni geografiche, abbonamenti costosi e contenuti non disponibili in alcune regioni, trovare una soluzione accessibile e affidabile può essere complicato. Qui entra in gioco l’uso delle VPN, uno strumento sempre più popolare per accedere ai contenuti in streaming, senza limiti geografici.

    In questo articolo, esploreremo come una VPN può migliorare la tua esperienza di visione del calcio in streaming, analizzando vantaggi, funzionamento e le migliori opzioni sul mercato.

    Perché il Calcio in Streaming È così Popolare?

    Calcio

    Il panorama del calcio è in continua evoluzione e, negli ultimi anni, il modo in cui i tifosi accedono alle partite è cambiato radicalmente. Se una volta la televisione tradizionale era l’unico mezzo per guardare il calcio, oggi piattaforme di streaming come DAZN, ESPN+, Sky Go e Amazon Prime Video dominano il mercato.

    Questi servizi offrono grande flessibilità: puoi guardare le partite su diversi dispositivi (smartphone, tablet, laptop e smart TV), in qualsiasi luogo tu sia. Tuttavia, esistono diversi problemi che limitano l’esperienza degli utenti:

    1. Restrizioni geografiche: Molti servizi di streaming sono limitati a specifiche regioni. Ad esempio, un abbonato a Sky Go in Italia non può accedere al servizio se si trova in un paese dove Sky non è disponibile.


    2. Abbonamenti separati: Spesso i diritti di trasmissione sono distribuiti tra più piattaforme, costringendo gli utenti a sottoscrivere diversi abbonamenti per seguire tutte le competizioni.


    3. Costi elevati: I pacchetti di streaming per lo sport possono essere costosi, soprattutto se abbinati ad altri servizi.


    Come Funziona una VPN per lo Streaming del Calcio?

    Calcio





    Una VPN (Virtual Private Network) è uno strumento che permette di navigare su Internet in modo sicuro e anonimo. Ma come funziona esattamente nel contesto dello streaming?

    1. Modifica la tua posizione virtuale

    Le VPN ti consentono di connetterti a server situati in diverse parti del mondo. Questo significa che, anche se ti trovi in Italia, puoi “fingere” di essere in un altro paese, come gli Stati Uniti o il Regno Unito. In questo modo, puoi accedere a contenuti che sarebbero altrimenti bloccati nella tua regione.

    2. Supera le restrizioni geografiche

    Le piattaforme di streaming utilizzano il tuo indirizzo IP per determinare la tua posizione. Una VPN maschera il tuo indirizzo IP reale e lo sostituisce con quello del server a cui ti connetti, permettendoti di superare blocchi geografici.

    3. Protegge la tua connessione

    Le VPN crittografano i dati che invii e ricevi, proteggendo la tua privacy e riducendo il rischio di attacchi informatici. Questo è particolarmente utile se utilizzi reti Wi-Fi pubbliche per lo streaming.

    Vantaggi di Usare una VPN per il Calcio in Streaming

    Calcio


    1. Accesso Globale

    Con una VPN, puoi guardare qualsiasi partita di calcio, ovunque tu sia. Ad esempio:

    Serie A, Champions League o La Liga: Accedi ai servizi italiani come DAZN anche se sei all’estero.

    Campionati esteri: Sintonizzati su piattaforme internazionali come NBC Sports per la Premier League o ESPN+ per la MLS.




    2. Risparmio Economico

    Molte piattaforme di streaming offrono prezzi diversi a seconda del paese. Usare una VPN per connetterti a un server in una regione con abbonamenti più economici può aiutarti a risparmiare.

    3. Maggiore Privacy e Sicurezza

    Le VPN proteggono i tuoi dati personali e la tua identità online. Questo è fondamentale per chi vuole evitare tracciamenti o rischi legati alla pirateria.

    4. Eliminazione del Throttling della Connessione

    Alcuni provider di servizi Internet (ISP) riducono la velocità di connessione durante lo streaming. Una VPN nasconde la tua attività, impedendo al tuo ISP di limitare la tua velocità.

    Le Migliori VPN per il Calcio in Streaming

    Calcio


    Non tutte le VPN sono uguali. Alcune sono più adatte per lo streaming grazie a server veloci, larghezza di banda illimitata e compatibilità con le piattaforme di streaming più popolari. Ecco alcune delle migliori opzioni:

    1. ExpressVPN

    Pro: Velocità eccezionale, server in oltre 90 paesi, perfetto per lo streaming HD.

    Contro: Costo leggermente superiore alla media.

    Ideale per: Chi cerca una connessione affidabile per piattaforme come DAZN, Sky Go e ESPN+.


    2. NordVPN

    Pro: Ottima sicurezza, funzione SmartPlay per bypassare restrizioni geografiche.

    Contro: Interfaccia inizialmente complessa per i principianti.

    Ideale per: Guardare calcio su servizi globali con una connessione stabile.


    3. Surfshark

    Pro: Prezzo competitivo, connessioni simultanee illimitate.

    Contro: Velocità leggermente inferiore rispetto ad altre VPN premium.

    Ideale per: Famiglie o gruppi di amici che vogliono condividere un abbonamento.


    4. CyberGhost

    Pro: Interfaccia user-friendly, server ottimizzati per lo streaming.

    Contro: Meno server rispetto a concorrenti come NordVPN.

    Ideale per: Principianti che desiderano accedere rapidamente ai contenuti bloccati.

    Guida Pratica: Guardare il Calcio in Streaming con una VPN

    Ecco come iniziare a usare una VPN per lo streaming di calcio:

    1. Scegli una VPN affidabile: Scarica e installa il software sul tuo dispositivo preferito.


    2. Connettiti a un server: Scegli un server situato nel paese in cui il contenuto desiderato è disponibile.

    Esempio: Vuoi accedere a DAZN Italia? Connettiti a un server italiano.



    3. Accedi al servizio di streaming: Una volta connesso, apri la piattaforma di streaming e goditi la partita!


    4. Ottimizza la connessione: Assicurati di avere una connessione Internet stabile per evitare buffering.

    È Legale Usare una VPN per lo Streaming?

    L’uso di una VPN è legale nella maggior parte dei paesi, ma alcune piattaforme di streaming potrebbero vietare l’accesso tramite VPN nei loro termini di servizio. Tuttavia, nella pratica, le VPN sono uno strumento legittimo e ampiamente utilizzato per proteggere la privacy online

    Conclusione

    Grazie alle VPN, guardare il calcio in streaming ovunque è diventato più semplice che mai. Con la possibilità di accedere a contenuti globali, risparmiare denaro e proteggere la tua privacy, una VPN è un investimento essenziale per qualsiasi tifoso.

    Che tu stia seguendo il tuo club preferito in Serie A o esplorando nuove competizioni internazionali, una VPN ti offre la libertà di goderti ogni partita senza limiti. Non aspettare: scegli la VPN più adatta alle tue esigenze e tuffati nel mondo del calcio senza confini!




  • Indirizzo IP: perchè nasconderlo e quali tecniche usare?

    Indirizzo IP: perchè nasconderlo e quali tecniche usare?

    Come spesso ho scritto in queste pagine la priorità di tutti dovrebbe essere la nostra privacy. Uno dei modi per ottenerla è senza dubbio nascondere l’indirizzo IP.

    L’indirizzo IP infatti è la nostra carta di identità nella rete, il nostro device è riconosciuto tramite un numero di questo tipo: 192.168.1.1. Ovviamente ogni device ha un suo numero identificativo, altrimenti andrebbero in conflitto tra loro, del resto al giorno d’oggi sono molti gli aggeggi che si connettono alla rete.

    Ma perchè è fondamentale nascondere l’indirizzo ip? quali tecniche esistono? Qual’è la migliore e la più sicura? Leggendo questo articolo potrete saperne molto di più.

    Perchè è importante nascondere l’indirizzo IP?

    indirizzo ip

    Come detto all’inizio nascondere il proprio indirizzo ip è una misura fondamentale per proteggere la propria privacy online. Infatti questo può essere usato per tracciare le nostre abitudini di navigazione. Del resto a nessuno, me compreso, piace l’idea che qualcuno possa farsi gli affari miei mentre navigo in rete. Ma non è il solo motivo questo, gli insersionisti, siti web e alcuni governi possono monitorare la nostra attività, i siti che visititamo, le nostre ricerche e altri dettagli personali. Questo tipo di monitoraggio può risultare invasivo e compromettere la nostra libertà di navigazione.

    Un altro motivo, già affrontato in altri articoli su questo blog, è la geolocalizzazione dei contenuti in streaming, cioè la possibilità di vedere contenuti non presenti nel proprio paese, come ad esempio questo documentario per ora presente solo in paesi anglosassoni. Infatti i più noti servizi di streaming, come Netflix, Prime video etc. offrono cataloghi diversi in base al paese da dove ci si connette. Quindi cambiando il proprio indirizzo ip con quello di un altra nazione sarà possibile vedere contenuti ancora non disponibili nel proprio paese in modo del tutto legale.

    Ultimo ma non certo per importanza, nascondendo l’indirizzo ip, si possono prevenire gli attacchi informatici come ad esempio quelli DDoS (Distributed Denial of Service), che mirano al sovraccarico della rete per renderla inutilizzabile. Questo tipo di attacco è spesso rivolto ai gamer online, ma può colpire anche aziende e professionisti che lavorano da remoto

    indirizzo ip

    Come si può offuscare l’indirizzo IP?

    Renderlo offuscato in pratica vuol dire renderlo invisibile o mascherarlo, ma in che modo è possibile farlo? Ci sono diverse tecniche per riuscire nell’impresa, alcune più complesse mentre altre molto meno ma tutte con l’unico obiettivo di migliorare la nostra privacy online.

    Il modo più semplice per offuscare un indirizzo ip è sicuramente quello di usare una VPN. Come già spiegato in modo più approfondito su questo articolo questo software crea un tunnel criptato dove i dati che vi transitano, sia in entrata che in uscita, sono invisibili all’esterno. Tutto questo è possibile grazie a dei server remoti con degli indirizzi ip propri che andrà a sostituire quello generato dal nostro device.

    Un altra opzione da prendere in considerazione sono i server proxy, che fungono da veri e propri intermediari tra il nostro dispositivo e il sito web al quale stiamo tentando di accedere. La differenza sostanziale tra le due soluzioni è che il server proxy non cripta la connessione come invece fa una VPN.

    Infine la terza tecnica da conoscere è la rete Tor (The Onion Router), essa si distingue dalle altre perchè è una rete di nodi volontari in grado di “rimbalzare” la connessione attraverso più server, rendendo di fatto difficoltosa l’individuazione dell’indirizzo ip originale dell’utente. Quest’ultima tecnica garantisce un alto livello di anonimato, ma può risultare molto più lento per attività come download e streaming.

    IP dedicato: una soluzione in più

    Parlando di indirizzi IP non posso non prendere in considerazione una funzione come quella degli IP dedicati. Come accennato in precedenza infatti le VPN come NordVPN hanno la possibilità di utilizzare più server dislocati per il globo, questo è sicuramente un vantaggio per la nostra privacy.

    C’è un problema però, non sempre questo comporta che in rete vada tutto liscio, ad esempio, i famosi captcha potrebbero ancora richiedere la nostra identità e questo avverrebbè ogni volta che tentiamo l’accesso a quel sito web.

    Un altro punto a sfavore degli indirizzi condivisi è che può finire in una blocklist e quindi che ci venga negata la possibilità di accedere a quel sito o servizio web cosa ovviamente che non può accadere con un IP dedicato.

    In ambito aziendale, specialmente, si possono configurare in modo più semplice liste di indirizzi in modo da evitare ancora di più restrizioni IP non “aggirabili” con un normale IP condiviso.

    Conclusioni

    Sembra chiaro che oggi la nostra privacy sia ancora più importante rispetto al passato. Offuscare il nostro indirizzo IP, come avete capito è molto importante ma se seguite queste pagine non è l’unica accortezza da utilizzare.

    Non c’è ombra di dubbio poi che una VPN, sia la base di partenza per una navigazione sicura e che certe funzioni non possono essere garantite da servizi gratuiti. Inoltre abbiamo visto che altre soluzioni in realtà ci sono ma che hanno un po’ la coperta corta, nel senso che possono si garantire livelli di privacy eccellenti ma con il prezzo da pagare di un esperienza di navigazione quasi mai ottimale.

    Per esigenze particolari, sia in ambito casalingo che in quello aziendale, poi esiste la possibilità di avere un ip dedicato che garantisce oltre che un livello di privacy maggiore anche una maggiore garanzia di essere riconosciuti online anche se protetti.

  • Teamviewer: Cos’è e come funziona?

    Teamviewer: Cos’è e come funziona?

    In questo articolo vi voglio parlare di un software ( o programma) che vi potrebbe tornare molto utile, teamviewer. Infatti, sia che siate dei neofiti del pc o grandi esperti questo programma a mio avviso non può assolutamente mancare tra quelli installati.

    Questo programma consente di accedere al pc da remoto, ma tranquilli non è nulla di allarmante o pericoloso. Può sempre capitare però di aver bisogno o di dover dare una mano nella risoluzione di un problema. Spesso non si ha voglia o non si riesce a trovare una soluzione.

    Ed è proprio qui che entra in gioco teamviewer (più avanti analizzerò anche le alternative), programma che consente l’accesso al proprio pc da remoto, ed ora capiremo come funziona.

    Come funziona teamviewer su pc?

    Il primo passo da fare è ovviamente quello di scaricarlo da qui ed avviare l’nstallazione. Prima di avviare il programma ti sarà chiesto se vuoi installare il programma o accedere al pc da controllare in modo immediato. Quest’ultima opzione risulta molto utile in caso di assistenza immediata. Se invece lo scopo è quello di tenerlo sul pc per usarlo in maniera più assidua è meglio la vecchia e classica installazione.

    Teamviewer
    Tutte le piattaforme supportate

    Alla fine dell’installazione poi ti sarà data l’opportunità di scegliere tra tre opzioni installa con le impostazioni predefinite, installa e configura l’accesso non presidiato a questo dispositivo o avviare soltanto.

    Le possibilità che offre il software

    Nel caso si scegliesse l’accesso non presidiato il software consente di configurare una password statica in modo da non avere sempre bisogno di attendere l’autorizzazione da parte dell’altro computer. La creazione della password statica si può fare anche in un secondo momento dalle impostazioni del programma. Una volta terminata l’installazione sarete pronti per iniziare con la possibilità di passare al piano pro a pagamento.

    Teamviewer

    Se dalla schermata principale cliccate sul tasto “upgrade” infatti verrete reinderizzati ad una pagina web dove è possibile passare ad uno dei due piani a pagamento, questi piani consentono di gestire da remoto più pc, utile se si ha necessità di gestire, ad esempio, una rete di pc aziendali o se si lavora in piccoli team.

    Teamviewer
    Schermata principale di teaamviewer

    Dopo aver finito l’installazione vi apparirà la schermata principale del programma, da qui oltre che passare ai piani a pagamento, potete completare alcune attività, come evidenziato dalla parte sinistra della schermata.

    Sulla parte destra è infatti possibile connetterci con il computer da aiutare, ovviamente anche lui dovrà avere installato il software. Tutto quello che dovrai fare è immettere l’ID partner del computer che vuoi controllare, da ora in avanti il desktop sarà sotto il tuo controllo.

    Le alternative non mancano

    Teamviewer non è l’unico software di questo tipo, ci sono altri nomi noti che hanno anche la stessa funzione, ma non sono così specializzati. Per esempio Team di Microsoft o Meet di Google consentono anche loro l’accesso remoto ma sono anche degli eccellenti software per videoconferenze. Così come il noto Zoom, che in tempo di pandemia ha fatto la sua fortuna con la didattica a distanza. Tra le alternative si possono citare splashtop e chrome remote desktop, che poi non è altro che un estensione per il noto browser di Google, ma anche qui la qualità offerta a mio avviso non è al livello di teamviewer.

    Le alternative quindi, è vero, non mancano ma la qualità è molto bassa per poter compertere. Se la vostra necessità è affidarsi ad un programma solido e con una storia alle spalle vi consiglio di puntare su teamviewer che oltre ad avere anni di esperienza alle spalle, ha un ottima app per disposotivi mobile.

    Quest’ultima rappresenta una comoda soluzione se si ha l’esigenza di controllare il proprio pc a distanza, magari perchè si vuole vedere ad esempio quanto manca alla fine di un aggiornamento software oppure si sta scaricando un file molto grosso e lo si vuole monitorare mentre si sta facendo altro.

    Come avete capito sono rimasto molto soddisfatto di questo software e ve lo consiglio caldamente per tutti gli usi e scenari che vi ho illustrato qui sopra.

  • Machine learning: cos’è e come funziona?

    Machine learning: cos’è e come funziona?

    Ho parlato spesso in questo blog di intelligenza artificiale come potete vedere qui. In questo articolo parleremo invece di un ramo specifico, ovvero del machine learning. Vi ho fatto scoprire come funziona un assistente virtuale, parlato di una soluzione come Quillbot. Ma anche affrontato il tema Neuralink di Elon Musk.

    La tecnologia in questo campo ha fatto passi da gigante, rendendo i dispositivi sempre più intelligenti ma come è stato possibile tutto questo?

    machine learning

    Quali sono le applicazioni del machine learning?

    Il machine learning (o apprendimento automatico) altro non è che uno strumento sviluppato per far analizzare dati analitici da macchine altrimenti incapaci . Esso si divide in tre categorie:

    • Apprendimento supervisionato: Un sistema informatico è istruito utilizzando una base di dati costituita da modelli ed esempi decodificati e già arricchiti di informazioni “di contorno” con il compito di aiutare il sistema a catalogare e classificare gli esempi. Con questo metodo gli algoritmi di ML possono analizzare i dati e risolvere problemi in maniera più veloce e autonomo basandosi sulle esperienze precedenti. Questo metodo di apprendimento è utilizzata nel settore medico, identificazione vocale o identificazione della scrittura manuale.
    • Apprendimento senza supervisione: Nel sistema informatico vengono inseriti una serie di imput ed esempi non classificati nè decodificati. Questo compito spetta al sistema stesso, che li organizza in base ad aspetti e caratteristiche comuni per cercare di effettuare previsioni sugli imput successivi. Le classi di dati non sono conosciute a priori, ma sono costruite in una fase successiva e apprese dagli algoritmi di machine learning. Tecniche usate dai motori di ricerca, che partendo da una o più parola chiave, creano liste di risultati (le SERP) ritenute attinenti alla ricerca effettuata.
    • Apprendimento per rinforzo: Una tecnica che si basa principalmente sulla posizione, aiutata da vari sensori come il GPS e quelli di prossimità. Un esempio di questa tecnica la troviamo nelle auto a guida autonoma, con il controllo della velocità o ancora nel rilevamento di ostacoli nel percorso.
    Machine learning

    Un altra applicazione del machine learning è nel settore pubblicitario. Infatti gli algoritmi in questo caso studiano e imparano i nostri gusti fornendoci le pubblicità in modo mirato, se la cosa vi spaventa potete dotarvi di una VPN.

    Differenze tra machine learning e deep learning

    Come abbiamo appena visto ci sono tre sotto categorie nel machine learning, ma l’argomento intelligenza artificiale è molto complesso e spesso è tutto un sistema di categorie e sotto categorie, questo è proprio il caso del deep learning, che altro non è che un sotto insieme del machine learning.

    Il deep learning infatti si occupa di quel ramo non coperto proprio dal machine learning, come abbiamo visto quest’ultimo ha bisogno di analizzare dati strutturati per funzionare al meglio.

    Il deep learning non ha bisogno di analizzare dati strutturati ma è capaci di analizzare dati astratti come per esempio la classificazione delle immagini e l’elaborazione del linguaggio naturale, in cui è necessario identificare le relazioni complesse tra gli oggetti di dati. Ad esempio una soluzione di deep learning può analizzare le menzioni sui social media per determinare il sentimento degli utenti. Anche qui come non menzionare Elon Musk ed il suo progetto Neuralink che si basa proprio sulle tecniche di deep learning (in questo caso reti neurali).

    Machine learning

    L’uso quotidiano

    Nella quotidianità oltre agli esempi visti in precedenza, possiamo trovare il machine learning in molti settori.

    In particolare possiamo averlo sempre nelle nostre tasche, si esatto, sto proprio parlando del nostro smartphone. Il machine learning infatti è impiegato in molte funzioni dei nostri device come nel caso della batteria adattiva che impara il nostro modo di usare il telefono e quindi regola il livello di carica di conseguenza.

    Anche le fotocamere dei nostri device fanno uso del machine learning per apprendere le nostre preferenze e suggerirci le modalità migliori per uno scatto al top.

    Insomma come abbiamo avuto modo di vedere in questo articolo che voleva essere solo una piccola panoramica sul machine learning, questa piccola branca dell’intelligenza artificiale è ben presente nel nostro presente e sicuramente lo sarà molto di più nel nostro futuro.

  • File hosting: la soluzione per inviare file di grandi dimensioni

    File hosting: la soluzione per inviare file di grandi dimensioni

    Hai la necessità di inviare un file di grandi dimensioni ma non sai come fare? Nessun problema, in questo articolo ti farò conoscere i principali servizi di file hosting che puoi utilizzare. Pronto? allora partiamo!

    Cos’è il file hosting?

    Il file hosting è una pratica che ormai con l’avvento sempre più massiccio della banda larga sta spopolando. Si tratta infatti di archiviare i propri file in appositi servizi cloud per poi essere pronti alla condivisione. Il file in questione viene caricato sul servizio di proprio gradimento che rilascerà un link o altro mezzo per essere poi condiviso con le altre persone. Sono servizi in grado di soddisfare sia le esigenze personali che quelle professionali e possono essere utilizzati sia gratuitamente che a pagamento, in base alle esigenze.

    Il punto forte di questi servizi è sicuramente la loro accessibilità e portabilità senza i limiti imposti dagli trumenti di archiviazione fisici, come hard disk o ssd, rendendo più facile la condivisione ed in ambito lavorativo anche la collaborazione.

    Il funzionamento è abbastanza semplice, in pratica i file che l’utente decide di caricare (upload) sul servizio cloud saranno sempre accessibili e da qualsiasi dispositivo. Per caricare i file basterà seguire le semplici istruzioni a schermo. A fare la differenza sono quindi le scelte di ogni utente in base alle proprie esigenze in termini di spazio di archiviazione, facilità di condivisione e prezzo proposto nel caso si voglia sottoscrivere un abbonamento.

    Dropbox

    Lo potremmo definire il capostipite tra i servizi di file hosting. Il suo funzionamento infatti è stato un modello per gli altri servizi che vedremo tra poco. Dropbox non è altro che uno spazio di archiviazione cloud, dove sarà possibile trasferire i propri file e collaborare con più persone attraverso la condivisione di link. Ovviamente si può accedere al servizio direttamente dal sito web o scaricando i client per pc.

    WeTransfer

    Un ottimo servizio per condividere file sia via mail che attraverso altri canali è WeTransfer, servizio molto semplice e intuitivo che consente di inviare file fino a 2 GB nella sua versione gratuita.

    file hosting

    Mentre per quanto riguarda le soluzioni a pagamento le soluzioni sono due una pro ed una premium. Qui sotto potete vedere le schermate con i relativi prezzi:

    WeTranfer Pro
    file hosting
    WeTranfer Premium

    Per quanto riguarda la versione gratuita come ti ho detto c’è il limite dei 2 GB ma anche quello della scadenza del link che non può essere modificato dai 7 giorni standard.

    Qui sopra la schermata principale pronta ad accogliere i vostri file

    Una volta caricato il file e scelto se inviare direttamente il link per mail o creare il link per condividerlo, ad esempio, con un servizio di messaggistica istantanea il gioco è fatto.

    Il destinatario del file, non deve fare altro che aprire il link e scaricare il file su pc o nel caso di dispositivi mobile scaricare l’apposita app dagli store Apple o Android.

    Google Drive

    Tra i servizi di file hosting non poteva di certo mancare uno proposto da Big G (per gli amici Google) che offre uno spazio cloud dedicato, chiamato Google Drive. Questo servizio si integra perfettamente con gli altri offerti da Google ed in particolare con Gmail.

    Ma non finisce qui perchè oltre a poter caricare i propri file questo servizio offre la possibilità di crearne di nuovi attraverso una suite di applicazioni web riprendendo le classiche applicazioni che siamo soliti usare sul nostro desktop. Partendo da quelle base per la creazione di testi, fogli di calcolo e presentazioni. Per poi passare a quelle per il disegno fino ad installarne di nuove come ad esempio per la creazione di mappe mentali.

    file hosting

    In questo caso l’utente deve registrarsi con il proprio accaunt google ed accedere al servizio per usufruire di tutti i vantaggi offerti, ricordandosi però che il piano base offre 15 GB di spazio che sarà condiviso con Gmail e Google Foto. Ovviamente se si avesse la necessità di più spazio di archiviazione ci si può rivolgere ai piani a pagamento. Piani che prevedono fatturazioni mensili e annuali e abbondanza di spazio di archiviazione visto che si va dai 2 TB fino a 30 TB. i prezzi vanno dai 9,99 Euro per 2 TB fino ai 149,99 per i 30 TB questo per la fatturazione mensile. Per quanto riguarda la fatturazione annuale sono solo due le opzioni al momento disponibili ovvero da 2 TB e 5 TB. Al prezzo rispettivamente di 99,99 euro e di 249,99 Euro l’anno.

    Piani e prezzi di Google One

    OneDrive

    file hosting

    Nella lista dei migliori servizi di file hosting non poteva di certo mancare Microsoft e quindi ecco il suo servizio, OneDrive. Servizio che come gli altri offre la possibilità di archiviare i propri file per poi accedervi da tutti i dispositivi. I principali punti di forza di OneDrive sono la modifica dei documenti attraverso la celebre suite office in versione web e la compatibilità oltre che con le recenti versioni di Windows anche con Mac, sistemi operativi mobile (android/iOS) e anche con la console da gaming di casa Microsoft (ovvero xbox).

    Il servizio è gratuito ma ci sono anche piani in abbonamento. Nel piano base sono inclusi 5 GB di spazio da utilizzare per archiviare documenti, video e immagini. Per quanto riguarda gli abbonamenti i prezzi sono divisi tra privati e aziende e si dividono in questo modo:

    file hosting
    Piani per utenti privati
    Piani Aziendali

    Per iscriversi a OneDrive non avrete bisogno di molto. Vi basterà infatti accedere al servizio da qui e digitare la mail e la password che usate per accedere al vostro account su pc. Essendo già integrato in Windows poi questo servizio risulta molto utile per effettuare backup dei file periodici.

    iCloud

    Si potrebbe benissimo dire “non c’è due senza tre” infatti dopo Microsoft e Google non poteva di certo mancare la Apple con il suo servizio cloud ovvero iCloud.

    Ecco diciamo che questo servizio rispetto ad altri offre un integrazione maggiore avvalendosi di un ecosistema solido come quello di Apple ma al contempo è abbastanza chiuso in se stesso. Infatti qui non c’è un singolo e unico servizio per caricare, visualizzare e condividere i nostri file, questa è una vera e propria suite di strumenti.

    In esso possono essere sincronizzati oltre a documenti, foto e video anche contatti, calendario, note, messaggi e molto altro. La lista è davvero molto lunga e potete consultarla qui.

    Il servizio Apple offre nella sua forma gratuita 5 GB di spazio per archiviare file, il suo servizio mail e la funzione dov’è che consente di tracciare la posizione del proprio smartphone in caso di smarrimento o furto. Anche in questo caso non mancano le offerte in abbonamento. L’abbonamento prende il nome di iCloud+ ed offre tre piani con diversi GB. Si hanno così 50 GB a 0,99 Euro/mese, 200 GB a 2,99 Euro/mese ed infine 2 TB a 9,99 Euro/mese. La differenza tra i vari piani è data dalla possibilità di aggiunta delle videocamere di sicurezza con Homekit, potete trovare maggiori info su prezzi e GB a disposizione qui.

    Inoltre offre un servizio chiamato Relay Privato iCloud, ovvero un servizio che offre un indirizzo ip privato, un pò come farebbe una VPN ma molto più limitato.

    Conclusioni

    Con questo articolo vi ho voluto spiegare che cos’è il file hosting e perchè è utile e conveniente usarlo. Vi ho parlato dei principali servizi da sfruttare e dei loro piani gratuiti e a pagamento. Vi ho anche parlato di un servizio molto utile e che uso spesso come WeTransfer, vi consiglio di provarlo. In questa panoramica inoltre non sono andato volutamente in profondità lasciando i dettagli ad altri articoli futuri.

  • Pc: come capisco se è infetto?

    Pc: come capisco se è infetto?

    Nell’uso quotidiano che facciamo dei nostri computer può capitare di essere infettati. In un altro articolo abbiamo visto quali precauzioni adottare ma come si fa a capire se il pc è infetto?

    UNA TARTARUGA É PIÙ VELOCE

    Un pc può avere un rallentamento improvviso per molte ragioni, la presenza di un virus può essere una di queste, nonché la più frequente. Se un virus o un malware fosse in esecuzione occuperebbe risorse del pc rallentandolo appunto.

    Il rallentamento del pc di solito avviene all’avvio dello stesso ma può anche verificarsi dopo pochi minuti, condizionando la velocità di apertura dei programmi.

    ODDIO! SI É BLOCCATO TUTTO

    Altro segnale evidente è il blocco totale del pc, in questo caso diventa inutilizzabile e frequente spunta la schermata BSOD (la temutissima schermata blu). In questo caso non sarà più possibile usare il computer fino a quando non puliremo lo stesso dall’infezione rimuovendola. Discorso diverso invece per i ransomware capaci di bloccare il pc senza mandarlo in crash.

    In questo caso verrà mostrata una semplice schermata a tutto schermo (non disattivabile) con minacce relative alla perdita di dati personali su disco. Cosa fare in questo caso? Agire il prima possibile prima che il malware riesca a cifrare i dati nell’hard disk e li renda perduti per sempre.

    IL DISCO É IMPAZZITO

    Anche in questo caso, non è detto che la causa sia per forza un malware. Sicuramente però se il disco non è occupato da qualche programma e lo vedete al 100% qualche dubbio vi dovrebbe venire.

    In questo caso ci viene in aiuto per la diagnosi il task manager (gestione attività) di Windows. Richiamabile con il tasto destro sulla barra degli strumenti o con la scorciatoia da tastiera crtl+maiusc+esc.

    Aperto il task manager e andando nel tab “disco” si vedranno in alto i processi che lo stanno impegnando di più. Ora se il processo è uno di Windows, ad esempio, quello degli aggiornamenti (Windows Update), non c’è nessun pericolo.

    Se invece il processo in questione non è noto o non è mai comparso prima conviene indagare e verificare che non sia un malware.

    pc

    EPPURE IO L’AVEVO ATTIVATO

    Questo è uno dei sintomi più gravi. Sto parlando della disattivazione improvvisa dell’antivirus. Questo avviene specialmente quando il programma scelto non è in grado di offrire una protezione adeguata e principalmente si verifica con software gratuiti.

    La disattivazione non richiesta è da sempre il sintomo più evidente di infezione. Infatti questa operazione generalmente è eseguita da un trojan (cavallo di troia) specializzati proprio per la disattivazione dell’antivirus in modo tale da aprire le porte ad un eventuale hacker.

    In questo caso la cosa che conviene fare è una pulizia con un programma specifico per questo tipo di infezioni partendo però dalla modalità provvisoria (di solito spingendo ripetutamente F8 all’avvio del pc).

    Per evitare questo fastidioso inconveniente vi potete affidare ad un antivirus a pagamento che però aggiorna spesso il proprio software. Infatti il problema principale in questo caso e dove il trojan fa leva sono gli aggiornamenti tardivi.

    FINO A IERI IL MIO PC FUNZIONAVA BENE

    Se un programma improvvisamente smette di funzionare o rimanda continui messaggi di errore molto probabilmente è un virus la causa. i primi programmi bersaglio sono i browser web (Edge, Chrome, Firefox etc.). I browser sono per molti malware infatti la principale porta d’ingresso.

    Questi malfunzionamenti in correlazione ad altri sintomi già visti in precedenza non lasciano spazio a dubbi e quindi sarebbe meglio intervenire il prima possibile.

    CONNESSIONE DA LUMACA SUL PC

    Avete provveduto a chiamare il vostro ISP e messo la fibra a casa ma nonostante questo la connessione è lenta. I virus più recenti scambiano continuamente dati con il suo “creatore” in particolare quelli creati per spiare e rubare dati agli utenti (spyware e keylogger) ciò significa che una parte di traffico in download (scaricamento) e upload (caricamento) sarà impegnata dal virus.

    In questo caso si tratta di un sintomo troppo generico infatti le cause di connessione lenta possono essere molteplici ma in ogni caso non è da escludere a priori la possibilità di essere stati infettati.

    MA GIÀ É SCARICO IL MIO PC?

    I notebook (pc portatili) non sono certo progettati per far durare la batteria mesi ma neanche qualche minuto. Insomma se il vostro portatile ha una batteria che dura pochissimo potrebbe trattarsi di un malware.

    Questo segnale diventa ancora più evidente quando ad esserne colpiti è un notebook molto performante, ad esempio, uno di quelli per il gaming. Questo perché un virus consuma risorse, e quindi energia, in termini di CPU e RAM.

    Questo almeno nei notebook è un segnale molto rilevante ma in ogni caso prima di allarmarsi è il caso di verificare se ci siano altri sintomi tra quelli già descritti prima di sospettare che si tratti di un malware nascosto.

    pc

    PUBBLICITÀ TROPPO INVADENTE

    Accendi il computer e dopo che sei pronto a lavorare o passare delle ore felici a navigare il mare di internet ti ritrovi finestre aperte su tutto il desktop. Anche questo è una possibile infezione.

    Questi pop-up pubblicitari compaiono di solito quando si è stati infettati da un adware o da un rouge software, pensati appositamente per ingannare gli utenti e spingerli a comprare qualcosa di cui poi non hanno davvero bisogno oltre a veicolare immagini pubblicitarie invasive.

    Rientrano in questa categoria i falsi antivirus, programmi che si installano forzatamente sul computer, spesso da programmi gratis ma di dubbia provenienza, e sono in grado di trovare sempre una minaccia.

    Peccato che la minaccia in questione è solo una finta minaccia e che in realtà rimanda a schermo una pubblicità per un software di pulizia a pagamento che non vi serve a nulla.

    La buona notizia è che questo tipo di minaccia sta quasi scomparendo e anche se foste stati infettati da questo genere di virus è piuttosto semplice per l’antivirus trovarlo e debellarlo.

    CONCLUSIONI

    Come abbiamo visto il pc può essere infettato in molti modi e riconoscere i “sintomi” diventa fondamentale per trovare la cura. Il primo passo è dare un occhio ad uno strumento molto semplice ma molto importante come il task manager, già da quello potremmo avere un valido aiuto. Un altro consiglio è affidarsi ad un buon antivirus e che si aggiorni regolarmente per non rimanere scoperti a lungo soprattutto con le cosiddette infezioni “zero day”. Altra alternativa valida è affidarsi ad una soluzione composta da antivirus e VPN, ad esempio quella di Nord Security (NordVPN) usa uno strumento chiamato Threat Protection che si occupa di scansionare ogni programma o file alla ricerca di malware noti rendendo il tuo pc molto più sicuro. Come mi piace sempre ricordare la prima arma di difesa per i nostri dispositivi e quindi dei nostri dati siamo noi utenti, informandoci e usando la testa e quindi facendo prevenzione. Altra cosa importante ma che spesso viene trascurata sono gli aggiornamenti, sia quelli di sistema che dei programmi all’interno del computer.