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ChatGPT e il futuro dell’intelligenza artificiale

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l’intelligenza artificiale (IA) che consente ad un computer di risolvere problemi attraverso il processamento dei dati raccolti da vari sensori. Sarà in grado di cambiare e migliorare le nostre vite?

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEL QUOTIDIANO


Nelle nostre giornate questo tipo di tecnologia è già presente in molti ambiti a cominciare da quel ormai inseparabile compagno di viaggio chiamato smartphone. Con il nostro fido assistente virtuale, che sia Apple o Google, a correre in nostro aiuto per qualsivoglia informazione. Dal rispondere a semplici domande all’organizzazione del proprio calendario e quindi della giornata. Ma l’applicazione della IA non si ferma di certo qui andando a spaziare praticamente in tutti i campi. Insomma ce n’è davvero per tutti, nel tempo poi grazie a computer sempre più potenti questa tecnologia si è ulteriormente affinata. Dando vita a cose che fino a qualche decennio fa avremmo visto solo su un film di fantascienza.

QUALCOSA DA EVITARE O DA FARSI AMICA?


Partiamo dalle basi, innanzitutto perché GPT? GPT è l’ acronimo che sta per Generative Pretrained Transformer ( programmatore preaddestrato generativo). Una meraviglia messa a punto da OpenAI società fondata dai visionari Sam Altman, Reid Hoffman, Peter Thiel ed Elon Musk (poi uscito dall’azienda nel 2019). Le chat bot attuali sono in grado di rispondere a poche e semplici domande per poi mettervi in contatto con un essere umano per assistervi in modo più preciso. Questo fino all’avvento di ChatGPT, un IA in grado di produrre testi proprio come farebbe un essere umano con tanto di punteggiatura appropriata. Quindi non stiamo parlando di un assistente personale tipo Alexa ma di un qualcosa di molto più sofisticato ed evoluto, un sistema che utilizza algoritmi sofisticati e un database immenso e in costante evoluzione.

ODIARLA O AMARLA?


Indubbiamente è una domanda lecita da farsi. Come in tutto ci sono pro e contro, se usata al meglio questa tecnologia può portare molti benefici. Essa infatti si può utilizzare per quei lavori altamente pericolosi con l’ausilio di robot e creare così nuovi posti di lavoro sfruttando la crescita di industrie di settore, una miglior efficienza nella sanità e rendere più sicuri automobili e trasporti, ma anche prodotti e servizi su misura, rendere più accessibile l’informazione e l’istruzione e infine rendere ancora più efficiente la sicurezza, con un occhio di riguardo alla nuova frontiera quella cioè degli attacchi informatici anche in ambito bellico.

Fino ad ora abbiamo analizzato i vantaggi ma quali sono invece i punti a sfavore di questa tecnologia? primo fra tutti il problema privacy che di fatti ha portato al blocco temporaneo della piattaforma poi ripristinata. Ma anche nel mondo del lavoro, indubbiamente come abbiamo visto rendendo più sicuri determinati lavori ma al contempo sostituendo di fatto l’essere umano, anche nel campo della sicurezza poi ci possono essere delle falle, ad esempio se mal sfruttata questa tecnologia potrebbe portare ad una perdita di controllo su armi distruttive. Questi sono tutti pro e contro che è bene valutare, indubbiamente però dove ancora (e forse mai) questa tecnologia non potrà arrivare è leggere, interpretare e replicare le nostre emozioni ed i nostri sentimenti.

Quali precauzioni usare su internet?

CHI LA AMA E CHI LA ODIA

Abbiamo già detto che come tutte le tecnologie c’è chi la ama e chi la odia, chi ne fa un buon uso e chi invece lo sfrutta per scopi poco nobili, sicuramente è una tecnologia ancora in fase embrionale e come tale ha le sue falle, lo stesso Elon Musk ha espresso la sua preoccupazione, c’è poi chi come Bill Gates ne parla con toni entusiastici, dichiarandola la scoperta più importante del settore, ma anche tra gli allenatori di calcio, tra chi vede la possibilità di nuovi guadagni e, come già detto, di nuovi posti di lavoro e aperture di nuove startup

E GLI ALTRI?

Gli altri, o meglio una in particolare, non è rimasta certo a guardare. Sto parlando ovviamente di Google, che si è sentita minacciata da questo nuovo software e dalla prospettiva che Microsoft la stia già sfruttando per potenziare sia il motore di ricerca sia il browser. Al recente evento per sviluppatori (Google I/O) infatti è stato presentato Bard concorrente proprio di ChatGPT. il chat bot di Google (prima conosciuto con il nome project sparrow) promette meraviglie e sarà presto disponibile in molte lingue italiano incluso. Annunciando già l’arrivo a breve di estensioni ed implementazioni nei servizi Google.

A tale proposito alla conferenza si sono fatti esempi molto interessanti e concreti, come la possibilità di avere un servizio come maps ancora più utile con informazioni del traffico ancora più dettagliate e con simulazioni dello stesso in tempo reale e anche l’aggiunta delle informazioni meteo. L’ altra novità invece ha riguardato il servizio Google Foto facendo vedere le nuove opzioni di modifica delle foto che consentiranno di spostare elementi o di cancellarli direttamente senza la necessità di avvalersi di strumenti professionali. Insomma la battaglia sull’ intelligenza artificiale si fa lunga ed interessante.

Come si dice spesso però tra i due contendenti a godere potrebbe essere il terzo. Di chi sto parlando? Di ex dipendenti di OpenAI che hanno deciso di mettersi in proprio e grazie alle loro conoscenze hanno creato un terzo chatbot che prende il nome di Claude AI. Questo chatbot promette di essere ancora più performante e di essere più…intelligente rispetto la concorrenza. Tutto bellissimo ma c’è un problema l’accesso è consentito solo dagli USA e dal Regno Unito, per fortuna in soccorso ci viene una nostra vecchia conoscenza ovvero la VPN. Con l’ausilio di questo strumento si può usare tranquillamente anche nel nostro Paese e rimanere anche piacevolmente sorpresi da qualche sua risposta, provare per credere. Voi cosa ne pensate di questi chatbot? Siete affascinati da questi nuovi interlocutori virtuali?

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