Galaxy Watch 5: la mia personale esperienza

Galaxy Watch 5

Dopo avervi dato la mia opinione sulla tastiera mx Keys oggi voglio parlarvi del mio Galaxy Watch 5 che uso ormai da diversi mesi. Se siete curiosi di sapere come mi sto trovando con questo smartwatch non vi resta che proseguire la lettura.

DESIGN: ANCHE L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE

l’orologio si presenta con un design molto semplice e ben curato. La cassa è realizzata in armor alluminium che garantisce un ottima resistenza ed è anche la stessa soluzione adottata ad esempio per lo ZFlip 4. Il cinturino invece rimane classico ovvero in gomma con ardiglione classica senza passante.

Come detto sopra i materiali sono molto resistenti e anche per chi come me fa sport, indossandolo non si dovrà preoccupare di eventuali graffi, le linee poi rendono adatto il Galaxy Watch 5 ad ogni occasione.

Le misure disponibili sono due 40 e 44 mm ed i colori disponibili sono grigio, argento e lilla. la mia scelta è ricaduta sul modello da 40 mm grigio.

Sono disponibili due soli pulsanti fisici, di cui uno circondato da una finitura rossa, quello più in alto, che altro non è che il tasto per tornare alla home. Più in basso invece troviamo il tasto per tornare indietro nelle schermate. Ma le funzioni di questi tasti non si fermano qui, infatti con il tasto home abbiamo altre due funzioni. Possiamo tenerlo premuto o premerlo due volte per ottenere rispettivamente l’assistente vocale e il ritorno all’ultima app utilizzata.

Su questo modello non è più presente la ghiera fisica ma solo quella touch. Venendo da altri due modelli di smartwatch uno con e uno senza ghiera devo dire che mi trovo molto meglio con quella touch. Infatti oltre che rendere lo smartwatch visivamente meno pesante la trovo molto più tecnologicamente adatta ad un device del genere. C’è da dire che questa scelta va un po’ a discapito in quelle occasioni dove è difficile usare il touch o sotto la doccia.

Un’altra modifica rispetto ai precedenti modelli è nella parte posteriore della cassa, che è stata resa più bombata per consentirgli di aderire meglio al polso. Il risultato è una miglior precisione dovuta anche al nuovo sensore ad infrarossi in grado di rilevare anche la temperatura corporea.

DISPLAY: LA SOLITA ECCELLENZA SAMSUNG

Una delle componenti fondamentali di un device è senza dubbio il display che deve essere di buona qualità. Qui non si rimane di certo delusi essendo un super Amoled da 1, 2″ con un ottima luminosità e un sensore che rende la visione perfetta con ogni condizione di luce. Display che oltre tutto è protetto con un vetro in cristallo zaffiro. Io di solito faccio lavorare il già citato sensore di luminosità ma non manca la regolazione manuale richiamando il pannello delle impostazioni rapide con uno swipe dall’alto verso il basso.

Come da tradizione samsung i colori sono molto vividi e i neri molto profondi, risultando molto gradevoli alla vista.

Come su altri modelli troviamo l’ always on display e il movimento di attivazione con il polso. Quest’ultimo molto preciso e che io preferisco all’ AOD in modo da risparmiare anche un po’ di batteria in più.

HARDWARE: TANTA POTENZA IN POCO SPAZIO

Anche per quanto riguarda l’hardware ho poco da lamentarmi, infatti si hanno a disposizione 16 GB di memoria interna sfruttabili per scaricare le playlist da Spotify e lasciare cosi lo smartphone a casa se decidiamo di collegare delle cuffiette direttamente allo smartwatch.

Anche la ram a disposizione è sufficiente per un prodotto del genere visto che si hanno a disposizione 1,5 GB. Quantitativo sufficiente per far girare tutto in maniera molto fluida e lasciare aperte molte app. Il tutto spinto dal processore Exynos W920 Dual core 1,8 GHz

Il resto della dotazione riguarda i sensori accelerometro, geomagnetico e GPS per la localizzazione (Galileo, Glonass e Beidou). Per le rilevazioni c’è il sensore biometrico 3 in 1 che misura frequenza cardiaca, ossigenazione del sangue, l’ECG e valuta la composizione corporea, oltre al già citato sensore ad infrarossi.

Lato connettività si ha su questo smartwatch una dotazione completa con NFC per i pagamenti, Bluetooth 5.2, WIFI e LTE per le versioni che lo prevedono.

WEAR OS VS TIZEN

Un hardware che fa girare in modo fluido il sistema operativo Wear OS 3.5 di Google che grazie all’interfaccia altamente personalizzata One UI Watch 4.5 lo rende molto simile al vecchio sistema operativo Tizen. In questo modo chi come me era abituato a quell’interfaccia non ha dovuto faticare molto.

Quello che differenzia Wear OS da Tizen semmai è il parco applicazioni offerto dalla prima. Infatti lo store di Samsung era un po’ troppo spoglio per i miei gusti e con applicazioni neanche lontanamente paragonabili a quelle nel play store.

La possibilità di sfruttare le stesse app che si hanno sullo smartphone infatti è impagabile e poi si può sfruttare a pieno l’integrazione con i servizi Google.

Questa integrazione e la stretta collaborazione tra Google e Samsung rendono questo smartwatch uno dei più completi sul mercato.

Da pochi giorni poi e come promesso da Samsung nel Galaxy Unpacked è arrivato su questo smartwatch l’atteso aggiornamento Wear OS 4.

Un aggiornamento che rende ancora più performante questo smartwatch e che introduce molte migliorie grafiche e funzioni utilissime come i gesti per rispondere o rifiutare chiamate, disattivare gli allarmi e accedere ad un app a scelta. Tutte funzioni molto utili in quei contesti dove si hanno le mani occupate. Così come molto utile a mio avviso la possibilità di creare delle cartelle all’interno del drawer applicazioni. Inoltre ho trovato molto comodo il widget che ci informa sulla ricarica residua non solo per quanto riguarda il nostro smartwatch, ma anche quello di smartphone e cuffie connesse

COME FUNZIONA SUL CAMPO?

Le notifiche sono perfettamente sincronizzate con lo smartphone con la possibilità tramite app sullo smartphone di scegliere quali app possono esserlo o meno. Parlando di app per gestire in modo ottimale lo smartwatch sono necessarie Galaxy Wearable e Samsung Health. La prima infatti permette di andare a personalizzare le preferenze delle impostazioni, cambiare watchface (quadranti orologio), gestire come detto le notifiche, riordinare le schede dei menu e delle impostazioni.

Samsung Health invece si occupa di raccogliere le rilevazioni dello smartwach e di sincronizzarle con l’app sullo smartphone. Le rilevazioni in questione riguardano i passi, la frequenza cardiaca, l’ossigenazione del sangue, l’ECG, la composizione corporea. L’app poi propone una serie di allenamenti fitness e la possibilità di allenarsi insieme ai propri contatti grazie alla funzione Together che propone sfide mensili.

Inoltre per misurare l’ECG o la pressione arteriosa, funzione non disponibile in tutti i paesi ma in Italia si, è necessaria una terza applicazione Samsung Health Monitor.

Utile poi, ma solo in caso di emergenza, lo speaker integrato per le chiamate con una qualità tutto sommato accettabile per un dispositivo del genere. Speaker che però non consente di ascoltare musica o podcast senza connettere delle cuffie.

Molto buona, sorprendentemente direi, anche la tastiera che consente una scrittura comoda e precisa ma la mia preferenza ovviamente è per la dettatura vocale. Molto simpatica poi la funzione tramite apposita app che consente di controllare la fotocamera dello smartphone.

UNO SMARTWATCH CHE AMA FARCI STARE IN FORMA

Il motivo principale dell’acquisto di uno smartwatch a mio avviso è per tenere sotto controllo la propria salute e l’ attività sportiva. Con questo smartwatch non si rimane certo delusi, risulta infatti molto preciso nelle rilevazioni. Come già detto rileva in modo molto accurato i passi, la frequenza cardiaca e l’ossigenazione del sangue.

Per quanto riguarda l’uso in ambito sportivo c’è da dire che la lista delle attività che si possono monitorare è veramente molto vasta e con una serie di parametri da impostare ottimale. La camminata e la corsa godono del rilevamento automatico ed è molto preciso e dopo che ci si ferma parte un countdown prima di considerare definitivamente concluso l’allenamento. Il GPS funziona molto bene ma l’aggancio ai satelliti non è immediato e si corre il rischio di non ritrovarsi un pezzo della mappa sul percorso. Per quanto mi riguarda poco male ma magari ad alcuni questo aspetto può dare fastidio.

AUTONOMIA DELUDENTE SE NON SI ACCETTANO COMPROMESSI

Siamo arrivati al capitolo autonomia, sul modello da 40 mm si hanno 276 mAh mentre su quella da 44 mm si hanno 398 mAh. Sulla carta rispetto al modello precedente questo ha comportato un leggero aumento dell’autonomia ma la differenza come sempre qui la fa il modo di utilizzarlo, io non amo molto i compromessi quindi lascio molte funzioni attive e app in background, in questo modo sono “costretto” a caricarlo tutte le notti a discapito della rilevazione del sonno ma preferisco di gran lunga questa soluzione al doverlo ricaricare magari nel bel mezzo del secondo giorno. Da considerare poi che se ci si allena con GPS attivo e musica in cuffia la batteria scenderà di parecchio. Anche qui la mia scelta è stata rinunciare al solo GPS per risparmiare un po’ di carica.

CONCLUSIONI

Sicuramente un ottimo smartwatch che consiglio a chi non ha ancora considerato l’utilizzo di un device simile come accompagnamento del suo smartphone e a chi fa sport regolarmente, a chi invece ha uno smartwatch ormai obsoleto (predecessore di watch 4) e vuole un orologio con Wear OS a bordo. Non è indicato invece a chi ha già il suo predecessore, qui il gioco non vale la candela se non altro perché tra i due modelli non ci sono differenze tali da poter giustificare un upgrade. Mi sto trovando molto bene con questo smartwatch e secondo me non è sbagliato considerarne l’acquisto anche se sul mercato ne sono usciti di nuovi, per me rimane un ottima soluzione e un dispositivo con ottime performance.

Commenti

Una risposta a “Galaxy Watch 5: la mia personale esperienza”

  1. […] Personalmente ho scelto di dedicare alla pressione prolungata la gestione del volume, in questo caso dall’auricolare sinistro si potrà abbassare il volume, mentre da quello di destra si potrà aumentare. Le altre funzioni a disposizione poi le gestisco o dallo smartphone, ad esempio attivando i comandi vocali con la voce oppure, come nel caso della disattivazione/attivazione ANC con il widget sul mio smartwach. […]

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