Come fare foto di qualità con lo smartphone

Fare foto con lo smartphone ormai è diventata una cosa naturale. Questi device infatti hanno sostituito di fatto un segmento delle macchine fotografiche, ovvero le compatte. Il motivo è molto semplice, lo smartphone non ha nulla da invidiare ad una compatta ed anzi, a volte, gli è anche superiore.

Altro fattore che ci fa preferire uno smartphone ad una compatta è sicuramente perchè lo smartphone lo abbiamo sempre e comunque con noi. Quindi non abbiamo bisogno di portarci un altra fotocamera dietro.

Non è tutto oro ciò che luccica si dice, ed infatti anche in questo contesto è così. Se è vero che con gli smartphone ormai si fanno belle foto, c’è anche da dire che per limiti tecnici dello smartphone stesso e anche perchè non tutti siamo fotografi professionisti, il rischio di rovinare uno scatto è alto.

Proprio per questo in questo articolo andremo a vedere trucchi e suggerimenti per sfruttare al meglio la fotocamera dello smartphone. Siete pronti a fare foto da pubblicare poi sul vostro social preferito? si? Allora partiamo!

Prima regola, pulite quelle lenti

Già, sembra assurdo. La prima regola che mi viene in mente per fare belle foto, non è una regola fotografica ma di buon senso. In ogni caso ha una sua logica questo suggerimento.

Se infatti le lenti dello smartphone non vengono pulite regolarmente il risultato sarà una foto “sporca” ovvero con degli aloni o sfocata ed immagino che non sia proprio il risultato che ti aspetti in questi casi. vero?

Ora che sai perchè è importante pulire la lente ti starai chiedendo anche con cosa pulirla. Per farlo non servono particolari stratagemmi o miscugli strani, basta semplicemente un panno in microfibra, come quello che si usa per pulire le lenti degli occhiali, in alternativa anche la pelle di daino o camoscio va benissimo. Molto importante invece è non usare panni abrasivi, in questo modo rischiereste solo di rovinare le lenti graffiandole.

Ora che hai il necessario per pulirle, ti basterà strofinare, delicatamente mi raccomando, le lenti sia anteriori che posteriori. Una volta fatto questo, e per verificare la riuscita del lavoro, basta controllarle in controluce per assicurarsi che non ci siano aloni o ditate.

L’importanza della luce nelle foto

La cosa più importante di cui tenere conto quando parliamo di fotografia è la luce. Del resto ce lo suggerisce la parola stessa, infatti le origini di questa parola sono greche e il suo significato è inequivocabile, “scrivere con la luce” questa è la traduzione dal greco.

La parola stessa quindi ci suggerisce quanto sia importante saper sfruttare a proprio vantaggio la luce, un bravo fotografo sa leggere e manipolare la luce a seconda delle sue esigenze.

La principale fonte di luce è il sole ed imparare a sfruttarlo può determinare se si è di fronte ad uno scatto mediocre oppure un ottimo scatto, l’ideale poi sarebbe sfruttare il tramonto ma non è sempre facile individuare il momento esatto. In nostro aiuto però ci vengono incontro gli store dei nostri smartphone. App come Sun Locator Lite (Android) o Sun Surveyor Lite (iOS) sono l’ideale per conoscere l’esatta posizione del sole.

“Ok, ma se voglio fare una foto di notte?” direte voi, qui invece sta alla vostra vista da falco e alla vostra creatività, cercando di sfruttare le luci artificiali che provengono, ad esempio dalle vetrine dei negozi, dall’illuminazione stradale o magari da un faretto portatile che può sempre tornare utile.

In quest’ultimo caso poi non è consigliabile inseguire un esposizione piena, anche il buio infatti ha i suoi vantaggi e un certo fascino in foto.

Altra cosa che sento di consigliare, usate il flash il meno possibile, anche per questo poche righe sopra vi ho parlato del faretto da portarvi dietro. Il flash dello smartphone, come ovvio che sia, non ha la stessa potenza che può avere su una reflex quindi meglio utilizzarlo come torcia di emergenza.

La scelta dell’ ottica

Una delle domande che mi è stata fatta più spesso è “Ma perchè sullo smartphone ci sono più lenti?”, il motivo è molto semplice, non si possono cambiare. Uno smartphone non è come una reflex dove è possibile cambiare le lenti, quindi per venire incotro alle esigenze degli utenti hanno messo più lenti per fare diverse tipologie di foto. C’è ad esempio quella per il grandangolo, per le macro etc., questo però ovviamente ha dei limiti.

Per questo con uno smartphone ha ancora più senso imparare a conoscerlo, per imparare a gestirne i limiti e sfruttare l’hardware messo a disposizione. Ad esempio se sul vostro smartphone mancasse il teleobiettivo, l’unica soluzione possibile è quella di avvicinarsi il più possibile al soggetto, lo zoom digitale ad esempio è sempre meglio evitarlo o limitarlo ad un massimo di 2x, andando oltre infatti avrete delle immagini sgranate con conseguente perdita di qualità.

Se poi il vostro smartphone ha una grandangolare o, ancora meglio una ultra grandangolare, sfruttatela per avere un campo visivo più ampio, ideale in alcuni contesti. Se oltre a questo avete la fortuna di averne una con autofocus (AF) integrato avete fatto bingo, visto che in questo caso potete usare la funzione macro per immortalare piccoli dettagli o trame.

La composizione nelle foto è tutto

Specialmente con uno smartphone, la composizione è importante, infatti come già detto sopra lo smartphone non è paragonabile ad una reflex o una mirrorless. La fotocamera dello smartphone infatti non riesce a mettere a fuoco soggetti molto distanti, e nella maggioranza dei casi, non riesce a sfocare lo sfondo dietro di essa, questo effetto prende il nome di bokeh.

Per questo motivo è utile prestare attenzione ad alcuni accorgimenti: ad esempio evitando di mettere il soggetto davanti ad uno sfondo troppo “disordinato”. Meglio invece optare ad avvicinarsi al soggetto per metterlo a fuoco, così da catturarne maggiori dettagli e sfocare leggermente lo sfondo ( questo ovviamente dipenderà molto dalle caratteristiche della fotocamera sul device) questo farà risaltare il soggetto e meno lo sfondo.

Altra regola da tenere bene a mente è “la regola dei terzi” secondo questa regola infatti è buona norma suddividere l’immagine che si vuole immortalare con una griglia a 9 quadrati (attivabile di norma dalle impostazioni), la regola inoltre sostiene che il soggetto non va posto nei quadrati centrali bensì nelle intersezioni dei quadrati stessi, in modo da rendere l’immagine visivamente più accattivante e i tuoi scatti molto più significativi. Con il tempo poi adottando e allenandoti su questa tecnica potrai sviluppare quello che in gergo viene definito l’occhio del fotografo.

Prospettiva

Non sempre però la regola appena citata è pertinente a ciò che si vuole fotografare. Potresti ad esempio voler sperimentare la prospettiva o creare una cornice naturale.

La prospettiva puoi allenarla sfruttando la miglior fotocamera a tua disposizione, ovvero il tuo occhio e posizionarti in modo da rendere il tutto molto piacevole. Mettiamo il caso ti trovi in un lungo corridoio e il soggetto si trova esattamente davanti a te potresti scattare una foto creando in questo modo profondità sullo sfondo, come puoi intuire qui la regola dei terzi è stata abbandonata, quindi non è necessario seguire sempre e solo uno stile ma vi potete affidare al vostro intuito e alla vostra creatività.

In alternativa poi potresti usare, come detto prima, delle cornici naturali. Come farlo? Semplice, ti basterà sfruttare palazzi, montagne o alberi e posizionarli ai lati della foto per avere dei risultati sorprendenti.

Sfruttare bene le modalità ritratto e panorama

Ormai da tempo nei nostri amati smartphone e nei software della fotocamera sono stati introdotti modalità particolari come la modalità ritratto o la modalità panorama, queste due modalità se sfruttate bene possono regalare degli scatti straordinari.

La modalità ritratto, ad esempio, è una specifica funzione che consente di sfruttare la fotocamera principale o la lente zoom dello smartphone per mettere in risalto il soggetto della foto sfocando lo sfondo. Si tratta di una “magia” resa possibile dal software installato sullo smartphone (ma anche merito di particolari algoritmi e intelligenza artificiale) riesce a riconoscere il soggetto e ad applicare una sfocatura, detta anche bokeh, sullo sfondo. Il risultato è avere un netto distacco tra sfondo e soggetto, sia esso una persona o meno.

Questo già sarebbe incredibile vero? Ma non è tutto su alcuni smartphone, sia che siano Android o iOS, la modalità ritratto è anche regolabile in base alle proprie esigenze, in modo cosi da avere il controllo su quanto deve essere la sfocatura o addirittura decidere dove posizionare la luce artificiale. Su iOS in particolare puoi trovare diversi effetti di luce artificiale tra cui set fotografico, contouring e teatro per creare un ritratto più bello e profondo o addirittura rendere lo scatto più “drammatico” con i toni del bianco e nero.

Panorama

La modalità panorama invece ti può aiutare quando il tuo scopo è fotografare un paesaggio magari durante un viaggio o una passeggiata. Ti sarà sicuramente capitato di trovarti davanti ad un panorama per te emozionante e non aver abbastanza spazio per farlo entrare tutto nel fotogramma. Questo è il concetto di focale ovvero quello che la lente del tuo smartphone è in grado di catturare. Gli smartphone più recenti, come già detto, hanno più lenti e tra queste potrebbe anche esserci una grandangolare o, addirittura, un ultra-grandangolare, quest’ultima in grado di catturare una porzione più ampia del panorama, quindi la modalità panorama risulta comoda se le lenti a disposizione non hanno abbastanza focale per catturare l’intero paesaggio.

Per usare questa modalità ti basterà cercarla tra le modalità di scatto della tua fotocamera sia essa di un android o iOS, iniziare a scattare e seguire (spostando lo smartphone) la linea guida indicata dal software.

Fare foto da vero pro

Su tutte le fotocamere esiste ormai da tempo una modalità chiamata pro (o manuale in alcuni casi), infatti quanto detto fino ad ora si basava su parametri assolutamente automatici. Con questa modalità invece sarai tu a dover gestire parametri come la sensibilità ISO o la velocità dell’otturatore. In alcuni smartphone, specialmente in quelli più recenti, la modalità pro è inserita di default nel software. Nel caso il vostro ne fosse sprovvisto potete usare Camera FV-5 (Android) o se avete iOS ProCam o Halide.

A prescindere da cosa userai comunque dovrai tenere conto dei seguenti parametri:

  • Sensibilità ISO: questo valore indica il grado di amplificazione del segnale elettrico inviato alle celle del sensore. Elevando questo valore è possibile ottenere foto più luminose anche in condizione di scarsa illuminazione. Tieni presente però che più aumenti questo valore più le foto risulteranno “rumorose” a causa dello sforzo eccessivo che dovrà fare il sensore per restituire foto più luminose.
  • Velocità dell’ otturatore: aumentando questo valore si avrà meno possibilità di incappare in foto mosse, dovute magari al naturale tremolio della mano oppure al movimento del soggetto che si vuole immortalare.
  • Apertura massima del diaframma: Questo valore indica la quantità di luce che passa nell’obiettivo e viene misurata in F-Stop (es. f/1.5). Più è basso questo valore, più luce entra nell’obiettivo e di conseguenza più sono chiare saranno le foto scattate.
  • Bilanciamento del bianco: Correggere le dominanti di colore nelle foto è molto importante sopratutto se il tuo smartphone non consente di scattare in formato RAW

Scegli il giusto formato per la tua foto

Ti ho appena accennato ad un formato quello RAW, in questa sezione dell’articolo, vediamo in modo più approfondito in cosa consiste e quali altri tipi di formato esistono. Tenendo presente che qui analizzerò solo quelli presenti in uno smartphone, ma in realtà non sono gli unici.

  • JPEG: il classico formato usato per foto ed immagini. Un formato che offre una buona compressione oltre che una notevole capacità di modifica e di aggiunta effetti. Questo formato è di tipo lossy, ovvero di perdita di qualità, quindi parte della questa viene persa ogni volta che il file viene modificato.
  • HEIF: Un formato molto più recente, capace di offrire qualità ma riducendo il peso. Combinazione perfetta per salvare ottime foto ma senza saturare in poco tempo la memoria dello smartphone. Sebbene sia di sempre maggior diffusione, non sempre si possono condividere gli scatti con altri utenti o sulle piattaforme online:
  • RAW: la scelta ideale per scatti professionali e per avere il pieno controllo sulle modifiche in post-produzione tuttavia non tutti gli smartphone lo supportano e il peso del file è molto elevato, quindi meglio usarlo se strettamente necessario.

Post-produzione: dove le foto diventano perfette

Dopo aver fatto un gran lavoro per trovare lo scatto perfetto e aver usato tutte le tecniche a nostra disposizione, non ci rimane che sistemare gli ultimi dettagli del nostro scatto. come? con la post-produzione ed i suoi software. Come abbiamo visto JPEG e RAW sono i formati che più si addicono a questo, ma quali software possimo usare per le modifiche?

Intanto per iniziare possiamo usare le opzioni di modifica presenti nel software fotocamera, anche se in alcuni casi risultano molto spartane. per qualcosa di poco più avanzato poi possiamo affidarci a Google Foto per Android o Foto per quanto riguarda iOS.

Se invece siete tipi che non si accontentano, allora potete installare app di terze parti come Snapseed o Adobe photoshop lightroom disponibili sia per Android e iOS oppure optare per il classico trasferimento su pc e usare i “soliti noti” photoshop e Gimp. Insomma avete solo l’imbarazzo della scelta, in un prossimo articolo poi andrò in profondità su un app specifica tra quelle elencate e che uso con soddisfazione da tempo per modificare i miei scatti

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Sono Federico

Benvenuto nel mio blog, qui troverai tanti articoli sul mondo che mi appassiona di più ed immagino che se sei qui appassioni anche te. Buon viaggio tra i miei articoli

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